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882. Fb.

16 Gen

Dov’è che Maupassant dice del risveglio del ventenne e di quello della mezz’età? Lì dice anche che si dovrebbe evitare di guardare lo specchio per sei mesi, e poi condannarsi a guardarsi di nuovo, per vedere quanto si è cambiati nel frattempo. Sei mesi sembrano pochi, anzi pochissimi, ma a me sono bastati tre anni per vedere lo sfiorire di certi volti, che sfiorendo si banalizzano, e si ridicolizzano, come facendosi caricature sempre più grevi di quello che erano. Credo che, ragionando in termini  di lungo periodo, solamente i vecchj dovrebbero fidarsi a postare le proprie fattezze su facebook. I loro volti rinsecchiti possono solamente ulteriormente purificarsi, finché un ultimo troppo prolungato silenzio non annuncia che l’alba è venuta a cogliere la sua messe di sogni.

585. Epigrafe VII.

31 Lug

BVFFONE TRISTE.

Coi miei lazzi e la maschera sul naso
A far ridere stavo faticando;
Finché mi crepò il cuore in petto, quando
Seppi che avrebber riso in ogni caso.

582. Epigrafe VI.

31 Lug

File:I promessi sposi - ch3.jpg

Analfabeta.

D’ora in poi, ahi!, potrai me ricordare
Grazie al nome qui inciso, e il natal mio;
Onta a me! Fossi tu dove son io,
Non ti potrei il favore ricambiare.

579. Epigrafe V.

31 Lug

Disidratato.

Austo, asciutto, ridotto ad uno stecco
Chiamai, chiamai soccorso, ad ogni costo;
Solo Morte al richiamo mio ha risposto,
Ma, come vedi, a farmi ancor più secco.

577. Epigrafe IV.

30 Lug


INFANTE

T’invocai, Mamma, inutilmente, e tanto
Che il respiro e le lacrime finii;
Fui condotto quaggiù, quando morii.
Tocca ora a me sentir com’è il tuo pianto.

575. Epigrafe III.

30 Lug

SORDO.
Sì, sono morto. Oh sciocco, e tu credesti,
Poiché chi mi chiamava io non udivo,
Oggi di ritrovarmi ancòra vivo?
Muta è la morte, e chiama a sé coi gesti.

573. Epigrafe II.

30 Lug

https://i2.wp.com/www.mimifroufrou.com/scentedsalamander/images/dive-bouteille-rabelais.jpg

VBRIACONE LONGEVISSIMO.

Scusa, se tanto a scender qui ci ho messo;
Ma mi presi una sbronza tanto dura,
Che, tratto innanzi alla mia sepoltura,
A lungo non potei centrar l’ingresso.