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649. Scheda: Ladame, “Margherita Maria Alacoque, apostola del S. Cuore” [1982].

18 Ott

Jean Ladame, Margherita Maria Alacoque, apostola del S. Cuore, trad. n.s., tit. or. n.s., Edizioni Dehoniane, Andria – Napoli – Roma mag. 1982. Pp. 383 compreso l’ìndice.

Margherita Alacoque (1647-1690) nasce a Verosvres (Borgogna), distretto di Hautecour da Claudio, notajo, e Filiberta. Ha due fratelli che non le sopravvivono e due, Grisostomo e Giacomo, che prenderanno più avanti la guida della casa. Ancòra piccola, esaltata dall’esempio di una parente monaca, forma un voto spontaneo di unione a dio, abituandosi ad una forma di meditazione, cioè di comunicazione diretta con dio, che più avanti le darà problemi di adattamento alla regola. Salvo una breve parentesi da bambina in un convento, non ha esperienza di vita religiosa sostanzialmente fino al 1671, quando entra dalle Visitandine (suore della Visitazione di Maria) di Paray-le-Monial, ad un’età più tarda rispetto la media del tempo. L’ingresso nel convento interrompe una vita fattasi molto dura in séguito alla morte del padre quarantenne, quando lei ha appena 8 anni. Con la madre, fragile di carattere e cagionevole di salute, s’era trasferita in frazione Les Janots, in casa della nonna, della prozia e della zia, che avevano sottoposto le due Alacoque ad ogni genere di privazione, tenendo tutto sottochiave e costringendo Margherita a chiedere in prestito persino il vestito per andare alla messa. La madre era caduta a un certo punto ammalata, e le s’era gonfiato in viso un bubbone che la sfigurava; la malattia non aveva ammollito i cuori delle dure parenti, e la piccola Margherita era dovuta correre al villaggio persino per elemosinare un uovo. Grazie alle cure indefesse della fanciulla, la donna era riuscita a risanare: forse è questa già una delle sue guarigioni miracolose. Continua a leggere