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878. Perle di saggezza.

7 Giu

Qui il capolavoro relativo di una vecchia bagascia. Continua a leggere

625. Ma andate a dar via il culo!

4 Set

Jeri ho fatto una capatina alla Civica, giusto per andare in bagno, così ho incontrato anche F., con cui parlo volentieri. S’è parlato del più e del meno, del per e del diviso, insomma si è parlato – specialmente di libri, &c. Della situazione che c’è nel covo dei mantenuti non m’ha detto nient’altro se non che “Oggi c’è un’atmosfera un po’ mefitica”, ragion per cui ho pensato che Grazia Scrofa fosse tornata ad ammorbare vieppiù l’ambiente con qualche scarica delle sue famose tonanti scorregge. E invece no, non ce n’era traccia. Era in vacanza, fino a qualche tempo fa, magari c’è ancòra. A me è stato anche detto che ha tentato di strumentalizzare la situazione in modo da essere trasferita in qualche ufficio, dove può starsene sola sola a scaccolarsi le dita dei piedi, senza utenza rompicoglioni in mezzo alla gloria. Non so, in ogni caso ha sbagliato grosso e la riduco a brandelli.

Però dalle vacanze è tornato quel coso, là, come si chiama?, Francesco, Paolo, o Francesco Paolo, insomma, il sordo, che mi ha chiesto di seguirlo in corridojo per un’importante comunicazione. Ora, il sordo è sordo, e su questo perlopiù non ci piove – ogni tanto, però, qualcosa sente (se sia falso invalido o no non l’ho mai saputo per certo, posso solo darlo per scontato) – , ma il problema grosso è che è un coglione. Era lui che si è prestato a far da guardia del corpo alle due chiatte, che pensavano evidentemente che avrei dato in escandescenze (io? e quando mai?). Mi ha detto infatti che era stato fatto il suo nome per via di questo episodio, e che ancòra non era stato sentito, ma che aveva detto della questione del lancio dell’oggetto – a chi, mi permett di chiedere, se ancòra non era stato sentito da nessuno? e che crede che la denuncia sia catalizzata [!!] sulla questione di esso lancio di esso oggetto. E mi ha chiesto pure scusa, e mi ha detto che non poteva fare altrimenti.

Gli ho detto che capivo benissimo, e che sapevo benissimo aver egli fatto solo il suo dovere. Oh figlio di una troja ipocrita e rottanculo.

Anch’io non posso fare altrimenti, se è per quello, ma mica chiedo la benedizione a nessuno!

Sia F. che Paolo Francesco erano e sono abbastanza assidui in rete, solo che F. ci ha trovato, pare, qualcosa di buono, in quello che scrivo. Per quella merdaccia nonudente di Francesco Paolo io sono rimasto quello “che si permette di scrivere cose degli altri” – ricordo una volta, ancòra tempo fa, che vociava dietro la porta del magazzino.

F. è una brava persona, l’unica che abbia trovato lì dentro. Non dico che mi occorra trovare brave persone nelle biblioteche che frequento, ci mancherebbe: me ne fotto. Ma dato che è venuto fuori tutto quello che è venuto fuori, è stato inevitabile per me notare come sia stata la sola a comportarsi decorosamente.

Temo un po’ che questo le possa creare problemi. Mentre si parlava, si sentiva come al solito vociare ad un livello di decibel superiore al sostenibile, da dietro la maledetta porta del magazzino. F. ha fatto una cosa che non fa nessuno: si è alzata, ed è andata a chiedere che abbassassero la voce. C’è soprattutto un inserviente buzzurro che in particolare fa molto casino, si sentiva quasi solo lui. Dopodiché s’è alzata per andare a recuperare un libro richiesto in consultazione da un’utente al banco. L’inserviente buzzurro è uscito dalla porta del magazzino, e ha detto, rivolto a qualcuno che stava alle sue spalle: “Ma non preoccupatevi, quella è pazza“. Le ci mancherebbe solo di subire un mobbing per causa mia!

Questi posti sono puttanaj schifosi, dovrebbero essere o chiusi definitivamente, o finire bruciati con tutto il personale, o completamente rinnovati.

Ancòra non ho capìto come mai i bibliotecarj debbano essere così teste di cazzo.

Per questo non vedo l’ora di prenderne un bel po’ a mazzate sull’escrescenza: così vedo quanti nidi di mosche ciànno dentro.

593. Diffamazione.

9 Ago

Mai più pensavo di tornare in argomento, ma Marco Palasciano, col solito senno, mi fa notare su facebook – sede in cui non riesco al momento a rispondere, sarà un problema tecnico; ma comunque il discorso merita di essere affrontato a parte – che le mie espressioni a riguardo della putrida donna di cui sotto, oltre a riferirsi alla stessa con tanto di nome-e-cognome riportato, sono estremamente volgari e pesanti e lesive; e di per sé stesse passibili di denunzia, come diffamazione a mezzo internet.

