Archivio | giugno, 2007

136. Chi mi ajuta a trovarli?

30 Giu

JOAN SUTHERLAND – Masnadieri aria

Scena di Amalia, I masnadieri di Giuseppe Verdi. La parte fu scritta per un soprano non verdiano, la Jenny Lind; è la parte sopranile meno verdiana che si conosca, credo. Comunque sia, nella parte c’è abbastanza Verdi da mettere alle corde la Sutherland — qui correva il 1981, e per avere 55 anni se la cava più che egregiamente, ma mi riferisco alla ‘scrittura vocale’. Nella cabaletta (“Carlo vive” — che il donizettiano Bonynge inquadra con tempi secondo me detestabili, a parte le mossette colle mani) ci sono diversi trilli, una specialità della Sutherland, che però in quella posizione non riesce a granirli come dovrebbe — almeno così mi sembra. Tanto che mi sembra di non sentirceli proprio. Finora su youtube (su cui non intervengo mai) sono l’unico a cui sono rimasti impercepiti. Qualcuno li sente?

135. Oh, poverino.

30 Giu

Questo blog è proprio morto. Non si è mai abbastanza preparati, ma non posso dire che non me l’aspettassi: a furia di non farci nulla, è ovvio. Adesso che è successo mi dispiace, almeno un po’. Quando torno magari ci provo, e lo rivivisco.

134. accento svedese.

29 Giu

Fantozzi – Accento Svedese (COMPLETO)

133. La Callas sputa (in faccia ai suoi nemici).

25 Giu

Callas Would Spit On Her Enemies

132. Haendel e il pitone.

23 Giu

Handel’s Giulio Cesare

131. Votre propre passé.

23 Giu

Maria Callas Interview.

130. Rameau.

21 Giu

Rameau, Rondeau des Indes Galantes

129. «Sei là? credea che te ne fossi andato… Hah-ha! Quanta poesia…»

21 Giu

(Citazione d’obbligo, dai Pagliacci di colui di cui il Sommo Water disse: “morì soffocato dall’adipe melodico”. Consiglio una Clara Petrella [Del Monaco, Protti, Erede dir.] d’annata, Decca 1952).

Non solo non riesco a metterlo negl’indesiderati. Non solo non ho il diritto di fare a meno dei suoi appelli per salvare piccole stronzette rapite dal babau di turno. Adesso mi tocca sorbirlo anche nella versione che segue:

 ____________________________________________

 

Da:  Cristiano Sias <info@cristianosias.it>
Inviato:  mercoledì 20 giugno 2007 15.53.22
A:  <“Undisclosed-Recipient:, “@smtp.welcomeitalia.it>
Oggetto:  News occasionale: segnalazione opportunità – guadagnare seriamente su Internet?
 
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Ciao a tutti,

 

a parte fatti gravi o segnalazioni di bufale su Internet,  molto raramente faccio anche questo tipo di segnalazioni, anzi in questo caso è proprio la prima volta. Diversamente dalle solite assillanti Ptr (i famosi siti di guadagni su internet), sembrerebbe stavolta un’opportunità seria, quindi valida per noi pigri internauti, per guadagnare qualcosa sul serio e senza fatica.

Chi infatti non naviga almeno 5 ore al mese?

Insomma, la sto provando e mi sembra valida. Per questo motivo voglio rendervi partecipi.

Si tratta di  una nuova società, nota a livello mondiale. Si chiama “Agloco”. Dopo mesi di anticipazioni sta entrando in funzione in questi giorni. Le iscrizioni sono già aperte!
E’ noto che fra tutte le opportunità che ci sono nel web, i primi sono sempre coloro che guadagnano piu di tutti.  Perciò chi fosse interessato deve sbrigarsi.

