Tag Archives: segnalazioni

480. Due cose.

15 Nov

Metto tra i file l’Ode, nella bella veste grafica che Francesco Marotta aveva confezionato per rebstein; tenendo conto che si tratta di una versione a cui mancano 5 stanze. Ma dato che è già molto che qualcuno se ne legga anche solo dieci, della prima o seconda versione non conta, suppongo che non faccia molta differenza. Grazie ancòra a Francesco per l’indefettibile cura prestata a una mia cosa.

Altra cosa, che mi è nota sia in via diretta sia grazie a segnalazioni di terzi, qualche spiritosone – che non so chi sia, anche se ho sospettato, forse ingiustamente, di Dario Borso; ma poteva anche essere “giggino”, per quel che ne so (e non ne so nulla di sostanziale) – ha lasciato, o va lasciando messaggj a mio nome, limitandosi a fare quello che quasi sempre faccio anch’io, ossia mettendo l’url del presente umile blog nella stringa dei commenti e lanciando l’intervento.

Un commento presuntamente mio è apparso sul blog di azu, io stesso ne ho ricevuto, come ho detto, un buon numero, e Marotta mi ha detto di averne dovuti cancellare cinque o sei (ed erano pure osceni, quasi che il sottoscritto già non s’impegnasse a dare il peggio di sé!), e non so dov’altro ne siano apparsi.

Portiamo pazienza, unica arma alla lunga efficace contro questi maligni infelici persecutori. Sui blog di splinder i miei messaggj appariranno sempre con la dicitura estesa che vien fuori quando ci si logga, su wordpress sono sempre loggato e non dovrebbero esserci problemi.

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479. Metto il filtro ai commenti.

15 Nov

Dario Boro, che questa notte non deve aver dormito un minuto, mi ha riempito il blog di spam (con numerosi commenti persino a nome mio; chissà che non fosse lui il finto anfiosso apparso da azu). Finché non si stanca devo filtrare i commenti, & me ne dolgo per l’eventuale disagio arrecato.

477. Precisazione.

13 Nov

Ero convintissimo di aver postato su nazioneindiana, nella fattispecie qui, una risposta di rassicurazione al sig. Carrino, che s’era offeso per essere stato incluso nel tag “recchie” del mio blogroll. Non credo affatto che esso commento sia stato censurato, perché non conteneva – anzi – nulla in sé d’offensivo; ma qualunque sia il motivo, adesso non risulta in nessun modo quello che ho ritenuto di dover fare e dire di aver fatto in séguito alla lamentela di esso sig. Carrino.

Ho naturalmente tolto il suo link dal blogroll, nel quale, può starne certo, non sarà mai più reinserito, sotto alcuna categoria; ho messo i suoi commenti tra gl’indesiderati, in modo tale che non ci siano mai più occasioni di screzio, malinteso od offesa; e ho ritirato la mia già espressa intenzione di léggere almeno uno dei due libri che ha fatto correre in sulle stampe: non leggerò, mai, né l’uno né l’altro.

In questo modo spero di aver reso la pace al sig. Carrino, ci sia stato o no equivoco tra noi.

Mi limito a precisare, anche, che la mia notazione circa la sinforosità del poco che l’estensore dell’articolo di NI ha fatto intravedere – a me che non l’ho letto, né mai lo leggerò – del primo libro di esso sig. Carrino, non poteva comportare alcun’offesa nei confronti dell’autore, com’è nelle parole stesse. Tuttavia l’autore ha detto di esser “passato sopra allegramente”, quasi prova di stoicismo, sul mio “sinforoso” (che ha peraltro vòlto al femminile, enfatizzando l’uscita di genere sbagliato: sinforosA; e che c’entra, di grazia?).

Solo questo è sufficiente a farmi serenamente chiudere sin d’ora i rapporti e col sig. Carrino, nei confronti del cui “lavoro” non potrei mai indurmi ad avere il “rispetto” che con tanta jattanza pretende da me, e con quello che il sig. Carrino scrive o fa.

Ci sarebbe molto da dire e da ridire sul vizio antico degli autori che si gettano a scrivere e, peggio, a pubblicare prima di aver imparato a léggere, quantomeno, o servirsi d’un dizionario, ma per il sig. Carrino & seguaci sarebbe veramente troppo. Mi limito, nella fattispecie, a notare che se un disguido può avvenire, tra me e il sig. Carrino, per quest’assurda causa, chissà nel futuro quanti e quali e chenti altri equivoci non si produrrebbero.

Mando pertanto con la massima serenità a quel paese il sig. Carrino, con tutto il suo “lavoro”.

445. Sì, mi chiamano Tibbì.

9 Nov

Ce l’ho finalmente fatta a postare tutto il trattatello del Colletet sul Sonetto, & sono contento.

Oltre a ciò, ho trascorso il mio tempo a gemere e lamentarmi per la morte propinqua, e mi sono fatto continuamente pere di antibiotico; fino a jeri che, approfittando di alcuni sballamenti nella successione dei bucamenti, e dell’assicurazione del bugiardino che un essere umano abbastanza normale tollera fino a 3 g di sterminabatterj al dì senza morire, mi sono fatto pere 3 di antibiotico, stufo di quelle due-tre ore di febbriciattola fetente che mi funestavano tutti i pomeriggj; ne risulta che sono al momento del tutto sfebbrato, e nonostante sia distrutto dalla diarrea, sudi freddo e barcolli, l’allontanarsi della pestilenza che mi sembra implicitare il calo definitivo della febbre mi galvanizza & ringalluzzisce. Ho ancòra due delle schifose fialette, che intendo sbattermi in intramuscolo seguendo le indicazioni affinché la situazione sia più stabile, e il Male si allontani vieppiù, consentendomi di dimostrare con qualche festeggiamento straordinario & ciucca solenne questo mio morboso e ributtante attaccamento a questa vita di merda.

Pare comunque ormai assodato che sono un vigliacco di primissima categoria: non ho nessuna intenzione di morire. Dopo tutto quello che mi è successo, & abbenché sia, io, una trascurabile e riprovevole figura di barbone e mantenuto; privo di qualunque siasi prospettiva, un demotivato, uno spostato e, d’ufficio se non per vizj (magari!), un debouché.

Seguirà in brevi termini il Trattatello dello stesso Colletet sull’epigramma, altra cosa che poteva benissimo non essere fatta, ma che egualmente ho fatto, & che fa pandàn con i 24 capitoletti pur mo postati.

Dovesse ripigliarmi il Male sarete, tutti, debitamente e puntualmente informati.

Vado a bucarmi.

407. Jeri scrivevo (e dimenticavo di postare)

29 Ott

Sospettavo la tbc, mentre il dottore, che finalmente ho consultato oggi, sospetta la suina. Ma è ancóra prematuro stabilirlo: devo prima prendere due medicine, che sono il nimesulide e il ciproxin, che mi permettano di buttar giù la febbre e farmi passare i dolori alle ossa. Ho dolori a tutte le ossa, ciò che mi consente di dire che sì, è vero, il corpo umano contiene non meno di 3892 ossa. Almeno il mio corpo umano. Però devo aspettare a domani a prendere le medicine, perché non ho i soldi, ma consola un poco l’idea che un certo numero di ore che mi separano da oggi a domani lo passerò dormendo, e dunque in stato d’incoscienza; risvegliandomi fradicio di sudore, certo, e con la testa come un cestone, scosso dal parletico, con gli occhî che lacrimano e sparando cazzate ogni volta che apro bocca, ma vivo, perdio, & avviato ad una felice guarigione. Anche se un po’ mi dispiace dover deporre i miei propositi omicidi: sarebbe stata l’unica cosa in grado di dare un minimo di spessore a quest’esistenza da bestia.

 

Rimarrò quattro giorni in osservazione, dopodiché si vedrà se le medicine hanno fatto il loro effetto: se non avranno fatto effetto, spero almeno che avranno contribuito ad abbattere la febbre, rimettendomi nelle condizioni di lucidità indispensabile a continuare la mia opera di delazione e sputtanamento a mezzo blog, la quale dovrebbe continuare alacre, se si trattasse di malattia che non perdona, fino alla mia dipartita. Dipartire passi, ma non con questi pesi sullo stomaco!

361. Altro che suor Tirolesa!

7 Ott

https://i2.wp.com/www.radiogrp.it/public/gallerie/gal_410.jpgEppure questa mia fregola censitoria non mi lascia, non mi lascia. Mentre uscivo dalla Civica per recarmi al terminus del 72, nell’ultimo tratto di via Barbaroux ho visto che qualche anima buona ha pensato bene di lasciare, nei pressi della spazzatura ma, con delicatezza financo eccessiva, a discreta distanza dalla stessa, due graziosi sacchetti di carta, con sopravi il logo “Exki”, quello di un posto molto fiko di via Pietro Micca.

I quali due sacchetti contenevano n° 20 panini, confezionati e da consumarsi in questa giornata del 7 d’ottobre 2009, eliminati perché invenduti, ma bonissimi ancòra, salvo errore. Sceverati i panini non suitable, ho rinvenuto panini del tipo “Vanessa” (esemplari 5, di cui tre mangiati sul 72) e del tipo “Chopin” (1 solo, purtroppo); & erano buoni, & saporiti.

A chi fosse, almeno in potenza, interessato a qualche prezioso abbinamento, dirò che il Vanessa è di pane integrale, bruno, con il sesamo, ingravidato (ingravidata? trattandosi di femmina) con zucchine grigliate, grana in scaglie, pomodori secchi & rucola (riporto esattamente la dicitura degl’ingredienti, solo diffalcando qualche barbarismo). Lo Chopin è invece una focaccetta con crema di carciofi, pomodoro fresco, & valeriana.

(Se si cerca su gùgol, tra gli esercizj commerciali, “teresa” + “torino”, il primo sito che esce, peraltro, è exki.it. Come tout se tient, veramente!).

359. Ripresa.

6 Ott

Non so com’è, ma la discussione avutasi per via di Palasciano sull’endecasillabo mi ha indispettito – probabilmente com’è giocoforza che faccia l’essermi avventurato su un sentiero, che è difficile lasciare proprio adesso, disseminato purtroppo di stronzi molli.

Nel frattempo, finalmente, proprio stamani, ho ripreso il cavo.

La vita, nel frattempo, è andata avanti: qui Francesco Marotta ha messo dieci miei vecchj sòni a disposizione del pubblico leggente. Me ne sono accorto solo adesso!