Tag Archives: assonanze

250. E’ tardi!!!

19 Mag

Mi dispiace, soprattutto per la buca data a ven, che mi aveva invitato alla Fiera del libro: ma proprio non ce la faccio. Sarà una questione simbolica, sarà che proprio certe cose sono scivolate, molto semplicemente, fuori dalla mia vita, senza che necessariamente possa dirne il motivo, ma nemmeno quest’anno ci andrò. In questi giorni a Torino ci sono stati il Gay Pride, le sentite manifestazioni degli operaj Fiat a Mirafiori, il corteo degli anarchici, che si è attendato lungo il Po, dirimpetto ai Muri, e che jer mattina ha avuto qualche scontro con la polizia – devo ancòra leggerne sui giornali. Ho tratto, da tutto questo fermento, solo un’impressione generale e generica di sottotono, o perché sono disattento, e in fondo sarebbe anche logico essendo tutte tematiche da me distantissime, o perché Torino riesce ad ovattare, neutralizzando, tutto, o perché – e rimane la cosa più verosimile – non ho visto abbastanza di nulla. 

Sta di fatto che nemmeno quest’anno andrò alla Fiera del libro, come dicevo. Della quale Fiera, però, ho letto qualcosa sui giornali che ho sfogliato velocemente in biblioteca – una cosa che non faccio quasi mai -, per trovarvi l’ennesima conferma del fatto che gli eventi sono sempre destinati a superarmi. Sul Corsera di sabato 16/05, p. 20, “Cronache”, si dava conto della lite, scatenata a Genova da tal Nicola Abbundo, Consigliere regionale della Liguria, e da un Michele Scandroglio, Coordinatore regionale del Pdl, che richiedevano l’intervento della [con licenza parlando] Carfagna (sic!) e del Questore su un’iniziativa del Pride cittadino presso la biblioteca comunale “De Amicis”: si chiamava, l’iniziativa, “Due regine, due re”, e il suo scopo era far scrivere ai bambini favole gay di lieto fine. La finalità, secondo Lilia Mulas del GP era quella di far “comprendere la diversità senza drammi”, e non quella di “orientare sessualmente i bambini” – cosa meno agevole di quanto evidentemente paja a questi Abbundo & Scandroglio, specialmente attraverso la scrittura di favole. Per quanto sappiamo quale importanza abbia la narrazione nella creazione di categorie mentali. Sicché suppongo che tale esercizio potesse risultare utile in specialissimo modo ai bambini omosessuali – ho le idee molto chiare in merito, perché, appunto, è da un po’ che ci penso. Come se non bastasse, sulla Stampa in egual data si dava conto, p. 72, del libro scritto da Vladimir Luxuria, nell’art. “Le favole di Luxuria. Pienone ieri pomeriggio per il libro di Vladimir”. La rima interna m’è parsa vagamente sinistra (parlo rigorosamente pro domo mea), ma ho voluto léggere prima di correre immediatamente alle conclusioni. Per avere conferma che un libro di favole omosessuali esplicitamente rivolto ai giovanissimi: il libro del Luxuria s’intitola infatti Le favole non dette, nate da un’idea, e da una proposta, di Elisabetta Sgarbi, che gli/le aveva chiesto “un racconto che aprisse al tema dei transgender”; precisa Luxuria di aver pensato “soprattutto ai più giovani”.

M’è dispiaciuto, perché sono anni che accarezzo, del tutto sterilmente, l’idea di un Fiabe, apologhi e letture per bambini omosessuali, che avrebbe alternato, nello stile di Scappa, scappa, galantuomo e del Libro dei bambini terribili per adulti masochisti, brani di libri già scritti, curiosità storiche, versi e teatro, nonché racconti-apologo di macchinosi innamoramenti infantili & heroiche vendette; avevo già mentalmente pianificato un Vermandois, che mi avrebbe permesso di intrecciare la storia funesta dello sventurato figliuolo di Luigi XIV con quella della Palatine grande sodomitologa, dell’abbé de Choisy il travestito e di Monsieur con tutti i suoi mignons; un tremendo racconto di una gita scolastica, durante la quale il bambino omosessuale manomette i freni del pullmann su cui viaggia la scolaresca facendolo precipitare, compreso di compagni di scuola e maestre, in un burrone, e altre cose. Un poemetto sarebbe stato dedicato ad Andrew Philip Cunanan, e non sarebbero mancati portraits en silhouette di numerosi personaggj storici, vindiciae storiche, riabilitazioni, e spigolature copiose dai più gustosi e codini testi che si sono dilungati in materia; ed un rifacimento della Guerra di Troja tutta in funzione della storia di Achille & Patroclo, magari, se la mia ambizione fosse giunta a tanto. Aggiungivi i Racconti della Manica Tagliata, rifatti alla mia foggia, o in varie fogge, e integrati di notizie storiche, & novelle; &c., &c., &c.

