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635. Scheda: Accornero, “Dove cercare le origini del taylorismo e del fordismo” (1975).

8 Ott

Aris Accornero (1931), Dove cercare le origini del taylorismo e del fordismo. Estratto da: “Il Mulino” n° 241 – settembre/ottobre 1975. Società Editrice Il Mulino, Bologna 1975. Opuscolo di cc. 6, riproducenti le pp. 673-693 [+3 cc. bianche] della rivista citata.

https://i1.wp.com/www.ftu.edu/Frederick%20WinslowTaylor.jpgSi rifà ad uno studio di Villari, che tuttavia non risale alle prime origini dei fenomeni, e vede ancòra l’uno come perfezionamento dell’altro, mentre sarebbe necessario qualche correttivo ad una simile visione dei fatti. Il taylorismo nasce innanzitutto dagl’ideali produttivistici di un tecnico e teorico, laddove il fordismo è pratica imprenditoriale. Negli USA desiderosi di affrancarsi dalla sudditanza economica dalla Gran Bretagna, tuttora la prima potenza al mondo, nel 1903 Taylor teorizza ne la Direzione d’officina un’intensificazione della produzione che vada oltre la sinora apprezzata intensità motoria (il cosiddetto speed-up).

In realtà, l’industria americana aveva qualità specifiche totalmente distinte da quelle dell’industria francese (che era arretrata), inglese e tedesca dell’epoca: aveva infatti accolto dal vecchio mondo una quantità sterminata di manodopera, soprattutto non specializzata e, quando specializzata, abituata a gestire il lavoro in maniera autonoma, veramente pochissimo alienata, portandosi dietro atteggiamenti e malizie maturati nell’esperienza lavorativa d’oltreoceano: sicché ancòra nel 1911 Taylor, che lamentava che ancòra nessuna fabbrica USA aveva adottato il suo sistema, finalizzato ad una perfetta standardizzazione dei gesti, denunciava che in qualunque fabbrica del paese ogni salariato organizzava e svolgeva il proprio lavoro come voleva. Continua a leggere