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585. Epigrafe VII.

31 Lug

BVFFONE TRISTE.

Coi miei lazzi e la maschera sul naso
A far ridere stavo faticando;
Finché mi crepò il cuore in petto, quando
Seppi che avrebber riso in ogni caso.

582. Epigrafe VI.

31 Lug

File:I promessi sposi - ch3.jpg

Analfabeta.

D’ora in poi, ahi!, potrai me ricordare
Grazie al nome qui inciso, e il natal mio;
Onta a me! Fossi tu dove son io,
Non ti potrei il favore ricambiare.

579. Epigrafe V.

31 Lug

Disidratato.

Austo, asciutto, ridotto ad uno stecco
Chiamai, chiamai soccorso, ad ogni costo;
Solo Morte al richiamo mio ha risposto,
Ma, come vedi, a farmi ancor più secco.

577. Epigrafe IV.

30 Lug


INFANTE

T’invocai, Mamma, inutilmente, e tanto
Che il respiro e le lacrime finii;
Fui condotto quaggiù, quando morii.
Tocca ora a me sentir com’è il tuo pianto.

575. Epigrafe III.

30 Lug

SORDO.
Sì, sono morto. Oh sciocco, e tu credesti,
Poiché chi mi chiamava io non udivo,
Oggi di ritrovarmi ancòra vivo?
Muta è la morte, e chiama a sé coi gesti.

573. Epigrafe II.

30 Lug

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VBRIACONE LONGEVISSIMO.

Scusa, se tanto a scender qui ci ho messo;
Ma mi presi una sbronza tanto dura,
Che, tratto innanzi alla mia sepoltura,
A lungo non potei centrar l’ingresso.

569. Epigrafe.

23 Lug

Per la tomba d’un celebre scrittore.

DISADATTATO, TIMIDO, INATTVALE,
SCHIVAI LA VITA, E IN CARTE SON VISSUTO;
SE SI PERDE QVEL SOLO CHE S’È AVUTO,
CON RAGIONE MI DICONO IMMORTALE.