Tag Archives: Milena Vukotic

504. Paolo Poli (5).

14 Gen

http://www.youtube.com/watch?v=SmaUI3WYqsI

Natalia Aspesi: Normalmente il travestito cinematografico, teatrale, eh… è pesante, cioè se deve fare la donna fa la donna brutta, la donna grassa, la donna volgare, fa la puttana, fa… ecco…

[Milleluci, con Mina e la Carrà: “O tabarin”].

E siccome, eh… Poli è un uomo molto raffinato e molto intelligente, e molto bello, soprattutto da giovane era bellissimo, lui nei personaggj femminili mette dell’ironia, ma non del disprezzo.

[Milleluci, con Mina e la Carrà: “Vieni, pesciolino mio diletto”].

Paolo Poli: Fu lei che m’invitò… dice: Io mi vesto da omo, tu da donna, sì, va bene…

[Milleluci con Mina e la Carrà: “Mondana, mondana, perché”].

In televisione ho fatto sempre l’amico di qualcuno, mai ho avuto il mio programma, capìto? Tu m’hai citato Raffaella Carrà. Mai sono stato Raffaella Carrà.

[Milleluci con Mina e la Carrà: finale]

[Speciale per voi. Ragazza: Senti, io vorrei sapere, c’è una certa inclinazione al travestimento in te… — Paolo Poli: Sì. — Ragazza: Vorrei sapere se lo fai… solo per una … esigenza teatrale, o perché ti senti meglio in questi panni. — Paolo Poli: Io lo faccio per ‘esigenza teatrale, perché per altri divertimenti potrei farli in privato nel mio salotto, se ce l’avessi, capisci? — Ragazza: Benissimo… — Paolo Poli: Perché trovo che un teatro… il teatro naturalistico a cui già, non so, il futurismo e pirandello avevano dato dei colpi, è ora che deve finire. Sai, […] diceva: Non è uno straordinario attore, ma porta così bene il vestito; non è una straordinaria attrice, ma è molto chic].

Lucia Poli: Abbiamo fatto quattro spettacoli insieme, due negli anni Settanta, che sono Apocalisse, il primo, e Femminilità, fatto a lungo soprattutto Femminilità perché era uno spettacolo molto divertente, pieno… sugli anni Trenta, sulla… la femminilità, la donna negli anni Trenta, e quindi anche pieno anche di costumi, di canzoni… belle, divertenti, e quindi quello è andato benissimo e l’abbiamo fatto a lungo.

[Femminilità: “Dammi un bacio e ti dico di sì”]

[Uoki toki con Lucia Poli: Il dott. Jekyll & Mister Hyde].

4. LA MATURITÀ

[Premio Tenco: “ma se l’Italia ancor / fosse colpita al cuor…”].

Milena Vukotic: Beh, la sua cultura… che è infallibile, che direi che è rara in confronto… a tanti… parlo del nostro ambiente teatrale, io credo che sia… la cultura siamo noi si potrebbe dire nel suo caso.

[Il tranello di Medusa: scioglilingua]

Rodolfo Di Giammarco: Dispiace che non ci sia una sorta di scuola… che lui possa offrire agli altri, perché è sempre così irridente, è sempre così… poco credente, che non crede neanche a sé stesso nel poter consegnare il testimone ad altri, ma quanto sarebbe … un insegnante felice e pieno di… di sgarbi, lui!

[Pierino e il lupo]

Marco Messeri: L’Italia dovrebbe avere, un po’ più come ha la Francia, una carezza in più per gli attori sublimi, e cioè dire, ragazzi, ci sono tante persone che recitano, poi ci sono le eccellenze.

[Mistica]

Rodolfo Di Giammarco: Paolo Poli, lui ha una sua creatività che è più sul corpo e nella bocca, allora, piuttosto che nella stesura, che nella immaginazione dei testi. Lui è un testo, ripeto, scritto nella gamma della sua mimica e nelle possibilità furenti, fluenti del suo parlare.

[L’asino d’oro, teatro: Se la polizia si occupasse degli affari di cuore].

Lucia Poli: C’è una ripetitività, che però è un… una ripetitività rituale, ne, negli ultimi anni, e… lui stesso è talmente… eh, autoironico che dice: ma sai, io faccio sempre lo stesso spettacolo, suppergiù, no? Perché in fondo ha il grande valore di aver inventato qualcosa.

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503. Paolo Poli (4).

14 Gen

http://www.youtube.com/watch?v=gilIYobEmO8



3. IL SUCCESSO

[Cercando cercando. Paolo Poli: Negli anni Sessanta era Milano la città che ha dato da vivere a tutti i teatranti, invece poi negli anni Settanta è diventata Roma, una città dove si faceva il teatro in soffitta, il teatro in cantina, il teatro nella chiesa sconsacrata, in un cortile, purché non fosse colle poltroncine, fosse scomodissimo… mia sorella ci ha preso persino la scabbia, una malattia rarissima].