Spiego brevemente e in modo semplice di che si tratta:E’ una piccola toolbar, tipo quella di Google per intenderci.
Ecco, bisogna avere questa toolbar aperta sul pc, per almeno un ora fino ad un massimo di 5 ore al mese mentre navigate su internet, poi la si può tranquillamente chiudere. Se la si tiene aperta di più verranno conteggiati i guadagni di 5 ore e basta.
Il software è ancora in fase di testing, ma sul sito è visibile, è piccola e assolutamente priva di spyware.
I guadagni sono alti in rapporto all’utilizzo, se la si tiene accesa per 5 ore al mese, si guadagna dai 5 ai 15$!
Ovvio che potete girare questa opportunità a tutti quelli che conoscete, parenti ed amici, cosi come io sto facendo con voi. Non state pagando nulla per avere questa occasione, quindi potete girarla anche ad altri, sempre gratuitamente.

 

 

E qui arriva probabilmente il bello:Intanto vi prendete i vostri guadagni mensili senza fare nessun tipo di sforzo e investimento. Potete dirlo ad amici e conoscenti, potete trasmetterlo tramite internet magari costruendo un semplice sito web (se avete bisogno di un web master potete contattarmi :-)). Il sito mette anche a disposizione la possibilità di crearsi un blog gratuito che  potrete pubblicizzare, ecc.
Per la riscossione vengono usati: un conto paypal (se non lo conoscete chiedete info a me), bonifico bancario, carta di credito, assegno.

 

Una volta che vi siete iscritti, chi mi ha informato di questa iniziativa mi ha anche detto che potrò chiedere a lui come poter ottenere elevati guadagni, sempre crescenti nel tempo.   Naturalmente spero di potervi supportare nello stesso modo.La toolbar è stata attivata proprio in questi giorni e la provo da ieri. Confermo che si tratta di una società seria che già operava con questo sistema, poi si è fermata per fare cambiamenti del software ed ora riparte. Su internet non esistono feedback negativi al riguardo.

 

Insomma, non la consiglierei se non fosse davvero interessante.

Molti usano l’eurobarre(info eurobarre), che non è incompatibile con Agloco. Si possono far crescere i propri guadagni mensili unendo le due soluzioni.
Preciso che Agloco non gira pubblicità, non contiene worm, non indaga sul vostro pc, ma è solo una toolbar.
Quindi è ancora più conveniente di eurobarre, perché dovete tenerla accesa solo 5 ore al mese per almeno 5$!
L’iscrizione naturalmente, come detto, è gratuita!

 

Ricordate di scaricare la toolbar subito dopo l’iscrizione . Agloco l’ha resa disponibile dal 4/6 in versione 1.0, ma prima ho voluto testarla per voi. Proprio da ieri la Viewbar 1.03 è ora disponibile e Agloco ha  precisato meglio il suo programma:

  1. rendere stabile la viewbar

  2. rendere stabile il sito www.agloco.com

  3. mettere a punto il sistema di rotazione delle pubblicità

  4. incrementare gli incassi della società

Al momento in cui vi scrivo, a 2 settimane dall’uscita della barra, i primi due punti sono stati risolti. Ora stanno lavorando al terzo punto. Infine dovranno lavorare al 4°, sicuramente quello che ci interessa di più.
Agloco ha precisato che gli iscritti guadagneranno dal bilancio positivo della comunità. Questo per dare un assetto stabile e di lungo termine alla società. Agloco sta sostenendo delle spese, non appena gli incassi copriranno queste spese e saranno superiori allora noi riceveremo dei soldi. Mi sembra il minimo, dato che non ci viene chiesto nulla. Aspettare è un ottimo prezzo da pagare. Per cui per i primi 2 (?) mesi sarà improbabile che ci siano dei pagamenti. Comunque possiamo accumulare già le ore che, al momento del primo pagamento, ci saranno ricompensate.

 

Quindi al primo pagamento saranno pagate le ore accumulate fino a quel momento.

 

Investimento GRATIS insomma, perché il web offre anche opportunità serie!
Come dico sempre:
“Provare non COSTA NULLA”. No?

