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785. Adunque.

21 Dic

Qualcuno, probabilmente di autogenerato, si è impossessato della mia pass di hotmail.com, e pare che abbia cominciato ad inviare spam a destra & sinistra. Per lunghi anni non ho più cambiato la password, e questo è il destino cui si va incontro se non la si cambia sovente. Per rendermi inconfondibile avevo anche dato il mio numero di telefono, solo che nel frattempo ho cambiato numero un pajo di volte – per lungo tempo nemmeno ce l’ho avuto, un telefono – e adesso l’opzione risulta impraticabile. Ragion per cui mi trovo ad essere prevenuto nell’idea che avevo già da un due o tre settimane, vale a dire di lasciar morire l’account di hotmail, ormai troppo pieno di posta inutile e macchinoso da usare, nonché noto a troppa gente da cui non voglio essere raggiunto o di cui non mi frega più niente. Come qualcuno avrà notato, ho provato a rifarmi un accùnt hotmail, ma non c’è stato verso, o perché l’IP era diventato sospetto o per altri motivi che non so e non posso sapere, sicché ho scelto di farmi un indirizzo, anche solo temporaneo, da un’altra parte. Datosi che tra jeri ed oggi sono diventato paranoico, quest’ultimo indirizzo qui sopra non voglio metterlo, ché non si sa mai. alcor, azu e altri sono stati avvertiti, altri indirizzi interessanti conto di recuperarli via via, ma non riesco a far nulla con la Russo, della quale non posso ricordare a mente l’indirizzo mail e di cui non trovo traccia su facebook. E che però ha il mio numero di telefono. Se passa e legge, e capisce, e non le dispiace, m’invii, prego, un sms con il suo indirizzo mail, cosicché possa tornare a scriverle e possa farle sapere che fine ha fatto il suo povero libro.
Abbraccj sparsi.
d.

567. La ricerca (anche da fermo) del desiderio.

20 Lug

https://i0.wp.com/upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/f/fe/Salmacis_%26_Hermaphroditos_4.jpeg

Salmace & Ermafrodito, stampa del 1581.

Il cavalier Marino scriveva da Ravenna a Bernardo Castello, nel 1606 (non posso giurare che la data sia esattissima, perché copiazzo dall’antica edizione Laterza del 1911, Borzelli & Nicolini curr.):

[…] Un personaggio principale, a cui non posso mancare, ha raccolto in molti anni da molti e diversi maestri, e particolarmente da’ più famosi che oggidì vivano, un buon numero di disegni quasi nella medesima forma che son quelli che si veggono nelle stampe di Pierino del Vago, e n’ha messo insieme un libro il qual tiene per suo trastullo. Egli ha notizia del sommo valore di V.S.; onde disidera qualche fantasietta di sua mano, tirata o di penna o di lapis o di chiaro oscuro, rimettendosi in quanto alla invenzione in tutto e per tutto all’arbitrio del suo capriccio […] Continua a leggere

556. Isolamento.

25 Giu

Che abbia perso ogni treno, in questo senso, è da darsi per scontato: dire che non ho più il brio e quella straccia di pallido entusiasmo che mi aveva colto ormai qualche annetto fa è un vigliacco eufemizzare, di fatto l’omino è rimasto da solo in una stazione morta, dove nemmeno i radi e squallidissimi treni merci fermano più. Sono passato da una, credo peraltro lecitissima, volontà di trovare quel punto d’incontro tra me e il lettore ad una forma non dirò di solipsismo, perché comunque la scrittura – e per sua natura, ciò che suona paradossale, ma è così – tende immancabilmente all’altro; ma sì ad una forma di autoriferimento riesmaniano (e un giorno dirò anche chi era Riesman, che comunque ha scarsa o nulla importanza, e che cosa intendeva con autoriferimento, da quello che so per via per ora indiretta: per il momento, basti che la definizione mi s’addice, addicendomis’il concetto, polveroso & ottocentesco, a cui rimanda). Con questo, suppongo, si compie un destino. Avevo deciso, ad un certo punto, di mediare, di aprirmi, di andare a cercare attivamente riscontri: non ho avuto il tempo materiale di fare nulla di pratico, di concreto, che tosto ho avuto la dimostrazione che il mio presunto campo di elezione, latamente la letteratura, era ed è una piccola provincia dell’attività umana, soggetta ad una legislazione ipertrofica vòlta a regolare le relazioni tra appartenenti innanzitutto in forma d’ipocrita amicizia: un luogo chiuso e angusto nel quale si inchiavardano, per motivi spesso inimmaginabili, persone fatte esattamente della merda di tutte le altre persone, ma che sono tenute a sorridersi, e dirsi Quanto sei bravo/a, pena l’ostracismo. Se ci entri, devi patire quarantene che nemmeno un gesuita in Cina prima di avvicinarsi a Palazzo imperiale, ringraziare tutti della compassione, e riconoscere tutta una serie di debiti. Ogni pezzo di stronzo prodotto da altri dev’essere cioccolata. Ogni pezzo di cioccolata prodotto da te può diventare merda se non mangj di quella strana cioccolata che ti dànno, così molle, e che puzza. Continua a leggere