[Canzone: “Sanzionami questo”].

Natalia Aspesi: Io non sapevo assolutamente chi fosse, sono andata da spettatore a vederlo, e a me questa bellissima ragazza vestita prima da contadinella, poi da… santa Rita, che era lui, invece, mi aveva assolutamente entusiasmato.

[Rita da Cascia: sola al mondo]

Sì, fece molto scandalo: primo perché, appunto, era un travestito, si travestiva, cioè faceva la donna, e poi perché questa santa Rita era una sporcacciona tremenda, vista da lui, peccatrice… [ride]

[Rita da Cascia: “… ti ricorderai di me in cielo?…”].

Lucia Poli: Fu Oscar Luigi Scalfaro che… denunciò per… questo spettacolo per vilipendio alla religione.

Paolo Poli: Erano i democristiani doc, vecchia maniera: tutti di un pezzo, e quindi la religione non si tocca. Io l’ho toccata: ho sbagliato – per lui. Chissenefrega, non porto rancore.

[Rita da Cascia: “Tua, fra le braccia tue”].

Lucia Poli: C’erano gli intellettuali, che naturalmente impazzivano, e c’era, invece, una piccola parte di pubblico, borghese, benpensante, più chiuso più, non so dire come, più osservante, più tradizionalista, che veniva scandalizzato ma erano veramente molto pochi.

[Babau: l’angelo del conformismo].

Marco Messeri: Paolo aveva una madre francescana, che, credo, si sia fatta mettere al cimitero vestita da terziaria, e… e quindi Paolo ha mangiato pane e religione sempre, come è anche nei toscani, perché poi i toscani spesso sono rispettosi della religione, e… a parole invece bestemmiano di continuo.

[Babau: presentazione].

Lucia Poli: Fu trasmesso sei anni dopo che lui l’aveva registrato perché lì c’erano dei frammenti dei suoi spettacoli dove si vedeva lui travestito da donna, e lì già comincia… anche se erano gli anni Settanta, la televisione non era più così… chiusa.

[Babau: “Fiocca, la neve fiocca”].

Marco Messeri: Sul fatto delle intonazioni Paolo Poli è un usignolo, e intonare come fa lui con dei fiati lunghi, insomma, è molto difficile, ed ha i suoni suoi, anzi, le prime volte che l’ho frequentato son tornato a casa mia e parlavo come fa anche lui… oioi … nananà… nananù-na… con tutta la… i suoni… di Paolo.

[Il buono e il cattivo: “Fru fru”].

Milena Vukotic: Ho lavorato con lui soprattutto in teatro, ci siamo conosciuti però prima in televisione, facevamo delle favole.

[Uoki toki, con la Vukotic: “Ecco il regolamento”].

[I tre moschettieri: sigla].

Marco Messeri: [ride] No, era… carino, era carino, era … il rapporto tra lucia e paolo è … è abbastanza buono sempre, insomma, e… poi c’era milena vukotic e… ed io… e in realtà siamo sempre andati d’accordo

[I tre moschettieri: Poli presenta: Così io e i miei compagni nonostante che non siamo più di primo pelo siamo regrediti allo stadio infantile travestendoci in mille modi scambiandoci mantelli e baffi per sceneggiare questo romanzo a puntate dumas ci mise sei mesi a raccontarlo siccome allora non c’era la televisione si servì dell’appendice del giornale il Siècle noi dureremo molto di meno, state tranquilli].

[I tre moschettieri: “Fatevi in là, vile bifolco”].

Marco Messeri: L’operazione l’abbiamo fatta tutta d’un fiato, fa… capìto, quasi improvvisando, dice: ora c’è da fare il guercio [mima]… era veramente come le marionette, uscire fuori e ritornare, uscire e rientrare…

[I tre moschettieri: “Ah Parigi, cominciamo bene”].

Milena Vukotic: Scambiavamo delle parti… è stato un bel lavoro anche non, non facilissimo perché… era in televisione, con la regia di Santo Sequi. Paolo non è un improvvisatore, per cui… bisogna essere preparati.

[I tre moschettieri: decreto].

502. Paolo Poli (3).

14 Gen

http://www.youtube.com/watch?v=aGLl5gciSwQ

Lucia Poli: Con Zeffirelli ha conosciuto sùbito la Laura Betti, e vivevano insieme, erano… come dire, le due ancelle, e Zeffirelli la principessa, la regina, gli è sempre piaciuto il ruolo [ride].

Paolo Poli: Io con Laura ho fatto solo una canzoncina in televisione.