 

Vi riporto le informazioni così come me le hanno inviate:

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Per iscriversi bisogna seguire queste semplici istruzioni

 

1) cliccare sul link sottostante 

http://www.agloco.com/r/BBDM4455

Dopo aver cliccato,  si apre una nuova finestra internet,
Inserire:

First name:  nome
Last name: cognome
Email: tua email
Confirm email : inserire nuovamente la vostra email
City: città
State: None
Zip: cap
Country: nazione scegliere italia
Enter the code: inserire il codice che si trova sopra la scritta “enter the code”
Accettare  le condizioni di membership cliccando sul quadratino in basso.
CLICCARE SU  “Click Here To Join” e vi verrà inviata un’email da agloco che dovrete confermare, apritela e cliccate sul link che troverete all’interno di essa,  inserite email e password (ricevuta via email), cliccate su “Sign In”, poi inserite su “New Password” una nuova password a vostra scelta
” Confirm New Password”: ripetere la vostra nuova password
Andate avanti e l’iscrizione è terminata!Ora sieteUn Membro Di Agloco

Il vostro unico compito è quello di dirlo agli amici e conoscenti che usano internet, semplicemente per dare anche a loro questa opportunità, cosi come noi abbiamo fatto con voi.
Per Assistenza contattatemi.
Grazie per l’attenzione.

Team Agloco Italia


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Un’ultima cosa:

 

Una volta iscritti entrate nel vostro account, inserendo i vostri dati alla pagina https://www.agloco.com/c/portal/login . Come potete notare si tratta di un sito “securizzato” https.
In basso, sotto la tabella con i vostri dati su ore e numero di referrals, troverete il pulsante “Download Viewbar“. Cliccateci per poter scaricare la viewbar ed installarla. Al prompt cliccate su “esegui” e seguite le istruzioni*. Il pacchetto del download è di 2,17 Mb e la viewbar installata occupa poco più di 6 Mb. Naturalmente è compatibile sia per Int. Explorer sia per Firefox.Una volta installata la Viewbar, rimane ben poco da dire. Per guadagnare iniziate ad accumulare da subito le ore (per adesso max 5 ore al mese) lasciando attiva la viewbar mentre navigate ed eseguendo le ricerche dal campo che appare sulla destra della viewbar. Un consiglio per le ricerche: cercando qualcosa con la viewbar di agloco i risultati probabilmente saranno siti inglesi, allora andate sulle preferenze di google e impostate la lingua italiana, così d’ora in avanti i risultati delle vostre ricerche con la viewbar in google saranno in italiano.

 

 

Stavolta vi ho inviato una mail  un po’ lunga, diversa dalle solite, ma credo che siano stati 5 minuti spesi bene.

 

Un caro saluto a tutti

 

Cristiano Sias

ps: se non volete ricevere più e-mail dalla mia rubrica rispondetemi con oggetto “CANCELLAMI”

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Ma non si occupava di poesia?

Ma sarà legale una roba del genere?

128. Solo?

16 Giu

Io ‘sto blog non lo mollo. Anche se al momento sono qui ad interim, cioè non sto propriamente facendo quello che si potrebbe definire “tenere/avere un blog”, ciò — ovvero — che ho fatto nel passato, fino a non molti giorni fa. Ho persino delle idee che poi tenterò di realizzare. Ma, appunto, non è il momento: attualmente ho altro da fare.

Adesso sono praticamente solo, in quella casa, nel sehnso che tutti o quasi tutti (salvo uno, che comunque c’è di rado) sono andati via in rapida successione, come stronzini che filano giù dalla canna del cesso, e io sono rimasto nella casa semideserta a scrivere, leggere (quando mi sento autorizzato a farlo), oppure bighellonare, vale a dire girellare disperatamente guardando gli infissi e i batuffoli di polvere ammonticchiati negli angoli.

