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36. In chiaro.

28 Dic

M’è arrivato per posta elettronica, sive via mail, il regolamento del I arci-premio Baghetta. Non posso nascondere che me ne sono assai meravigliato. La mia meraviglia può dipendere o dalla famosa durezza del mio comprendonio, ovvero dall’inverosimile (ma vera) capacità di db di trasformare tutto quello che gli finisce a tiro di penna (metafora) in evanescenza boreale. Insomma, non avevo capìto un cazzo. (Non che mi sia andata meglio in séguito, e adesso mi spiego, sempreché ci riesca).

Risultato: mi sono auto-chiamato fuori dalla selezione dei 6 testi poetici stampati nell’arco del 2006 da far concorrere (credo di aver capìto, ovviamente). E francamente non so dispiacermene, poiché di poesia non m’intendo proprio — non ho, in materia, né strumenti critici adeguati né opinioni personali. Zero. Però db ha inoltrato ugualmente il mio indirizzo-mail all’organizzazione dell’arci-premio (ossia Micaela Mezzabotta, arci-amministratrice), che mi ha graziosamente inoltrato il regolamento.

Da esso regolamento vengo a sapere che i testi e gli autori in gara sono:

1. Claudio Damiani, Attorno al fuoco, Avagliano ed. Roma
2. Giuliana Rigamonti, L’acino della notte, Scheiwiller Milano
3. Patrizia Cavalli, Pigre divinità e pigra sorte, Einaudi Torino
4. Roberto Amato, L’agenzia di viaggi, Diabasis Reggio Emilia
5. Valerio Magrelli, Disturbi del sistema binario, Einaudi Torino
6. Valentino Ronchi, Canzoni di bella vita, Messaggerie It. Milano

–Opere tutte delle quali una sintesi è stata spedita ad un mazzo d’indirizzi mail che corrisponderebbe ad una giuria online.

Che entro il 17 gennajo la giuria online ha agio di segnalare due tra i sei nomi (e raccolte).

Che ad essi due nomi se ne aggiungerà un terzo, scelto “plebiscitariamente in rete” (così dice il bando).

Dopodiché una giuria ulteriore, non virtuale, formata da 40 (quaranta) socii arci, “della più varia estrazione sociale e della più viva propensione poetica”, parteciperanno a tre convivii, uno per autore scelto (2 tra i 6 pubblicati, + 1, cioè il plebiscitario), il gio. I febbraio, il gio. I marzo e il gio. 29 marzo; tutt’e tre gli incontri saranno alle ore 20.00, nella sala da pranzo dell’Arci, dove un tavolo da 4 posti sarà riservato al poeta in lizza & a 3 suoi familiari o amici (12 posti in tutto, 3 poeti + 8 familiari/amici). I sodali avranno modo, suppongo io (ma non vorrei strafare), di farsi un’idea precisa dei tre autori; dopodiché dovranno votare il prescelto, via e-mail, entro l’8 aprile (domenica di Pasqua).

L’esito finale sarà reso immediatamente pubblico, premio e cerimonia saranno decisi lì per lì e «tosto segnalati».

Seguono 100 o forse più di 100 nomi [1], che non ho capìto che ci stanno a fare.

Ma non è quello il mio problema; il problema è semmai, per me, capire per quale motivo, precisamente, mi sia stato spedito il bando. Un paragrafo in particolare di esso bando dovrebbe riguardarmi, cioè quello relativo alla giuria virtuale:

IL COMIZIO (virtuale)

Il 27 dicembre, San Giovanni Evangelista, le 6 sintesi verranno recapitate via e-mail a personalità eminenti della cultura italiana (ma non poeti), che avranno agio fino al 17 gennaio, Sant’Antonio Abate, di scegliere una coppia di autori da segnalare sempre via e-mail a arci.turro@gmail.com, corredata auspicabilmente da una qualsiasi annotazione (la scelta sarà per tutti in chiaro, ossia resa di pubblico dominio). La coppia che ne uscirà vincente sarà sottoposta, assieme a un terzo autore scelto plebiscitariamente in rete, al giudizio definitivo de

Ma mi corre l’obbligo di far notare quello che segue: 

1. Io non sono una personalità eminente della cultura italiana. Sono un povero stronzo. Anzi, lo stronzo più povero e il povero più stronzo di cui sia (io, e, fin dove mi conosce, il mondo) a giorno.

2. Se c’è una definizione che mi s’attaglia meno male di altre è proprio quella di poeta. Non che sia un poeta vero, intendiamoci: ma l’unica parvenza di attività continuativa che ci sia stata nella mia vita è stata proprio quella di far versi (e non poesie, ma tant’è).

Dunque nemmeno questo paragrafo mi riguarda.

Sicché?

