818. ORAZIO. Atto II., Scena VII.

1 Mar

Scena VII.

IL VECCHIO ORAZIO, ORAZIO, CURIAZIO, SABINA, CAMILLA.

IL VECCHIO ORAZIO.

Che avviene qui, mie viscere? Date retta all’amore,

E con le donne a perdere seguite ancora l’ore?

Vicini il sangue a spargere, ai pianti voi guardate?

Fuggite, e ch’esse piangano da sole ormai lasciate.

Troppa hanno quelle lacrime & arte & tenerezza;

Parte vi potran rendere d’eguale debolezza,

Dato è solo fuggendola scansare i colpi suoi.

 

SABINA.

D’essi pena non datevi, restan degni di voi.

Per quanto c’impegnassimo, soltanto v’aspettate

Quel che da un figlio e un genero con ragione auspicate;

Se il nostro animo debole turbasse il loro onore

Ce ne andremmo, lasciandovi a ristorarne il cuore.

Sorella, orvia, partiamoci, basti coi vani pianti;

Sono armi che non scuotono virtù così costanti.

Disperare è il superstite scopo alle nostre mire.

Tigri, andate a combattere; noi andiamo a morire.

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