Così ho scoperto che, anche da soli, in quella casa non si può essere mai soli. Ho contato un tot di telecamere che spiano incessantemente, di giorno e di notte (così m’immagino io, dagli ammicchii che fanno, laidi soprattutto quando è bujo). Quando ancora c’era gente, mi riferisco comunque ai primissimi giorni, ne avevo notata prima una, tutta una lucetta, blinkante, vicino all’entrata secondaria, in fondo alle scale. E un’altra, dall’aria molto inutilizzata, che rimane seminascosta dietro la credenza, nel cucinone-tinello-soggiorno — questo secondo occhio punta verso il cesso delle donne. Non avevo guardato bene la casa, ancora (a me per guardare bene occorre sempre più che a chiunque altro, comincio a temere), e avevo chiesto al più preparato tra gl’inquilini:

“Quante sono le telecamere qui dentro?”

La sorridente risposta è stata:

“Non le ho mai contate”.

Senza poter help in alcun modo quanto alla mia immensa serietà (sempre la stessa, ai primi incontri non riesco mai a sorridere, molto spesso nemmeno ai secondi o ai terzi, ma questo dipende dalla persona, o dalle persone, che incontro, suppongo — ma questo è un altro discorso), che mi sembra mi dia sempre un’aria molto preoccupata, anche quando, magari, mi sto ancora limitando a pensare se devo preoccuparmi oppure no, ho chiesto:

 “Ma funzionano?”

Altra risposta, ancora più sorridente, e accompagnata da un nodding a distoglimento:

“Nessuna”.

Con accento palermitano, che conferiva all’affermazione una sorta di autorevolezza, per così dire — nonostante bastasse fare due, tre passi di numero per vedere che la fottuta telecamera attaccata in fondo alle scale sparacchiava le sue lucette multicolori come un aeroporto in lontananza. Nessun imbarazzo, era una specie di vuolsi così colà dove si puote, di più non domandar o peggio per te — e vaffanculo. Al momento mi sono sentito a disagio. Poi ho rimosso il pensiero, come sempre faccio quando il pensiero è triste, cupo, sinistro o semplicemente poco gradevole.

Solo due settimane fa ho notato che anche nel breve corridojo in fondo a cui si trova la «mia» stanza c’è una telecamera. E’ uno di quei bulbi con la faccia quadrata, lattiginosa, dall’aria ottusa e poco efficiente. Per me era sufficiente il fatto che fosse una telecamera, e non appena l’ho notata mi sono soffermato a guardarla con aria torva. Ho anche allungato una mano, per vedere se muoveva la testa — macché, era rigida. Mi sono sorpreso a tirare e spingere (m’immaginavo di staccarla, nel qual caso, poi, avrei fatto finta di niente. Colto sul fatto avrei detto che intendevo orientarla un po’ più a destra, perché è la direzione da cui provengono preferenzialmente i ladri. A posteriori, davanti al fatto compiuto, avrei fatto lo gnorri, o avrei chiesto scusa, dicendo: Non volevo, e: Quanto costerà un catorcino del genere? Devo qualcosa?). Ma ero tranquillo, riguardo a quella telecamera, sembrava del tutto spenta. Poi, una notte, saranno state le due e mezzo, le tre, mentre tornavo a letto, barcollando, dal cesso, la creatura m’ha strizzato un occhietto rosso, maligno. Era una di quelle urgenze notturne, la mia, che si espletano in stato di dormiveglia. Mi sono svegliato di botto, denudato e ferito. Non ho dormito per il resto della notte.

Un po’ come la pazza di The Yellow Wallpaper (un racconto che mi torna in mente spesso, forse per nostalgia, perché è un modo di impazzire che per me è out of reach, ormai me ne sono rimasti a disposizione solo di molto più volgari, tra cui tutti quelli violenti, sanguinosi e nauseanti) ho preso un’abitudine ossessiva: uscendo, entrando dalla mia stanza mi soffermo a guardare la telecamerina dall’ottusa faccia lattiginosa. Forse è per vincere un po’ per volta il ribrezzo, ma le ultime volte ho preso ad allungare la mano, come la prima volta. Ma la prima volta era come tentare di ammazzare un serpente a mani nude. Stavolta c’è, mescolata, un po’ di curiosità scientifica — si potrà dire? — e una forma di autoeducazione lenta. Per esempio, non sono ancora in grado di toccare lo schermo lattiginoso, ma ci arriverò. Oggi, poco prima d’uscire, ho afferrato il bulbo, e ho tentato nuovamente di muoverlo.

