LXXIII. Vita della signorina Tebaldi.

17 Ott

LXXIII.

Carlamaria Casanova, Renata Tebaldi. La voce d’angelo. Electa, Milano 1981. Pp. 253.

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Due sabati fa sono andato a prendere vestiti usati a s. Antonio di Padova, presso la parrocchia omonima della via omonima. Avevo bisogno di un ricambio di mutande e uno di calzini. L’addetto, un simpatico volontario che mi chiamava “amico”, ha insistito affinché prendessi anche un maglione, un paio di pantaloni, e alcune altre cose.

Vedendo che il magazzino conteneva anche libri vecchi, giocattoli, barattoli di pennarelli &c., ho chiesto se per caso avessero anche carta, quaderni o altro su cui scrivere — non avevo quasi piu’ nulla, e non potevo permettermi di comprare alcunché. Dopo una breve ricerca una signora me ne ha trovati quattro o cinque, che ho preso volentieri. L’addetto che mi chiamava “amico” ha detto che nessuno chiede mai libri o quaderni, sicché li dànno doppiamente volentieri. Così ho capìto che eravamo contenti in due.

Ma, in piu’, mi ha regalato anche questa biografia della signorina Tebaldi, scritta da una recensora, piu’ che musicologa, che scrive da molti anni per varii rotocalchi e giornali, soprattutto per la Notte.

E’ stata pressoché una coincidenza, perché uno dei tre dischi che possiedo, e che posso ascoltare, quando ho delle pile o una presa della corrente a portata, è proprio una Giovanna d’Arco storica, con Bergonzi, Panerai e la Tebaldi (1951), cosa che fa di me, unitamente a questa biografia di recente acquisizione, un tebaldiano quasi perfetto.

Renata Tebaldi è nata nel 1922, e ha cantato dal 1946 al 1976, ininterrottamente. Vive, che io sappia, ancora*. E’ stata in qualche modo consacrata, a suo tempo, dalla scelta che Toscanini fece cadere su di lei per la parte sopranile nel Te Deum di Verdi. La Tebaldi non ha avuto un repertorio esorbitante: solo 35 titoli, da cui si possono serenamente togliere alcune riesumazioni, come — poniamo — l’Olimpia di Spontini o Salambò di Casavola, insieme ad altre; rimangono soprattutto i titoli pucciniani piu’ importanti, Bohème, Fanciulla del West (benché affrontata tardivamente), Madama Butterfly (anche se la Tebaldi era decisamente un po’ troppo matronale per la parte), e il Verdi maturo e tardo, soprattutto Desdemona dell’Otello.

La biografia ripercorre le tappe fondamentali della carriera della Tebaldi, dilungandosi generosamente (nonostante l’esiguità del testo, 150 pagg. circa effettive) sulle sue borse, i suoi cappellini, le sue pianelle, i suoi stivali, la sua storia d’amore col maestro Basile, che poi andò a schiantarsi in autostrada, i suoi inizi difficili (la madre la fece partecipare ancora pupetta a una pubblicità di pappette per bimbi col fine di attirare l’attenzione del padre, il fedifrago Teobaldo Tebaldi), i dolci e i quadretti della sua tata. Di queste 150 pagg. di testo effettive, ben 35 sono dedicate, quasi altrettanto generosamente, ai problemi di peso della Callas, alle false e strombazzate storie d’amore della Callas, al divorzio della Callas, alle due ottave mancanti della Callas e ad alcune altre cose, a vario grado imperdonabili, che la Callas avrebbe fatto e, soprattutto, detto — fino al famigerato articolone scritto per il Time del nov. 1956, che la signorina Tebaldi e la signorina Casanova ritenevano, fino al 1981, argomento di dibattito, quando già da 23 anni era chiaro al mondo che era uno spregiudicato falso, dovuto al fatto che la querelle non era presa molto sul serio dalla stampa internazionale, così come le parole della Callas, e della signorina Tebaldi.

Le somiglianze, soprattutto al contrario, con la vita della Callas (tra le somiglianze per dritto, il marito [che la Tebaldi fu tentata di prendere, ma rimase signorina, après tout] vecchio, la rentrée in Oriente con un vecchio collega, i cagnolini, &c. &c. &c.) sono molte e impressionanti. La signorina Tebaldi è stato un esemplare unico di saprofita intelligente. Son cose che non si dovrebbero fare, certo, così vorrebbe la morale; eppure, ci vuol stomaco anche per fare queste cose — ci vuole una vita, e scusatemi se è poco.

Gli aneddoti sui colleghi di lavoro sono scipiti; di musica non si parla affatto. Le foto sono molto anni Cinquanta, come la voce della Tebaldi. Al momento pensavo mi avrebbe interessato di piu’, ma devo confessare che alla fine mi ha annoiato terribilmente, tanto che ho dovuto leggerlo in quattro o cinque riprese.

*] Per poco; sarebbe morta Mi sbagliavo; era già schioppata, il 19. dicembre 2004. Il 17. ottobre di questo post si riferisce all’anno 2005., perciò quasi un anno dopo che la signorina era andata ad patres. Pensa te come passa il tempo.

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