Archivio | 15:25

LXXXVIII. Siamo seri.

24 Ott

LXXXVIII. Sono stato accusato, di recente, di essere uno che "sta a guardare". Non è la prima volta che mi succede, ma tutte le volte che ricàpita mi inalbero e mi sento umiliato. Essenzialmente perché se c’è una cosa di cui posso essere accusato con ragione è proprio di non stare abbastanza a guardare. Vago per le vie senza sapere il percorso che faccio (imparare il nome di qualche strada manco parlarne), corro il rischio di farmi stirare ad ogni attraversamento pedonale, dimentico facce e nomi perché guardo e ascolto distrattamente. Qui non mancano bellezze e bruttezze architettoniche, ma se qualcuno non mi ci conduce davanti per mano e non mi fa notare tutto per filo e per segno non noto nulla, non registro nulla, e magari ci passo davanti mille o duemila volte al giorno. Inciampo sui gradini, centro gli stipiti con la faccia, manco le panchine con il sedere. Mi dimentico di andare a mangiare perché non guardo l’orologio. Se mi ricordo di guardare l’orologio mangio senza guardare nel piatto: cose così. E non è nemmeno divertente. Posso assicurare che a vedermi faccio un effetto increscioso. E comunque il fatto si è che non sto abbastanza a guardare. E me ne fotto, pure.

LXXXVII. Avevo pensato,

24 Ott

proprio in questi giorni, di fare cose che non ho mai fatto. Per esempio, una cosa che non ho mai fatto è andare a chiedere soldi nelle chiese — e tuttavia mi pareva poco esaltante, come prospettiva. Allora ho pensato che sarei potuto andare alla Gran Madre (dove danno un euro di fisso, niente di piu’), a Sassi una domenica (un euro e cinquantadue — nessuno mi chieda il perché, inquantoché non ce n’ho la piu’ pallida idea), alla Madonna del Pilone (dove pare diano anche cinque euri!!!), &c., fino ad accumulare gli otto euri e cinquanta necessari alla mostra di Mapplethorpe, che si svolge a Torino de ‘sti tempi. Poi ho pensato che comunque sono il solo rimasto a considerare poor pornography quella roba, che va comunque contrabandandosi per arte (tant’è vero che quelli della Margherita qui di Torino che hanno protestato perché la mostra non è vietata ai minori stanno facendo una pessima figura). E poi ho visto qualche foto in Rete, e francamente trovo che andare a chiedere soldi nelle chiese sia già abbastanza lugubre per suo conto, senza nessun bisogno di aggravare la situazione.

LXXXVI. Diana Cataldo 2.

24 Ott

LXXXVI. Ossia la Diana Cataldo qui nominata:

www.filosofia.unina.it/dimarco/corso2001-02.htm,

che almeno qualcosa con Nietzsche dovrebbe aver che fare, si direbbe.

LXXXV. Diana Cataldo.

24 Ott

LXXXV. Finalmente rifunge. (Avevo dfficoltà a postare messaggi, prima, o come kacchio si dice).

Da una rapida ricerca in Rete non è dato sapere molto di Diana Cataldo. Potrebbe essere un addetto stampa dell’ufficio del turismo (?) irpino come una socia del Golf Club di Belleville.