822. ORAZIO, Atto III., Scena III.

18 Mar

Scena III.

SABINA, CAMILLA, GIULIA.

 

SABINA.

Sorella, permettetemi di darvi buone nuove.

 

CAMILLA.

Le so, credo, ma dubito che d’esserlo dian prove.

Al padre riferirono questo; con lui io ero;

Ma nulla posso farmene che allevj il mio pensiero.

Più forti questa proroga renderà i nostri danni;

E’ un prolungato termine soltanto ai nostri affanni;

Ed il sollievo, l’unico, che se ne spera intanto

E’ di più tardi piangere chi dovrà esser pianto.

 

SABINA.

Gli dèi non ispirarono invano quei tumulti.

 

CAMILLA.

E’ vano, a meglio esprimersi, che gli dèi si consulti.

Gli stessi dèi ispirarono a Tullo quell’opzione;

E la voce del popolo non sempre n’è opinione;

Son meno assueti a scendere tra sfere più corrive

Che tra regali animi, le loro effigj vive,

Di cui la senza vincolo e sacra autorità

E’ un’occulta propagine della divinità.

 

GIULIA.

E’ in voi irragionevole voler formarsi ostacoli

Le voci ricercandone fuor che nei loro oracoli;

E mal da voi si giudica  che tutto sia finito

Senza smentir quell’ultimo jeri a voi riferito.

 

CAMILLA.

E’ proprio degli oracoli non farsi penetrare;

Meno si riesce a intendere più si crede afferrare;

Sopra un decreto simile mal fondarsi si crede,

E ha tutto oscuro a crederlo chi oscuro non lo vede.

 

SABINA.

Sull’a noi convenevole facciamo più fidanza,

Le dolcezze si tolleri d’una giusta speranza.

Quando a metà benevolo ci apre il cielo le braccia,

Nulla da esso merita chi nulla se ne faccia;

Sovente va inibendone il seguente dispiego,

E quand’essa vuol scendere, la scaccia il suo diniego.

 

CAMILLA.

Senza noi il cielo opera in questi avvenimenti,

E non si forma regola sui nostri sentimenti.

 

GIULIA.

Esso vi fece fremere solo a far grazia a voi.

Addio; ch’io vada, esamini quel che successe poi.

Ponete freno ai palpiti; io spero, qui tornando,

D’amorosi propositi solo andarvi beando,

E che del giorno il termine solo sarà impiegato

Perché un nuziale vincolo sia in gaudj preparato.

 

SABINA.

Oso tuttora illudermi.

 

CAMILLA.

Nulla a sperarsi vedo.

 

GIULIA.

Vi farà veder l’esito che è proprio come credo.

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