Archivio | 12:00

LXVIII. Bisognerà pur postare qualcosa,di tanto in tanto.

11 Ott

LXVIII. Anche se, ad essere sincero, il pensiero di quest’ultimo anno attualmente mi pesa molto, e l’influenza che mi rincoglionisce non mi aiuta certo a raccogliere le idee. E’ un momento di scelte — ho la testa nel pallone — o magari nemmeno, ma non ho testa per tante cose. Scrivo o leggo, ma quello che scrivo e/o leggo me lo tengo per me. Al momento (è chiaro, qui siamo in Rete, è un’altra cosa) mi sembra la cosa piu’ sensata da fare. Insomma, quando arriva il momento di condividere (dio che odio), mi accorgo che non me ne frega niente di condividere alcunché con chicchessia. E poi mi conviene tenere il profilo basso, comunque.

Il fatto è che, purtroppo, cambia la prospettiva. Non so come avrei visto le persone che sfioro passando, oggi, o la città in cui mi trovo, da un altro punto di vista. Fattostà che adesso sono in questa condizione, e questo è il mio punto di vista. Va da sé che tutto mi paia ripugnante, malvagio, angusto, soffocante, tetro, osceno e insopportabile.

Non solo: credo anche che sia giusto e normale così. Quello che vedo adesso, insomma, è la verità. Una vita normale è una vita che permette di coltivare delle illusioni. (Ed è proprio per questo che la rimpiango. Solo che se mai potessi, un giorno, riavere una ‘vita normale’, alle illusioni dovrei rinunciare già in partenza. Non so se mi spiego).

Sarebbe bello, forse, riuscire a descrivere esattamente quello che vedo e sento. Ma, in fondo, non servirebbe a un tubo, come qualunque cosa io possa, ormai, fare.