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763. L’oiseau que tu croyais surprendre.

26 Gen

http://www.youtube.com/watch?v=u9ejrQMsJ2Y

Quando lord Harewood le chiese come avesse affrontato il personaggio di Carmen – solo per una registrazione in studio, EMI, 1964 –, la Callas disse che secondo lei Carmen si avvicina agli uomini più al modo di un uomo che si avvicina ad una donna che al modo di una donna che cerca di sedurre un uomo. Esistono due documenti video, entrambi del ’62, che possono considerarsi preparazioni all’incisione: uno si riferisce ad un recital al Covent Garden, dove la Callas è in abito ottocentesco e fornisce di Carmen un’idea salottiera e giocosa, tipicamente da concerto e lontana da questa concezione; l’altro, che si riferisce ad un recital di Amburgo, in cui la Callas esibisce una gestualità ‘maschile’ del tutto in linea con la sua idea del personaggio. Il contrasto tra le due interpretazioni è interessante: viene spontaneo vederci un’evoluzione, inferendo automaticamente che il recital del Covent Garden venga prima, e poi quello di Amburgo. Invece è vero il contrario: il concerto di Amburgo è del 16 marzo, quello del Covent Garden (un concerto televisivo durante il quale si esibirono anche Giuseppe Di Stefano e Juliette Gréco) del 4 novembre. È che la Callas, semplicemente, sapeva contestualizzare l’interpretazione. Ad Amburgo era sola; una parte importante del non lungo concerto era occupata da una specie di ‘suite cantata’ di Carmen, che pare preludere all’integrale di due anni dopo, comprendente anche l’ouverture (malissimo eseguita da Prêtre, che in disco è tutt’altra cosa), e la Seguidilla. Al Covent Garden era uno tra i tanti elementi in gioco, in un contesto ‘leggero’. Continua a leggere