E’ effettivamente per questo che non ho pensato né a controdenunzie né a muovermi in altro modo; punto 1. perché di tutta questa faccenda, come al lettore avveduto sarà già venuto fatto d’arguire, di là dalla benedetta mia solita prolissità, non me ne frega assolutamente niente; punto 2. perché non so, effettivamente, che cos’abbia fatto scrivere la slandrona nella denuncia. Non posso sapere se la chiatta si sia limitata alle ingiurie o se abbia anche tentato di procedere contro quello che di lei ho scritto. Sta di fatto che ha risposto, qui sopra, col pietoso nick di “Veronica” – coll’unico risultato di farsi riconoscere benissimo e di fare la figura della vigliacca, dato che il suo nome qui sopra c’era già, quindi già che c’era tanto valeva firmarsi -, ribadendo, N.B., la questione indimostrabile del libro nel cesso (diosanto, che livelli) e la sua stravagante posizione ideologica, per cui uno che in un pubblico ufficio come questo “non si trova bene” dovrebbe rinunciare a venirci – perché è ovvio, questo sembra un pubblico ufficio, in realtà è casa di Lardo Jane, e noi qui dentro siamo tutti sulle sue spese. Ma va in miniera, cesso a pedali! (“Riki” è invece un cameriere ricchione che fa avantindré coi vassoj in via Po).

In effetti una bibliotecaria di nome Daniela, molto gentile e intelligente, mi ha altre volte raccomandato, conversando del più e del meno, del per e del diviso, di “fare attenzione” col blog, dal momento che i bibliotecarj, specialmente quelli che hanno troppo da fare, cercano spesso il proprio nome-e-cognome qui sopra, e ogni tanto sono pure intervenuti. Faccio memoria, però, che oltre a Grazia Tota, avrei da temere denunce anche da Antonio Pavone, Davide Monge, Andrea Guazzotto, Laura Scarpellino, Giacomina Tagliaferro, Max Ramanzini, Federica Minetto, Roberto Bellantone, & altri nomi che è nausea il riferire, più tutta una serie di non-persone con cui me la sono presa nel frattempo, esclusine solo quelli che non potrebbero denunziarmi solo perché ho sempre ignorato il loro cognome – altrimenti ce l’avrei messo, è chiaro – e alcuni con cui non ho avuto ancòra l’uzzolo o l’estro di prendermela. Continua a leggere

590. Come sospettavo.

5 Ago

https://i1.wp.com/www.gwava.it/blog/imgs/linea_cava_2.jpg

Non ho parlato coll’avvocata che m’avevano dato d’ufficio perché ho parlato con un’altra. Di fatto mi sono trasferito armi & bagaglj presso un altro studio legale. Intanto pare che in tal modo ottenere il codice fiscale a forma di badge diventa un giuoco da ragatzi, è sufficiente per dire che la cosa ha avuto i suoi risvolti positivi. Il codice fiscale a forma di badge è inviato direttamente da Roma, dal ministero, se non si ha una residenza è molto difficile farselo mandare. Continua a leggere

586. Mantenuti.

2 Ago

La Nazionale tiene chiuso – eccettuate due ore il dì, 11.00-13.00 – per inventario, o così dicono. Era dunque ora che tornassi alla Civica, che in questi giorni fa orario 8.30-16.00, anche per vedere che cosa mi avrebbero detto di carino dopo questo fatto qui: non ci sarei potuto tornare senza affrontare qualche litigio, ed ero preparato. Al litigio; ma di fatto non c’è stato assolutamente niente del genere.

Ho così scoperto che se non ci fossi venuto – dovevano avere la sicurezza che prima o dopo sarei tornato sul luogo del delitto; ma perché? chi gliel’ha detto? Ci sono tornato, ma questa sicurezza non c’è mai stata – sarebbe stato pressoché impossibile farmi pervenire una comunicazione della Forza pubblica. Sono stato visto, entrando, dalla dott.ssa Cognigni, dall’occhialona assenteista del II piano, e da un pajo d’altre addette, che mi guardavano strano, e un po’ fisso. Sono rimasto in attesa di quello che sarebbe successo, nel frattempo andando avanti con la lettura del Signor Lecoq, che ho appena iniziato e, ironia della sorte, è perfettamente intonato alla giornata. Continua a leggere

557. Rispetto.

30 Giu

Nella Leisure class Veblen definiva lo stesso come una copertura ipocrita della paura.

So che perdersi in queste questioni è da miserabili; ma in fondo questo è un diario in rete, non il romanzo del secolo, e nemmeno lo Herald Tribune o l’Enciclopedia britannica: e gli eventi quotidiani sono spesso miserabili. Quello che mi chiedo è (per spiegare come mai tiri in ballo Veblen; poteva anche essere Hobbes, se mi veniva in mente prima, o chi per essi): fino a che punto può farne a meno, del rispetto, anche chi ha capìto il suo significato e gli è totalmente indifferente? Si può vivere facendone totalmente a meno, o c’è qualche differenza sostanziale tra la deferenza e l’essere rotti i coglioni a tutte le occasioni, entrambe cose non desiderabili? Continua a leggere