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614. Scheda: Wood, “Come funzionano i romanzi” (2008).

23 Ago

James Wood (1965), Come funzionano i romanzi. Breve storia delle tecniche narrative per lettori e scrittori [“How Fiction works”, 2008], trad. Massimo Parizzi, A. Mondadori Editore, Milano marzo 2010. Pp.

james wood come funzionano i romanzi mondadoriSono 123 brevi capitoletti, per la verità non costituenti propriamente una storia, ma sottendenti un disegno storico abbastanza semplice e definito, e trattanti questioni soprattutto di estetica, soprattutto estetica del particolare: non si va oltre la valutazione di esso particolare, la notazione della musicalità di determinate soluzioni stilistiche, e il come certe acquisizioni siano possibili agli scrittori. Non vi si tratta di strutture narrative, quindi non è un testo di narratologia; ma rientra nella categoria, sia pure in chiave del tutto discorsiva e non analitica, inquantoché l’arte romanzesca sarebbe da identificare con il particolare centrato ed evocativo – e dunque il romanzo sarebbe una veste d’Arlecchino di particolari evocatìvi e spiritosi.

Tutto sommato è un manuale di buon gusto; o anche un manuale di buon gusto.

Il romanzo è identificato cól romanzo realistico, che in fondo è quel tipo di romanzo le cui procedure stilistiche sono le più tipiche del genere – o del non-genere – da Flaubert al nostro tempo. Flaubert è indicato come il padre del romanzo contemporaneo, in specie con L’educazione sentimentale. Eccettuato il Don Chisciotte, pur considerato premoderno, è verso le risorgenze del romanzo del XVIII sec. in autori come Balzac, o Foster Wallace, o Pynchon che l’autore mostra più fastidio, come autori di qua dalla marmorea e complessa perfezione del “poeta fallito” Flaubert, e aperte all’esuberanza descrittiva, alla creazione di macchiette (bozzettismo), alle scene affollate, all’accumulo. Giunge persino a rimproverare a Pynchon il personaggio del capitàno nazista di un suo romanzo perché “non fa paura”, mentre, poniamo, il Pëtr Verchovenskij dei Demoni di Dostoevskijfa paura eccome”. Continua a leggere