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445. Sì, mi chiamano Tibbì.

9 Nov

Ce l’ho finalmente fatta a postare tutto il trattatello del Colletet sul Sonetto, & sono contento.

Oltre a ciò, ho trascorso il mio tempo a gemere e lamentarmi per la morte propinqua, e mi sono fatto continuamente pere di antibiotico; fino a jeri che, approfittando di alcuni sballamenti nella successione dei bucamenti, e dell’assicurazione del bugiardino che un essere umano abbastanza normale tollera fino a 3 g di sterminabatterj al dì senza morire, mi sono fatto pere 3 di antibiotico, stufo di quelle due-tre ore di febbriciattola fetente che mi funestavano tutti i pomeriggj; ne risulta che sono al momento del tutto sfebbrato, e nonostante sia distrutto dalla diarrea, sudi freddo e barcolli, l’allontanarsi della pestilenza che mi sembra implicitare il calo definitivo della febbre mi galvanizza & ringalluzzisce. Ho ancòra due delle schifose fialette, che intendo sbattermi in intramuscolo seguendo le indicazioni affinché la situazione sia più stabile, e il Male si allontani vieppiù, consentendomi di dimostrare con qualche festeggiamento straordinario & ciucca solenne questo mio morboso e ributtante attaccamento a questa vita di merda.

Pare comunque ormai assodato che sono un vigliacco di primissima categoria: non ho nessuna intenzione di morire. Dopo tutto quello che mi è successo, & abbenché sia, io, una trascurabile e riprovevole figura di barbone e mantenuto; privo di qualunque siasi prospettiva, un demotivato, uno spostato e, d’ufficio se non per vizj (magari!), un debouché.

Seguirà in brevi termini il Trattatello dello stesso Colletet sull’epigramma, altra cosa che poteva benissimo non essere fatta, ma che egualmente ho fatto, & che fa pandàn con i 24 capitoletti pur mo postati.

Dovesse ripigliarmi il Male sarete, tutti, debitamente e puntualmente informati.

Vado a bucarmi.

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407. Jeri scrivevo (e dimenticavo di postare)

29 Ott

Sospettavo la tbc, mentre il dottore, che finalmente ho consultato oggi, sospetta la suina. Ma è ancóra prematuro stabilirlo: devo prima prendere due medicine, che sono il nimesulide e il ciproxin, che mi permettano di buttar giù la febbre e farmi passare i dolori alle ossa. Ho dolori a tutte le ossa, ciò che mi consente di dire che sì, è vero, il corpo umano contiene non meno di 3892 ossa. Almeno il mio corpo umano. Però devo aspettare a domani a prendere le medicine, perché non ho i soldi, ma consola un poco l’idea che un certo numero di ore che mi separano da oggi a domani lo passerò dormendo, e dunque in stato d’incoscienza; risvegliandomi fradicio di sudore, certo, e con la testa come un cestone, scosso dal parletico, con gli occhî che lacrimano e sparando cazzate ogni volta che apro bocca, ma vivo, perdio, & avviato ad una felice guarigione. Anche se un po’ mi dispiace dover deporre i miei propositi omicidi: sarebbe stata l’unica cosa in grado di dare un minimo di spessore a quest’esistenza da bestia.

 

Rimarrò quattro giorni in osservazione, dopodiché si vedrà se le medicine hanno fatto il loro effetto: se non avranno fatto effetto, spero almeno che avranno contribuito ad abbattere la febbre, rimettendomi nelle condizioni di lucidità indispensabile a continuare la mia opera di delazione e sputtanamento a mezzo blog, la quale dovrebbe continuare alacre, se si trattasse di malattia che non perdona, fino alla mia dipartita. Dipartire passi, ma non con questi pesi sullo stomaco!

395. Notizia XXIII.

19 Ott

NEW YORK: ALLARME FBI PER I POLIZIOTTI CORROTTI.
Un cane l’altro cane lascia in pace
Quando non vede mano che lo pasca
Versandogli davanti, larga e lasca,
In copia il buon pastone che gli piace.
L’altro cane s’abboffa, e se ne tace
Coll’uno, e l’argomento mai non casca
Sul fatto, mai che lite da ciò nasca,
Mai che l’uno coll’altro sia mordace.
Ma se scopre l’un cane, macilento
Per la tirchia razione padronale,
L’altro che a josa ingoja, n’è scontento,
Vorrebbe procurargli qualche male;
E abbajando gli dà bieco il tormento,
E gli dà di corrotto, & di majale.

394. Notizia XXII.

19 Ott

LOS ANGELES; LA CALIFORNIA VA DI NVOVO IN FIAMME.
Avvolge questa terra leggendaria
Fama d’una ricchezza senza pari;
Dimostra ciò che dove aprono erarj
Gran dovizie, prudenza è necessaria.
Ciascun umano bene in fumo all’aria
Presto svanisce, & quelli che più cari
Sono beni, nei visceri più avari
Del mondo i primi sorte hanno nefaria.
L’oro, il cui lampo fulvido fervente
Il Sole, amico finch’è ben distante
Coi raggj suoi, è ben reminiscente,
In vampe si trasmuta in un istante,
E più laddove il sottosuolo ingente
N’è più libero, & ampio, & abbondante.

393. Notizia XXI.

19 Ott

ANDREA DELLA VALLE LASCIA LA PRESIDENZA DELLA FIORENTINA IN SÉGUITO ALLE CONTESTAZIONI.
Io non l’ho contestato: è doveroso
Dirlo prima di tutto inquantoché
Costui se ne va via proprio perché
Dell’astio oggetto di qualche tifoso.
Tifo non ho né faccio: e dunque astioso
Non mi mostro ad un uomo che, per sé,
Mai ha rappresentato, a me, alcunché,
Per cui non perdo fame, né riposo.
Adesso se ne andrà, se non m’inganno;
Ma potrebbe andar via tra qualche mese,
O mai, per me, o pure qualche altr’anno.
Potrebbe andare via a gambe tese,
In bici, o in motoretta; o in seta, o in panno
Vestito. Purché vai. Va, a quel paese.

392. Notizia XX.

19 Ott

CARMEN MANFREDDA. VNA NOSTRA MAGISTRATA AI VERTICI DI EVROJVST.
Con la gelida mano appropinquando
Si va una donna ai tetrici faldoni
Pieni di morti, ratti & estorsioni,
Spaccj, e un eccidio o due di quando in quando.
Mano agghiacciata, che non tremolando
Vada, s’addice alle celebrazioni
Dei processi di tutte le nazioni
Del continente inquieto, & allo sbando.
Non sai ch’è in quanto a scriver ha la storia
Che la man morta che il cammino mostra
Chiamata sempre fu Mano di Gloria?
Bene è se possessora si dimostra
Di mano immota, e non mai desultoria,
Lei ch’orna il tocco, e il magistero inostra.

391. Notizia XIX.

19 Ott

U3-X DI HONDA, IL MONOCICLO PER MVOVERSI IN CITTÀ.
Il mondo paralitico & viziato
Gode a scorciar per sé tutt’i percorsi,
Dando sé stesso, senz’aver rimorsi,
Tutto all’ipertrofia che l’ha intaccato.
Vedi il ricco, prudente & avvisato:
Suda nelle palestre, aggiusta i morsi
Ai cavalli, e scolpendo ventri & torsi
Sprizza salute, e ha i denti in buono stato.
Poi, se la sera è abbastanza bella,
Esce gonfiando i muscoli, seduto
Sopra una deprimente carrozzella.
Giuoco da rimbambiti, oh soccombuto
Genere umano a moda stupidella.
Oh tempo rattrappito, irto, & gobbuto.