Non voglio dire che la cosa non possa più farsi, ma il fatto che mi si sveli così crudamente nello spirito dei tempi (ma anche la serie delle raccolte Mondadori per lesbiche, quella parallela a Man on Man, s’intitola Principesse azzurre, se è per quello), oltre a privarmi dell’eccitante prospettiva di fare il proverbiale botto, rende lo spunto un po’ più opaco persino agli occhj miei, e ne addomestica, comunque, in partenza qualunque eventuale ricezione. Lo stesso fatto che quei già condotti esperimenti siano esplicitamente rivolti ai giovanissimi, mentre la mia idea avrebbe tratto forza dal poter contrabbandarsi per una lettura infantile, senza necessariamente essere, mi sgonfia ulteriormente gli entusiasmi. Ma credo non dovermi lamentare, dal momento che con questo, molto meritamente, sconto la mia prosuntuosa accidia, la mia stolida lentezza, la mia sfiduciata smidollatezza.

245. Stronzi.

4 Mag

Io ho un problemuccio con la société. Non dico, e nemmeno presumo, di avere problemi con la société al gran completo – ci mancherebbe, non li conosco nemmeno tutti, e li leggo anche molto, molto poco -, ma almeno con uno di loro sì. Ultimamente è comparso un post, parto di uno dei più prolifici associati, vale a dire Mario Bianco, dedicato alla recente pubblicazione di un altro membro della ‘ndrangheta di S. Salvario, il cosiddetto Egi Volterrani, che nel passato, per tramite di una terza persona, del tutto innocente, ma, si vede, conoscitrice solo superficiale dell’ineffabile prefato, mi affidò un lavoro di redazione, regolarmente non pagato (mi hanno detto, anche, che per lui è una cosa del tutto normale); nella fattispecie la schifezza di cui dovetti occuparmi, facendomi un culo a paracqua per un mese, e già vi accennai tempestivamente, è stata di recente pubblicata, non per l’orrenda casa editrice del Volterrani medesimo, ma da un editore anche più oscuro, e sarà anche presentata a Torino il 12 c.m.

Posso solo sperare che la versione che ha fatto pur mo gemere i torchj non assomiglj in nulla a quella che avevo approntato io.  

Prendendo spunto dalla natura del testo, dedicato alle frattaglie, avevo detto che le uniche frattaglie che cucinerei volentieri sono quelle del Volterrani medesimo (ho usato il verbo cucinare, non mangiare); e ho aggiunto anche qualche notazione sui pregressi “rapporti” di “lavoro” – una reazione a caldo, tumultuaria anche se non, adesso, causa d’alcun particolare pentimento. Com’è logico, i due interventi sono stati cancellati, ciò che era grosso modo previsto, o comunque non è giunto imprevisto – anche se ribadisco che le uniche frattaglie delle quali mi occuperei volentieri sono quelle di quel cesso a rotaje Egi Volterrani – e aggiungiamovi anche quelle della scrittora Ulla Ahlasjerva o Alasjärvi, finlandese di nascita, italosvedese di fenotipo (ella sembra infatti il prodotto di uno sforzo congiunto della FoppaPedretti e della Ikea per produrre il comonotte più brutto della storia umana – uno sforzo coronato da un successo che non ti dico [e dire che su wikipedia la scorfana aveva avuto l’ardire di definirsi attrice e drammaturga “di alto profilo“, prima che glielo cancellassero; mentre posso assicurare che è bassa e tozza come un comodino]).

Però, dal momento che la société è per buoni tre quarti feudo personale di Mario Bianco, ciò che mi ripugna; dato che vi s’incensa un Egi Volterrani; dato che questi nomi bastano ad evocare le più sinistre associazioni con realtà squallidissime come, ad es., quel manipolo di fancazzisti come l’Agenzia per lo Sviluppo Locale di San Salvario, le due lesbicacce di Opportunanda, gli avvelenatori di V. Belfiore [nonché, ad abundantiam, una notoria zoccolaccia che abita nell’antidetta via, al n.° 17, già che ci sono], poiché non riesco a dissipare il sospetto che tutte queste realtà infami siano in realtà segretamente connesse, né mi riesce di scuotere entro me la convinzione che codesta mefitica unione esista in parte anche per congiurare ai miei danni — dato tutto questo, m’è sembrato il minimo chiedere che, almeno, il link al presente blog fosse levato: quasi fossi amico loro (voglio anche ricordare che quissopra Mario Bianco è negl’indesiderati da quant’ha).

