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407. Jeri scrivevo (e dimenticavo di postare)

29 Ott

Sospettavo la tbc, mentre il dottore, che finalmente ho consultato oggi, sospetta la suina. Ma è ancóra prematuro stabilirlo: devo prima prendere due medicine, che sono il nimesulide e il ciproxin, che mi permettano di buttar giù la febbre e farmi passare i dolori alle ossa. Ho dolori a tutte le ossa, ciò che mi consente di dire che sì, è vero, il corpo umano contiene non meno di 3892 ossa. Almeno il mio corpo umano. Però devo aspettare a domani a prendere le medicine, perché non ho i soldi, ma consola un poco l’idea che un certo numero di ore che mi separano da oggi a domani lo passerò dormendo, e dunque in stato d’incoscienza; risvegliandomi fradicio di sudore, certo, e con la testa come un cestone, scosso dal parletico, con gli occhî che lacrimano e sparando cazzate ogni volta che apro bocca, ma vivo, perdio, & avviato ad una felice guarigione. Anche se un po’ mi dispiace dover deporre i miei propositi omicidi: sarebbe stata l’unica cosa in grado di dare un minimo di spessore a quest’esistenza da bestia.

 

Rimarrò quattro giorni in osservazione, dopodiché si vedrà se le medicine hanno fatto il loro effetto: se non avranno fatto effetto, spero almeno che avranno contribuito ad abbattere la febbre, rimettendomi nelle condizioni di lucidità indispensabile a continuare la mia opera di delazione e sputtanamento a mezzo blog, la quale dovrebbe continuare alacre, se si trattasse di malattia che non perdona, fino alla mia dipartita. Dipartire passi, ma non con questi pesi sullo stomaco!

270. Ragguaglj.

22 Giu

Chiedo scusa per il (non lungo) silenzio, ma sono stato un po’ in giro. Novità di rilievo non ce ne sono, o meglio, ce ne potrebbero essere se non avessi troppo rispetto del mio smisurato potere mediatico e non avessi la ferma, & magnanima intenzione di tacere circa il fatto che jersera sono stato verbalmente aggredito da un operatore della Parella, che chiaramente non posso nominare (ma magari querelare), che mi ha scagliato addosso accuse spaventose, insulti (tra cui “cazzone”) e almeno un litro di bava filacciosa biancastra (era un po’ eccitato) – tutto ciò in conseguenza di un mio post – del 4 dicembre 2006, prego notare!! – da cui si sentiva sputtanato.

Mah.

Ma naturalmente non ne dirò nulla, perché ovviamente non posso – è anche una questione di dignità, certe questioni non dovrebbero essere dibattute in un posticino di livello come questo (fottuti barboni).  Però è stata anche un’esperienza, perché di là dal rischio di linciaggio da parte di alcune decine di Gabriolesi (non lo sanno che ai linciaggj io ci ho fatto altro che il callo, poveri ingenui), era la primissima volta che ero posto di fronte alla responsabilità di quello che avevo scritto sul blog. Finalmente! Toccare con mano che tutto questo ha ricadute sul mondo esterno costituisce una sorta di spartiacque tra un prima e un dopo (e se non voglio ripeterla, almeno non troppo spesso, mi sa che mi conviene scappare alla svelta, perché questo è un pirla e soltanto un pirla; ma metti che c’è gente che mena).

Per quanto riguarda le prestigiose iniziative la cui fabbrica doveva essere fondata in quest’oggi, annuncio che ho tentato di spedire le domande della mia prima intervistina, quella a Remo Bassini, al diretto interessato, il quale però non mi ha ancòra risposto, essenzialmente perché la mail che si trova sul suo sito non è più valida.

Oh Remo, fammi pervenire, obsecro, un indirizzo valido; sennò l’intervista non può farsi (grazie).

Insomma, di questi giorni, poi, dovrei sparire dalla circolazione (fisicamente, rispetto al luogo in cui trascino quest’esistenza rivoltante; non a livello Rete), quindi devo terminare i preparatìvi.

Il da farsi è un cumulo spaventoso di impegni e mezz’impegni: il pezzo per il Gori, che va avanti a spizzichi e bocconi; l’intervista per Giuditta Russo; il Libro; letture che non posso non fare (giacché ci sono i libri), e tutta una serie di altre cosette.

Comunque sia, da adesso in poi sarò puntualissimo, imprometto.