Archivio | 16:52

CX. Domani, se mi connetto di nuovo,

28 Ott

penso proprio che andrò a farmi un giro lungo e largo per varii blogs, in cerca di qualcosa di carino e depositando interventi possibilmente sennati sotto i post che più mi impressioneranno, evitando i blog troppo deprimenti o troppo rosa (o troppo tutti e due). Fattostà che è un brutto periodo: non ho assolutamente un cacchio da dire (ma proprio niente), in compenso dovrei pensare a rifare tutto da capo (nella vita — e quanto aspetto, ancora?), e in soprappiù la garrulità mi attanaglia. Sono riuscito a trasformare un blog stitico e noioso nel blog più inutile della Rete. (Che è già qualcosa, volendo — me ne fregasse qualcosa).

CIX. Mi hanno detto, anche,

28 Ott

di recente, che sembro avercela col mondo. E’ che avevo deciso, per un certo periodo, che non avrei più avuto giudizi (nemmeno sereni) su nulla. Purtroppo, col passar del tempo, le inibizioni si allentano, indi i dissapori. Ma devo stare attento: o ci scapperà il morto.

CVIII. Io non sto a guardare.

28 Ott

CVIII. Però sto sempre a leggere, nel senso che tutte le volte che vedo qualcosa di scritto mi fermo e lo devo leggere per forza. E’ anche il motivo per cui mi piaceva fermarmi a mangiare sempre davanti alla Casa Fenix (una casa occupata, fino al 22 giugno di quest’anno), ai Giardini reali; era tutta tappezzata di volantini.

Ma mi piacciono particolarmente le cose scritte a mano, perché spesso sono piene di errori esilaranti. Volevo aprire un post tutto dedicato alle varie scritte, ai volantini, alle comunicazioni di servizio piu’ divertenti che ho trovato in giro, e trascritto. Qui a Torino è l’ortografia in particolare a godere di scarso prestigio. Fuori dall’Informacittà una targa commemora il poeta dialettale Viriglio (non ho ancora capìto perché proprio lì vicino al Comune, ma tant’è), con un "QVI’" artisticamente inciso col suo bell’accento. Credo che sia l’unica città d’Italia ad avere una "via Gaetano DoniZZetti", peraltro.

Ma le cose più divertenti sono gli avvisi scritti a mano, soprattutto certi nei cessi dei bar o appiccicati nei varii esercizii: Torino deve avere il record dei bottegai più ignoranti della Penisola.

Al momento non ho sottomano nulla, e data la new wave potrò postare, nel caso, solo una troiata per volta, sempreché mi paiano ancora così divertenti com’erano quando le ho trascritte.

Poc’anzi ho copiato lo spillatino di un indignato analfabeta coprofobo, in Via dei Quartieri, sul muro tra l’ingresso del n° 4 e la Sala divertimenti "Luna Rossa":

PER CHI PORTA HA SPORCARE IL PROPIO CANE QUI SUL MARCIAPIEDE SENZA POI PULIRE ‘E UN GRANDE MALEDUCATO E INCIVILE PERCHE ILLEGALE INOLTRE SE MI ACCORGO CHI POSSA ESSERE. [punto] FACCIO INTERVENIRE I VIGILI E SI PRENDERA’ UNA MULTA.

Quello che mi chiedo è: se uno scrive così, che cosa avrà nel cervello?

Ma dev’essere proprio un antico vezzo torinese. Ricordo distintamente che il manifesto dei gesuiti contro Carlo Emanuele I (detto Il Grande, o Testa di Fuoco) per l’aumento delle tasse era scritto in un latino non molto migliore di questo italiano.

CVII. Osé.

28 Ott

CVII. Queste postazioni pubbliche sono protette, nel senso che non si può accedere a siti porno. Ma anche da qui (basta che sia non involontariamente) è possibile accedere a un numero enorme di pagine personali che non figurano nelle liste di proscrizione. Io ho digitato "bootboy", ci sono molti blogs e pagine personali, con abbondanza di foto e cazzate varie galore, alias a iosa. Ma tenere un blog porno (dovrei approfondire, non lo so, la mia esperienza in merito data da oggi) dev’essere proprio, non tanto da maniaci, ma roba da minorati.