[1] che sono i seguenti:G. Agamben (filosofo), Alaimo (cuoco), F. Altan (disegnatore), L. Angelini (traduttore), M.I. Angelici (badessa di Viboldone), R. Archinto (editrice), E. Banchelli (germanista), M. Baraghini (editore), G. Barilla (imprenditore), L. Battaglia (fotografa), M. Belpoliti (saggista), C. Benedetti (italianista), M. Bettetini (storica della filosofia), D. Bidussa (storico), D. Bisutti (critica letteraria), I. Blank (artista), G. Bocca (giornalista), L. Boella (filosofa), S. Boeri (architetto), A. Borioli (musicista), S. Borutti (filosofa), R. Bossaglia (storica dell’arte), B. Bottero (architetto), A. Busi (scrittore), A. Buzzi (scrittore), M. Cacciari (filosofo), M. Calloni (sociologa), S. Cappelletto (musicologo), P. Capriolo (scrittrice), A. Casiraghy (editore), Castaldi (scrittrice), N. Celotti (francesista), P. Ciaravolo (scandinavista), G. Cingoli (produttore cinematografico), L. Cittadini (filantropo), F. Cocchini (direttore editoriale), F. Conant (italianista), V. Consolo (scrittore), S. Corò (architetto), G. Corti (saggista), L. Costa (attrice), A. De Carlo (scrittore), R. De Monticelli (filosofa), E. Deraglio (giornalista), D. Del Boca (regista), M. Donà (filosofo), G. Dorfles (filosofo), P. Dorigatti (pittore), R. Dossi (editore), F. Duranti (scrittrice), H. Ebner (produttore musicale), P. Echaurren (disegnatore), U. Eco (semiologo), L. Einaudi (musicista), M. Fabris (manager), M. Ferraris (filosofo), A. Ferro (psicoanalista), A. Finocchiaro (attrice), Flores d’Arcais (giornalista), M. Fortunato (scrittore), I. Freccia (regista), N. Fusini (anglista), U. Galimberti (filosofo), M. T. Giordana (regista), G. Giorello (filosofo), V. Giorgini (architetto), Gomma (artista), M. Graffi (scrittrice), B. Griffini (agente letteraria), Haas (germanista), P. Hendel (comico), M. Jacob (musicista), H. Janeczek (scrittrice), G. Lerner (giornalista), M. Livolsi (sociologo), M. Lodoli (scrittore), L. Luini (economista), C. Lupoli (direttore editoriale), D. Luttazzi (comico), Maffi (americanista), D. Mainardi (etologo), L. Malerba (scrittore), V. Mancuso (filosofo), A. Marazzi (regista), N. Marcoré (attore), R. Mari (collezionista), M. Martinelli (slavista), R. Mazzanti (direttrice editoriale), F. Mazzini (scrittore), J. McGrath (anglista), V. Melchiorre (filosofo), C. Miglio (germanista), P. Milesi (musicista), A. Moresco (scrittore), G. Mozzi (scrittore), M. Mulas (fotografa), S. Natoli (filosofo), A. Nove (scrittore), M. Olivetti (traduttrice), G. Ossola (pittore), C. Paina (manager), M. Palasciano (scrittore), C. Patey (anglista), G. F. Pedote (produttore cinematografico), T. Pericoli (disegnatore), S. Piccolo (musicista), Pierangelini (cuoco), C. Piersanti (scrittore), G. Pietropolli Charmet (psicoanalista), A. Pinotti (filosofo), D. Pinto (direttore editoriale), P. Pozzi (biblista), L. Prestinenza Pugliesi (architetto), A. Putino (filosofa), P. Raffo (manager), L. Ragazzino (incisore), E. Rambaldi (storico della filosofia), I. L. Rasmussen (scandinavista), L. Ravasi (psicoanalista), A. Rebori (disegnatore), C. Risé (psicologo), C. Roncato (gallerista), E. Ronchetti (storico della filosofia), P. Rossi (comico), G. Sacerdoti (anglista), R. Saviano (giornalista), G. Scaramuzza (filosofo), T. Scarpa (scrittore), A. Schwarz (gallerista), Shobha (fotografa), A. Sofri (saggista), G. Spazio (designer), P. Spica (pittore), S. Staino (disegnatore), N. Stringa (storico dell’arte), Sturla (pittore), F. Terragni (manager), A. Testa (pubblicitaria), C. Torta (attrice), G. Turchetta (italianista), P. Valesio (italianista), Vanilla Sky (musicista), G. Vattimo (filosofo), S. Veca (politologo), M. Vitale (traduttore); F. Vittorini (comparatista), M. Vogliazzo (architetto), U. Volli (semiologo), D. Voltolini (scrittore), Wowe (fotografo).