Archivio | 13:07

123. Perché mi trovo ancora qui.

18 Mag

Oggi, dato che magari domani faccio il bravo e torno di nuovo a imbambolarmi davanti alla pagina bianca, faccio due posts due. Il fatto è che dovrei trovarmi in quella casa, a quest’ora, a tentare di scrivere, almeno in teoria. Poi, in pratica, jersera è successa una cosa: ossia il telefonino di una ragazza è stato preso e messo al piano di sopra, nella stanza di un altro. L’altro ha preso il telefonino e l’ha riportato all’una. Poi, l’una e l’altro mi hanno chiesto se per caso fossi stato io a portare il telefonino dell’una nella camera dell’altro. Ho detto sia all’altro che all’una che no, non ero stato io. Ma mi sono fatto spiegare altre due o tre volte la storia, ed è esattamente come l’ho riportata. Un furto non è. E’ uno scherzo. L’ho anche detto: Qualcuno è in vena di scherzi. Posso solo sperare che la vena gli si prosciughi. (Insieme con tutte le altre vene che ha in dotazione, ovviamente). Ma se non è tanto una questione circolatoria, cioè se invece che essere in vena di scherzi fosse di natura scherzosa, io che cosa dovrei aspettarmi? Che oggi, o domani, o dopodomani risucceda una cosa del genere? Dato che ho più di un motivo per sospettare (ultimo tra questi motivi il fatto che sono l’ultimo arrivato, quindi non mi si conosce — è l’ultimo dei motivi, ho detto) che qualunque cosa di poco chiaro o poco legale succeda nel futuro, chi ci andrà di mezzo sarà il sottoscritto, io che cosa dovrei fare? Per una volta ho dato retta al sesto senso, e ho deciso di trascorrere parte della giornata fuori. Ma mi rendo conto che è tutt’altro che una soluzione. In quella casa ci sono in tutto sette persone: quattro maschj (1 studente d’agraria, 1 ingegnere, 1 che fa pesistica e 1 straccione, cioè me) + due femmine (1 studente di scienze forestali [? si dirà così] e 1 francese); + un altro maschio, che è francese e dorme con le due donne.  Il francese mi guarda sempre storto e mi sta sul cazzo, quindi sospetto di lui. Anche se è quasi sicuro che non fosse in casa quando è avvenuto il trasferimento.

Non mi sento tanto appaurato, e nemmeno amareggiato — in realtà me ne fotto. Solo, vorrei avere più margine per prendere le mie precauzioni. Insomma, non si sa mai che cosa potrebbe succedere. Ci stavo pensando: non è così automatico passare qualche anno in strada, o in strutture per sociopatici (che, ricordiamo, nascono proprio per gli avanzi di galera, originariamente), e poi passare direttamente alla convivenza con della squallida gioventù borghese. Non so come prendere la cosa.

Peraltro non credo di poter passare tutta la giornata fuori, devo tornare prima perché devo fare almeno una lavatrice (sono rimasto senza calzini & mutande, dovrò pur cambiarmi). Ma ci ho tanta avversione.

122. Lo schifo-pensiero di lamanu’s art.

18 Mag

Ecco quello che è capace di scrivere quel cessetto sporco di lamanu’s art:

mercoledì 16 maggio 2007

Bata2

Se la chiesa parla di matrimoni è ingerenza,se parla di figli è ingerenza,se parla di fidanzati è ingerenza,se parla di perdono non è umana,se il papa è tedesco perchè il papa è tedesco,se il papa è polacco perchè è polacco…sapete il problema qual’è?l’intolleranza nascosta nell’incommensurabilità dei valori…tutti ugualmente leciti tranne quelli religiosi!
Perchè devo fare la parte della chiesomane?parliamo dello scandalo pedofilia e mi affiancherò alle critiche e alla vergogna per quello che è successo e succede,parliamo del fatto che per stare dietro ai dettami teologici le alte gerarchie sembrano più magistrati che preti…ma per favore non ditemi questa storiella dell’ingerenza che mi cascano le braccia!…non si parla di finanziaria 2007 ,di telecom ,di mediaset…si parla di uomini e valori eccheppale fategli dire quel che cavolo vogliono è il loro diritto e il loro “campo”!

Il “Bata [sic!!!]”si legga “Basta”.

La manu’s art linka proditoriamente, dando del barbone a chi le pare, e scrive (tra l’altro anche “qualè”) servendosi di un cariello vecchio intinto dentro la natura quando si trova in quei giorni lì; tiene ben blindati i commenti, segno evidente che non vuol sentirsi dire negli esatti termini quello che è e quello che merita di sentirsi dire (già qualcuno deve aver provveduto, in passato, altrimenti col cacchio che chiudeva i commenti); che cos’altro ci si doveva aspettare, se non che tutto ciò fosse secreto da una bagascetta clerical-fascista?