815. ORAZIO. Atto II., Scena IV.

29 Feb

Scena IV.

ORAZIO, CAMILLA.

ORAZIO.

Sapeste quale incarico fu dato ora a Curiazio,

Sorella?

CAMILLA.

Ahimè, che mutano i fati in breve spazio!

 

ORAZIO.

Di costanza ora armatevi, di mia sorella il cuore

Abbiate; e avesse, uccisomi, a tornar vincitore,

Del fratello il carnefice non l’abbiate a vedere,

Ma per uomo onorabile, che compie il suo dovere,

Della sua patria agli ordini, e, coi meriti suoi,

Uno che mostra al popolo quant’è degno di voi.

Quas’io seguissi a vivere, compìte gl’imenei;

Ma se cadesse vittima egli dei colpi miei,

Le mie glorie s’accolgano con similare onore:

Rimprovero non fatemi del vostro morto amore.

Già v’urgono le lacrime, già il cuore vi si spezza.

Con lui giungete al culmine di questa debolezza,

Cielo e terra s’appellino, date al destino il torto;

Ma della guerra al termine, mai più pensate al morto.

Io vi concedo un attimo soltanto con chi v’ama;

Poi insieme avremo a correre dove l’onore chiama.

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: