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671. Urrà!

3 Dic

Esce, dopo che avevo perso ogni speranza o quasi, l’intervista + recensione a Tutti i poveri devono morire di Giovanni Di Jacovo per la “Sesia“. Grazie infinite a Remo Bassini che ha trovato, in un periodo in cui tutti gli spazj sono riempiti da altro, un buco anche per questa cosa. [A Massimiliano Santarossa: coraggio! teniamo duro!!].

Il romanzo che nasce dal fango

595. Scheda: Di Jacovo, “Tutti i poveri devono morire” (2010).

12 Ago

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Giovanni Di Iacovo (1975), Tutti i poveri devono morire, Castelvecchi, coll. “Le torpedini” n° 4, Roma luglio 2010. Pp. 156 + ìndice + catalogo.

Questo romanzo, che si legge in due ore, è complicatissimo.

Tutti gli assassini del mondo sono uniti in una grande organizzazione verticista, il Cenacolo degli Assassini. Sua antenata è la Setta degli Assassini nata in Medio Oriente nell’VIII secolo, poi capeggiata, dal 1094, da Hasan Ibn-as Sabbah, il leggendario “Vecchio della Montagna”, che le conferì struttura militare e politica, ribattezzandola Ordine degli Assassini ed estendendo la sua influenza in Siria e in Persia. Ma la politicizzazione e la militarizzazione, togliendo all’organizzazione la sua funzione meramente edonistica, incontrò il dissenso di alcuni, portando alla scissione sotto la guida di Elisabetta Battori (1560-1614), che costituì coi dissidenti il Cenacolo degli Assassini. Continua a leggere