Archivio | 16:13

CXIV. Stavo,

29 Ott

oh Sirenetta, per correggere un tuo accento — in particolare quando scrivesti "dài, dài, fàllo". Ma mi sono accorto in tempo dell’errore: la tua finezza stava nell’aver colto (<= mettere circonflesso, plìs) che disaccentato poteva confondersi con "fallo" sostantivo, in ogni accezione. Per quanto una sfumatura oscena non sia del tutto evitabile né nell’uno e né nell’altro caso, sostantivo e verbo sono due cose diverse. Ricordo di aver letto, su un libro di racconti fecciosissimi, dovuti alla penna di uno degli scrittori di Nazione Indiana1, una mitraglia di "dàti" con l’accento (vb. "dare") e di "dati" senz’accento — quei nostri "dati" che tradurrebbero quelli che gli anglosassoni chiamano latinamente "data". Ma ambo derivano da "dare"!! "Data" è infatti plurale di "datum" = "cosa data".

Io, in compenso, mi sono trascinato per anni nello spiacevole errore di scrivere figlii, straccii2, ignorando che la i, in quei casi, ci sta per bellezza. Intanto posso andar fiero (almeno finché non scopro che sono sbagliati anche loro) dei miei maschii, vecchii, fischii3.

1. Non cito né lui né il libro per il semplice fatto che mi sono dimenticato sia come si chiama lui che il titolo del libro. Ma potrei essere più preciso, se qualcuno ha la compiacenza di aspettare a piè fermo fino a lunedì (posto che non mi dimentichi, ovvio).

2. Ma il nesso –ii era reso, consuetamente, con i sormontato da circonflesso. Che pirla, ho i caratteri particolari, perché non ci ho pensato prima? Tiè: î.

3. V. nota 2.

CXIII. Sarà la bloggosfera

29 Ott

ma anche gli scriventi che trasudavano intelligenza, quando li conobbi in sedi differenti, passando al blog sembrano bambini elastici alle prese con giochi spastici. La bloggosfera brancola nel buio e ciàncica vaccate.

CXII. Riccardo Valla 2.

29 Ott

CXII. (Spero che questo post su RV non accresca la mia visibilità, almeno da parte sua).

CXI. Riccardo Valla.

29 Ott

CXI. Impossibile, anzi altamente controindicato, per me, e linkarlo e intervenire sul suo blog: feci una figura di culo sesquipedale, con lui, al tempo, e spero che pensi che io sia morto, decrepito e sepolto (no, non c’è nessuna contraddizione — prego riferirsi a un buon vocabolario). Mi riferisco al Riccardo Valla di cui nel titolo, traduttore e scrittore. Su questo blog, da me rinvenuto per puro caso poco fa (sto dicendo www.ric-rabbit.splinder.com) si incontrano, a lunghi intervalli di tempo, alcune cose belle (cioè varie sue manie, i sonetti, l’Imbriani, Spenser, &c.). Vale la pena di tenerlo d’occhio, almeno ogni tanto.