Archivio | febbraio, 2016

817. ORAZIO, Atto II., Scena VI.

29 Feb

Atto II. Scena VI.

CURIAZIO, ORAZIO, SABINA.

CURIAZIO.

Dèi, Sabina al suo sèguito! Del cuore alla procella

Non bastava la coniuge? S’aggiunge la sorella? Continua a leggere

816. ORAZIO. Atto II., scena V.

29 Feb

Scena V.

CAMILLA, CURIAZIO.

CAMILLA.

Curiazio, e potrai corrervi, e quest’infesto onore

Puoi preferire al rendere felice il nostro amore? Continua a leggere

815. ORAZIO. Atto II., Scena IV.

29 Feb

Scena IV.

ORAZIO, CAMILLA.

ORAZIO.

Sapeste quale incarico fu dato ora a Curiazio,

Sorella?

Continua a leggere

814. ORAZIO, Atto II., Scena III.

29 Feb

Scena III.

ORAZIO,  CURIAZIO.

CURIAZIO.

Che d’ora innanzi gl’inferi, ed il cielo e la terra
Le loro furie uniscano per muovere a noi guerra; Continua a leggere

813. La zia Gerta.

27 Feb

http://image.anobii.com/anobi/image_book.php?item_id=01e0e1b5babdc1a8b7&time=&type=4Ho trovato di recente questo libretto, Psicologia della zia ricca (“Die Psychologie der Tante”, 1905.), che è diventato automaticamente l’ultimo mio libro preferito [il penultimo era The Rock Pool di Connolly], di Erich Muhsam, anarchico e genio. Si tratta di 25. ritratti di altrettante vecchie zie che, secondo la tesi della raccolta, non crepano mai quando dovrebbero lasciare cospicue eredità: o muore prima il nipote, o la zia effettivamente muore ma non lascia nulla di quanto ci si aspettava, o il nipote finisce diseredato, &c.

Tutto questo si presta, sicuramente, ad analisi economicomarxiste quanto mai interessanti circa i mutamenti radicali che, in tempi di mutamenti appunto radicali come furono i primi anni del secolo scorso, portarono a rendere particolarmente tortuoso il procurarsi mezzi di sussistenza — almeno per chi all’epoca era lontano dalla terza età e da una rendita decorosa. Si tratta di problematiche cui l’autore, peraltro, non fu affatto personalmente estraneo. Continua a leggere

812. Eco.

23 Feb

Invece per Eco morto non mi viene nemmeno un versicolo (giuro che ci ho pensato). Ho letto a Pisa, un mese e mezzo fa, come ultimissima mia lettura echiana, l’ultimissimo suo romanzo, Numero zero. Perché avevo parlato con uno muy lector, a cui provocatoriamente avevo detto che Eco non necessariamente scrive male – per esempio, una grande pagina di prosa è la filza d’insulti del cuoco al povero Salvatore (“scorreggione d’un minorita”, “te e quella troja bogomila che t’inculi la notte, majale” – volevo copiare quella paginetta, ma naturalmente nelle biblioteche tutt’i Nomi della rosa sono in prestito, per ragioni commemorative). E lui m’aveva prestato quella nel complesso modesta cosa. Certo, quel romanzo in particolare non mi è piaciuto, sembrava fatto coi cascami di cose più elaborate & complesse che avrebbe sicuramente potuto fare se non gli si fosse accorciato – per l’età, ovviamente; non solo fisicamente, anche intellettualmente si perde elasticità ben prima della fine (in proporzione, ovvio) – il respiro. Oltre al fatto che non trovo affatto interessante l’idea che Mussolini possa essere sopravvissuto. Anzi, mi fa schifo. Ma mi sono domandato, seriamente, E se fosse stato scritto da qualcun altro? – allora forse mi sarebbe piaciuto di più. Forse. Rimane il fatto che sarebbe stato meglio scriverlo e farlo uscire nel ’95., non nel 2015. – per via di quel Vimercate padrone del giornale, che tuttavia ha l’handicap di essere un Berluschino formato minore, mentre quello vero non ha problemi ad entrare in nessun giro. Insomma, una cosa surretizia, un pochino inutile. Continua a leggere

811. ORAZIO, Atto II., scena II.

22 Feb

Scena II.

ORAZIO, CURIAZIO, FLAVIANO.

CURIAZIO.
Infine i suoi tre militi Alba scelse per sé?

FLAVIANO.
Venivo ad informarvene

CURIAZIO.
Bene; chi sono i tre? Continua a leggere