121. TV.

16 Mag

Dopo tre anni di digiuno televisivo, quando scendo in cucina (cazzo, che schifo) a farmi il caffè accendo sempre la scatoletta nera, e vedo che niente è cambiato. Ci sono ancora i programmi della mattina con, per esempio, Enza Sampò come laudatrix temporis acti, che fa vedere quanto era meglio, a fronte delle odierne trasmissioni sceme regressive & violente, quanto c’era di regressivo & degradante nelle trasmissioni sceme degli anni Cinquanta e Sessanta, con la sciuretta che spacca i piatti in testa all’altro ospite e cose così.

Ci sono sensazioni che mi dà solo la televisione. Niente come la televisione riesce a farmi annodare così le viscere (e tralascio tutto il concerto di fetecchie in occasione del Family Day, sui dico, i pacs, & tutta la sfilata dei preti. A proposito: Bagnasco [e colleghi]? VAFFANCULO A TE E A TUA [vostra] MAMMA).

Poi, la sorpresa, un pajo di pomeriggi fa, durante il solito accendi-spegni, di trovare il bellissimo Invito a cena con delitto (c’era persino Truman Capote nella parte dell’anfitrione), che m’ha fatto venire in mente questo, che vidi una notte su RaiDue, anni fa, ed è eccezionale. Per il resto, non sono riuscito nemmeno a vedere per intero la trasmissione della Dandini (Parla con me, credo), o Markette con Chiambretti (mi annoja, troppo camp).

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