No, non sto familiarizzando: vorrei solo farla morire. Tanto vale dirlo così, non c’è nessuna spiegazione più di tanto razionale al fatto che lo sguardo altrui mi provoca lunghi, diluiti accessi di follia, specialmente quando l’altrui non è visibile.

Se le faccio le smorfie, se le faccio i gestacci, qualcuno dall’altra parte vede, o vedrà, o potrà vedere? (In questo momento ho una webcam puntata in faccia, per dire. Ecco, quando negli internet point trovo una webcam alla mia postazione la metto faccia al muro. Mi sembra di essere uno di quei selvaggj tutti dipinti dell’Africa profonda, o forse semplicemente uno di quegli chassid che non permettono di fotografarli, per paura che l’occhio freddo della camera gli porti via l’anima. Ma sarà mica vera, ‘sta cosa? Forse l’importante è saperlo, che un occhio freddo ti sta guardando, perché se non lo sai magari l’anima te la portano via davvero. E se fossi uno dei pochissimi rimasti con l’anima? E se tutti quelli che hanno un’anima che può essere strappata via fondassero un club, dieci, cinquanta, mille o tre persone in tutto il mondo, magari? Lo statuto avrebbe un solo articolo, che regolerebbe i rapporti tra i membri in modo tale che essi s’impegnerebbero a non incontrarsi mai, in modo da non aggiungere l’effetto del proprio sguardo a quello devastante degli occhj freddi delle telecamere e dei baccelli in forma umana che ci circondano. Sarebbe molto cavalleresco, e anche spaventosamente sfigato).

Oggi, infine, l’ultimissima scoperta. Stavo un attimo sdrajato sul letto, con la faccia verso la portafinestra, per una specie di microsiesta; e noto una cassettina bianca attaccata alla cornice della portafinestra, in alto: è di plastica, e ha due occhietti, che forse potrebbero illuminarsi. Che cos’è? Un’altra telecamera?

Mi chiedo spesso: è lecito non voler essere guardati? A rigor di logica uno che non fa nulla di male, o nulla di vergognoso, non dovrebbe avere nessun timore, in questo senso. Ma quello che guarda? Perché guarda? (Chi sta guardando, lì?).

Quando ho firmato il contratto, nessuno aveva messo la postilla: Faccia attenzione, perché appena metterà piede sulla soglia di quella casa le faremo un video, le lastre, la TAC, le conteremo ogni singolo pelo del culo. Forse dovrebbero dirlo. O no? (O c’è più gusto a tacerlo?).

La gente c’è abituata? Ci pensa mai? E non le dà problemi?

Chissà da dove m’è nata l’idea che un semplice occhio che guarda condizioni veramente tutto. In fondo, se uno guarda, sarà per farsene qualcosa, di quello che vede.

Forse dovrei anch’io scrivere un romanzo dedicato a un reality show.

 Ma a che cosa servirebbe?

127. Search Terms for 7 days ending 2007-06-13

13 Giu

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126. Strano.

9 Giu

Credevo che non esistesse, o che fosse veramente una novità del ballo liscio, come cantava quel tale durante la gara di ballo poi vinta da Viola Valentino (= Anna Dandi) e Tomas Milian (= Nico Giraldi) in Delitto sull’autostrada.

(Peraltro, non suonava meglio Delitto IN autostrada?).

125. ?

5 Giu

Chi è che sta cercando tanto ossessivamente Laura Scarpellino (come ho visto in bacheca)?