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667. Così parlò un imbecille (di nuovo sul “Cimitero di Praga”).

12 Nov



Torno su Il cimitero di Praga, l’appena uscito sesto romanzo di Eco. Volevo, in quest’occasione, e anche nei giorni seguenti, concentrarmi sulle critiche che si rinvengono in rete; a partire da questa, sul sito di Giorgio Dell’Arti, che riporta l’articolo di tal Roberto De Mattei per il giornale destrorso e clericale “Il foglio”, direttore Giuliano Ferrara. Prevengo: è vero che il mazzetto delle critiche all’ultimo libro – specie se è un romanzo – di Eco si presta ad un taglio del tipo “fiera dell’imbecillità”, ma non è mia intenzione fare incetta di freaks critici: ma semmai di fare il punto sulle varie posizioni espresse. Noto, in anticipo, una segnalata estraneità di fondo delle tematiche e delle problematiche rappresentate dai recensori rispetto a quelle proposte e sollevate da Eco; e questo non è affatto un buon segno. Dell’articolo sullinkato l’incipit è abbastanza dimostrativo, e perciostesso molto fastidioso:

“Il Cimitero di Praga” di Umberto Eco è un irridente manifesto intellettuale antitetico al messaggio di verità che Benedetto XVI propone agli uomini del nostro tempo. Non a torto L’Osservatore Romano”, per la penna di Lucetta Scaraffia, ne ha colto pericoli e ambiguità (“Il voyeur del male”, 30 ottobre 2010). Continua a leggere