[“Ballata dell’uomo ricco”]

Paolo Poli: La “Ballata del pover’uomo” [sic] entrò nell’orecchio del pubblico, fra l’altro anche della signora Campari, la vedova Campari, che venne a teatro al Gerolamo che è un teatrino di burattini e lei mi mandò un mazzo di violette (che portan male in teatro) e mi fece fare i caroselli, l’ho fatto… l’unica pubblicità che ho fatto, è perché proprio mi piace ancóra, il Campari.

[Carosello: “La fine della vita già s’appressa”]

Lucia Poli: Ma, a vent’anni il fatto di essere così … magro, alto, esile, ovviamente lo rendeva elegante, raffinato, in confronto al… questi che esibivano il muscolo, ecco, lui era un altro genere.

[Gli amori di Manon Lescaut]

Poli: Ma io ero… avevo un tipo di bellezza un po’ effeminata, però piacevo, e quindi avevo amici, amiche, ho avuto fidanzate, fidanzati, presentati a tutti tranquillamente.

[Non c’è amore più grande]

Milena Vukotic: Se avessero inventato… una sceneggiatura, sarebbe stato straordinario… in cinema, col fisico, poi, che ha…

[Le due orfanelle]

Paolo Poli: Io il teatro ‘un lo fo per ripiego, lo fo perché è quello… è quello che mi piace di più. Finché uno è vivo lavora dal vivo

[Cercando Cercando. Paolo Poli: Ho cominciato a fare delle cose un po’ più interessanti a Genova, con Aldo Trionfo: si facevano dei repertorj per allora inconsueti, si faceva Ionesco, La cantante calva].

[Al cavallino bianco: “Piano piano”]

[Cercando Cercando. Paolo Poli: Ho avuto la fortuna di fare delle riduzioni dell’operetta, che eran dei bei motivi viennesi fatti da degli ebrei scappati in Svizzera durante la Seconda guerra mondiale e allora, proprio nel ’60, mi pare, ho fatto il Cavallino bianco. Io ho lavorato in bianco e nero, come Greta Garbo, poi mi son fermato].

[Al cavallino bianco: ballo]

Marco Messeri: Mi ha raccontato lui che quando ebbe questo grande successo con la Mondaini, lui faceva Filiberto, quindi faceva un bambino, in televisione, che piaceva a tutti…

[Canzonissima, con Sandra Mondaini]

… allora fece la compagnia di teatro, e credo che fece il Candelajo di Giordano… non lo so, in quegli anni lì. E il pubblico andava a teatro per vedere Filiberto, quindi lui si cacciò nei debiti, perché… eh, lui aveva una compagnia costosa, e venne disertata dal pubblico perché non… assomigliava al… al progetto televisivo.

[Canzonissima, con Sandra Mondaini]

Paolo Poli: Davo i cascami delle mie trovate teatrali alla televisione, e sceglievo quelle, purtroppo, che non davano fastidio né a cristo né a satana, quelle robe medie che andavano per la famiglia italiana, che già allora aveva perduto gli ideali mazziniani che sono dio patria e famiglia. Già allora non c’era più. C’era solo, così, un’accozzaglia di persone che venivano tenute in un boom… economico… e gli si diceva ch’erano felici, e ci credevano.

[Canzonissima: “Se stasera il milioncino”]

Queste brutte canzonette italiane sono letteratura modesta, per esempio “Fatti mandare dalla mamma a prendere il latte”, vuol dire che… anche in quegli anni… la famiglia sorvegliava la ragazzina, e ci voleva una scusa per scendere di sera, col bujo… quando… dietro la porta stessa si poteva fare qualche cosa. Non ci s’aveva mica la garçonnière!

[Chi canta per amore, chi per follia: “Questo è l’occhio bello”]

Lucia Poli: Ha più.. assimilato, sì, queste… favole, e canzoncine, e filastrocche toscane, sentite dalla mamma eccetera, ma soprattutto le canzoni del suo momento storico…

[Questo e quello: “Io non credevo mai”]

Questa letteratura popolare agiva in lui, perché intanto l’aveva sentita dalla mamma, dalla nonna, dal babbo…

[Chi canta per amore, chi per follia: La cornacchia del Canadà].

[Speciale per voi. Domanda: Tu hai maggiore successo con i bambini che con… le persone che tu vorresti raggiungere con questi messaggj. — Paolo Poli: Perché i bambini non sono ancóra, non sono ancóra, voglio dire, condizionati da una cultura o che. I bambini sono dei piccoli adulti che son terribili, hanno una capacità digestiva, bevono il latte che è un alimento completo, che a me mi fa male al fegato, per esempio. E trovo che… i bambini c’insegnano tante cose… sono dei… hanno anche una certa brutalità e un cinismo che gli adulti non hanno, e non li acchiappi con le civetterie culturali, come invece si può acchiappare anche voi].