CVI. Ovviamente

28 Ott

la bomba non è scoppiata. Sto digitando dall’Informacittà, all’addetta di turno (un po’ grifagna di complessione, dentro e fuori) sarebbe piaciuto che scoppiasse tutto; ma sta di fatto che non aveva letto il giornale. Su Metro è detto a chiare lettere che oggi alle 10.00 ci sarebbe stata un’esercitazione. Lei dice che c’è già stata ieri, e che oggi il Comune non doveva essere coinvolto. Non le è piaciuto come hanno evacuato l’Informacittà, in ogni caso. E, in ogni caso, è proprio un peccato (dice) che non sia saltato in aria tutto.

CV. Rilettura.

28 Ott

CV. Sto rileggendo, avidamente, La montagna incantata (di Thomas Mann, 2 voll. "David" Dall’Oglio, trad. Beatrice Giachetti-Sorteni, una vecchia traduzione, diversa da quella ben nota di Ervino Pocar, per cui Johann Castorp è Giovanni Castorp, Joachim Ziemssen è spiacevolmente Gioachino Ziemssen, &c., Milano ott. 1965). Non so che cosa mi spinga a rileggere un romanzo che, me lo sta dimostrando per la seconda volta in vita mia, fa ammalare. Già il viaggio di Castorp verso Davos mi ha fatto sputare metà polmone destro, figuriamoci il prosieguo. Ma è una rilettura che mi occorre. Mi occorre doppiamente, per vedermi davanti che cosa succede a un uomo che entra da ospite in un luogo dal quale poi non riesce a scappare. Mann, però, non comunica l’angoscia del racconto di Buzzati sull’uomo leone, che entrò in lebbrosario e quando fu per uscire scoprì che il suo desiderio di guarire e andarsene era svanito come cimbe sul mare, un’espressione che ricorderò, credo, finché campo, se campo (così com’è, ovviamente, senza curarmi di sapere, al momento in cui la ‘ripeto’, se fosse proprio quella, nel testo originale), e pertanto tornò dentro.

CIV. A proposito

28 Ott

de li mortacci: c’è un blog in multiproprietà in cui ci sono molte epigrafi. Un tempo era un’arte, e da cose come questa si può capire bene il perché — non le ho lette certo tutte, ma in gran parte sono penose:

http://doraripariariverantholog.splinder.com/

Anche se l’idea non è male, ovvio.

CIII. Giacinto Collegno (nomen omen).

28 Ott

CIII. Via Giacinto Collegno è una traversa di corso Francia. Giacinto Collegno dovette essere uomo di molto merito, dato che gli hanno dedicato una via. Ho visto la sua tomba al Cimitero monumentale, e non posso dire che non me l’aspettassi. Visse nell’Ottocento; poi, però, è morto.

"Per forza", direte voi; "a tutt’oggi…".

E invece no: era destino avverso.

Poiché egli, sin dalla nascita (o meglio dal battesimo) era Già cinto Col legno della bara.

CII. L’amico XXxxyy YYYxxx,

28 Ott

l’altra sera, mi descriveva con una certa commozione un certo suo cimelio di famiglia, una veneranda pendola, ovviamente difettosa. A un certo punto non andava più, e lui gli ha dato il classico cazzotto; dopodiché, ovviamente, la pendola (che lui chiamava il pendolo, che credo sia sineddoche) ha ripreso a funzionare.

"Ecco", ho detto, "come hai risolto il tuo problema col pendolo col-pendolo".

Questa battuta non è mia, ma risale a uno spettacolo teatrale di Lillo & Greg, di cui vidi la metà inferiore, molto bella, e di cui non credo di aver mai saputo il titolo. E’ una di quelle battute (in scena Lillo, eseguendo l’ordine di Greg che gli diceva di fare qualcosa "col-pendolo", continuava ad andare verso una vistosa pendola appoggiata al muro) che, riuscite o no, hanno bisogno di un ben determinato contesto per essere riciclate. Non sono riuscito (o non ho avuto la presenza di spirito necessaria) a riciclare battute ben più adattabili a diversi tempi e circostanze, mentre sono riuscito a farlo con questa!! Strano.

CI. La bomba (e sticazzi).

28 Ott

CI. Oggi hanno messo una bomba al municipio, sicché non posso connettermi dall’Informacittà adiacente. Sono all’Informaggiòvani. L’importante è rimanere Informati.