Non sono stato accontentato; cosa che, stando all’ultimo commento che ho letto sotto la presentazione di quel coso di Rivolterrani, non stupisce solo me.

‘Mbè?

Che aspettate?

191. bem bero e bera sono tre cretini?

4 Lug

Termini ricercati nei 7 giorni fino al 2008-07-04

Riassumere: 7 Giorni 30 Giorni Trimestre Anno Dall’inizio

Oggi

Cerca Visualizza
anfiosso 5
bem bero e bera sono tre cretini 1
come non cedere alle provocazioni 1
porka mazurka novita del ballo liscio 1
cadavere callas 1
torna a fiorir la rosa che pur dianzi la 1
delitto sull’autostrada, ballo liscio 1
sgargabonzi 1

Ieri

Cerca Visualizza
sonia cassiani 3
alecazzi 2
come si dice ciao in russo 1
freddo cane 1
perchè freddo cane 1
anna vertua gentile wiki 1
aiuto psicologico iniziato a mentire 1
wagner scrive da napoli 1

2008-07-02

Cerca Visualizza
alessandro cazzi 3
anfiosso 2
non sopporto quei blog che per leggere u 2
“alessandro cazzi” 1
alecazzi 1
ale cazzi 1
modi di dire “lupo solitario” 1
sonia cassiani 1
escrescenza cane 1
assassinii 1
la legge di lupo solitario 1
alessandro cazzi/abraxas 1
fanculo gli avvocati 1
saviano pirla 1

2008-07-01

Cerca Visualizza
abraxas alecazzi 2
il server smtp contattato ha risposto 1
ancestrale 1
sonia cassiani 1
alessandro cazzi abraxas 1
aggettivi callas 1
irina marina 1
giuditta russo 1
cristiano dorigo 1
index bio-bibliographicus notorum hominu 1
perceforest 1

2008-06-30

Cerca Visualizza
anfiosso 4
nonna pompinara 2
giuditta russo 2
sognare cacca 2
scrauso etimo 1
la serva innamorata 1
anna dandi 1
nunziata saccà 1
sognare tanto sangue 1
montale: si stava meglio quando si stava 1
collana lupo solitario 1
alessandro cazzi 1
sonia cassiani 1
taratan 1
una penna che scrive solo alcune cose 1
elvira de hidalgo you tube 1

2008-06-29

Cerca Visualizza
sonia cassiani 1
frasi lupo solitario 1
chi è un lupo solitario 1
l’a con l’acca 1
anfiosso 1
solletico sotto le piante 1
alessandro cazzi 1

2008-06-28

Cerca Visualizza
ortografia io do 1
wheelly zo loft 1
sonia cassiani 1
giuditta russo 1
wheelly 1
la legge di lupo solitario autore foto c 1
canzoni cantanti negre 2008 1

135. Oh, poverino.

30 Giu

Questo blog è proprio morto. Non si è mai abbastanza preparati, ma non posso dire che non me l’aspettassi: a furia di non farci nulla, è ovvio. Adesso che è successo mi dispiace, almeno un po’. Quando torno magari ci provo, e lo rivivisco.

122. Lo schifo-pensiero di lamanu’s art.

18 Mag

Ecco quello che è capace di scrivere quel cessetto sporco di lamanu’s art:

mercoledì 16 maggio 2007

Bata2

Se la chiesa parla di matrimoni è ingerenza,se parla di figli è ingerenza,se parla di fidanzati è ingerenza,se parla di perdono non è umana,se il papa è tedesco perchè il papa è tedesco,se il papa è polacco perchè è polacco…sapete il problema qual’è?l’intolleranza nascosta nell’incommensurabilità dei valori…tutti ugualmente leciti tranne quelli religiosi!
Perchè devo fare la parte della chiesomane?parliamo dello scandalo pedofilia e mi affiancherò alle critiche e alla vergogna per quello che è successo e succede,parliamo del fatto che per stare dietro ai dettami teologici le alte gerarchie sembrano più magistrati che preti…ma per favore non ditemi questa storiella dell’ingerenza che mi cascano le braccia!…non si parla di finanziaria 2007 ,di telecom ,di mediaset…si parla di uomini e valori eccheppale fategli dire quel che cavolo vogliono è il loro diritto e il loro “campo”!

