858. OTONE, Atto IV., Scena VII.

30 Apr

Scena VII.
CAMILLA, RUTILIO, ALBIANA.

 

RUTILIO.
Vogliate, oh Donna, apprendere il nostro gran disdoro;
Di partigiani o quindici o venti in mezzo al foro
Poco fa proclamarono Otone imperatore.

CAMILLA.
Di quell’improntitudine Otone non ha orrore,
Lui che sa che d’un sùbito finisce ogni insolenza?

RUTILIO.
Al campo lo conducono, anzi di prepotenza;
Per quanto molto popolo farglisi attorno appare,
Così fermi vedendoli, freme, e li fa passare.

CAMILLA.
Galba ne l’avvertirono?

RUTILIO.
Sì, Donna, a voi m’invia,
E perché al gran pericolo ratto rimedio sia,
Pisone degl’indocili sull’orma vuol volare,
Con quanti possan militi nel frattempo trovare.

CAMILLA.
Se Otone vuole perdersi, che si perda accettiamo,
Per un supplizio equanime chiedere a Galba andiamo.
S’è dolce ancòra volgersi dal furore all’amore,
Volgersi ancòra è facile dall’amore al furore.

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