552. Scusa, aditus!

19 Giu

Scusa!

Ma non posso sempre parlare di te.

Piuttosto, avrei probabilmente fatto bene a scrivere qualcosa di nuovo, magari un poco a braccio come sto facendo adesso, anche se per un motivo o per l’altro – non mi dilungo – non mi piace tanto (non mi piace tanto quello che ne vien fuori; non che preferisca il resto). Ma in fondo sarebbe stato meglio, probabilmente, affrontare il blog come una sorta di discarica scrittoria, non è possibile dargli più di tanta importanza. Continua a leggere

546. Ratings drogàti.

20 Mag

Se mi riconnetto più tardi, posto gli ultimi Gashlycrumb Tinies; ma non è detto che mi riconnetta, appunto, e che non rimandi tutto a domani, o al prossimo decennio. Comunque sia, Antonella Pizzo, che peraltro mi ha curiosamente attribuito una fretta che non ho mai avuto, ha fatto giustamente notare che esse tavole ci sono dal 1963. E’ vero. Ovvio, se fossero stati corredati già allora dai suoi sonetti avrebbero anche smesso di esistere, per il mondo, nel 1963, ma questo è tutt’un altro pajo di maniche.

Nel frattempo si sappia che ho scoperto di essere io stesso padronissimo di votare i miei medesimi post. E, dato che stamattina qualche stronzo è passato ad abbassare con un verypoor tutti i votini, io ho messo un excellent a tutti i post delle due ultime pagine – così, giusto per non far languire i post nell’immeritata mediocrità. La gente ragiona come le galline, se vedono tanti voti negatìvi comincia a pensare che effettivamente qualche cosa che non va ci debba essere, ed è capace di andarla a cercare, e magari di trovarcela pure, e sostenere magari la tesi con le pezze d’appoggio sdrucite dei lacerti dei proprj impressionismi; e io dovrei fare le spese di quant’è scema la gente? Non mi va, ecco tutto. E’ chiaro, potrebbero essere stati anche voti dettati da disgusto sincero, dei voti-conato, ma perché ripetere il conato, quand’esso ha portato ad esito fallimentare già la prima, la seconda, la terza volta? Perché venirci, qui, se tutto fa schifo? Perché una professoressa delle medie, frustrata e ignorante, dovrebbe ostinarsi a venir qui ad abbassare le medie [1]? Certa gente mi ricorda quel paternalistico professore inglese che mi accolse generosamente nella villetta della sua compagna, per poi farmi scappare a gambe levate appena s’accorse che non ho ascendenze sottoproletarie. (Non so nemmeno io come c’entri, ma un nesso, se m’è venuto in mente, dev’esserci).

E’ vero, i ratings adesso sono drogati, ma almeno siete tutti avvertiti.

[1] Interrogatìvi simili possono essere posti, ad libitum adque nauseam, a casalingue sciabattanti che hanno sostituito Ciranda de Pedra con il bloglurking, bimbiminkia impicconi con il dito su per le froge, artisti del web (senz’altre precisazioni, non occorrono), e qualunque siasi altra categoria di ripugnante lumpenumanità.

2. Hmf.

27 Ott

2. Devo essere sincero: a me questo blog non entusiasma. Lo tengo proprio come depandàns, poi più avanti cerco di tornare su splinder — che preferisco, per via dei commenti &c.