811. ORAZIO, Atto II., scena II.

22 Feb

Scena II.

ORAZIO, CURIAZIO, FLAVIANO.

CURIAZIO.
Infine i suoi tre militi Alba scelse per sé?

FLAVIANO.
Venivo ad informarvene

CURIAZIO.
Bene; chi sono i tre?

FLAVIANO.
Voi coi fratelli elessero.

CURIAZIO.
Chi?

FLAVIANO.
Voi coi fratelli han detto.
Ma a che quel volto lugubre, quel guardar con dispetto?
La scelta v’è spiacevole?

CURIAZIO.
No, però è sorprendente:
Scarso pensai il mio merito per premio così ingente.

FLAVIANO.
Al dittatore è lecito, onde m’invia il potere,
Dire che nel riceverlo fu scarso in voi il piacere?
Quest’accoglienza gelida, tetra anche a me è stupore.

CURIAZIO.
Di’ che amicali vincoli, e d’alleanza, e amore
Non formeranno ostacolo a che i tre Curiazj
La patria non onorino scontrando i tre Orazj.

FLAVIANO.
Contr’essi! In brevi termini, ah!, foste assai loquace.

CURIAZIO.
La mia risposta recagli, e lasciaci ambo in pace.

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