Il “Bata [sic!!!]”si legga “Basta”.

La manu’s art linka proditoriamente, dando del barbone a chi le pare, e scrive (tra l’altro anche “qualè”) servendosi di un cariello vecchio intinto dentro la natura quando si trova in quei giorni lì; tiene ben blindati i commenti, segno evidente che non vuol sentirsi dire negli esatti termini quello che è e quello che merita di sentirsi dire (già qualcuno deve aver provveduto, in passato, altrimenti col cacchio che chiudeva i commenti); che cos’altro ci si doveva aspettare, se non che tutto ciò fosse secreto da una bagascetta clerical-fascista?

92. Chi diventa famoso chiude i commenti.

3 Apr

Noto che quelli che pubblicano un libro, normalmente quel libro che vale come due libri in uno (il primo e l’ultimo), tende a sviluppare una certa tendenza a considerarsi molto umile. Non so quanto sia sano. Nel senso che, probabilmente (almeno così m’immagino io), appena hanno fatto gemere i torchj e volano in sulle stampe, incontrino i più prosperi successi o mandino le proli del loro ingegno a scopar la polvere nelle librarie, cominciano a pensare: Nonostante io abbia pubblicato un libro, l’unica cosa che m’interessa è aver raggiunto tanti interlocutori, che da adesso in poi potranno entrare in contatto con me, e scrivermi, e parlarmi un po’ di tutto. Poi temono che tutti costoro comincjno a parlare col neo-autore con eccesso di deferenza. In fondo essere pubblicati è una condizione appetita da molti. Dunque è invidiabile. Dunque è verosimile che l’autore sia invidiato. Di questo l’autore dei due-libri-in-uno molto si dispiace.

Non vuole essere sovrastimato. Vuole essere ascoltato, e prendersi i suoi bravi calcinculo, quando e se sia il caso.

La tragedia comincia quando verifica e sperimenta che è davvero così. Nessuno lo tratta con deferenza. Semplicemente molte più persone hanno letto, e finalmente conoscono, qualcosa di abbastanza articolato e rivelatore sul suo conto. Ne consegue che è conosciuto da molte più persone di quelle che lui stesso può mai aspirare a conoscere (e la sola idea gli dà, finalmente, la nausea). Non solo, ma molte di queste persone l’hanno scambiato per una macchina da opinioni, da racconti, da spiritosaggini ingegnose, da poesie, da. E non deve proprio virtuosamente desiderare di essere preso a tavolettate sulle orecchie tutte le volte che è al disotto dei proprj standard, perché è esattamente quello che fanno tutti quelli che passano. Che non sono solo dei rompicoglioni — ma sanno anche, per filo e per segno, il fatto loro e il fatto tuo, neo-autore.

Tutto questo, credo, rappresenta il dilemma del neo-autore che tiene un blog. Mi piacerebbe che qualche neo-autore mi facesse sapere se è proprio questo il problema. Ma li giustificherò e li comprenderò se non vorranno dirmi niente.

Ne ricordo anche altri, ma mi riferisco nella fattispecie a due, che più d’altri sono presenti, cioè pulsatilla, per far sapere alla quale (horresco referens) che ho riso a gola spiegata leggendo i capitoletti “Lingua” e “Gastronomia” (foggiane entrambe) dal suo libretto edito da Castelvecchi ho dovuto ricorrere alla casella di posta elettronica; e a tashtego, su un pajo dei cui ultimi pezzi avrei voluto dire la mia, posto ne valesse la pena (ma ci sono periodi, come questo, in cui proprio non la tengo).

E se lanciassi un nuovo (un altro!) argomento di discussione (tanto, chi mi risponde?) circa La figura sociale dello scrittore. Come dev’essere lo scrittore nei rapporti interpersonali (di Rete e no, ovviamente)?

41. Assonanza.

18 Gen

A proposito di barboni. (E, sempre a proposito del link dell’artifiziale, per che cosa sta brb? [“barbone“?] Ma soprattutto il mio è l’unico link a un blog che non è dell’artifiziale medesimo, a quel che ho capìto. Non è che mo pensate che io sono lui e viceversa, vero?).