772. Sei proprio una stronza.

3 Apr

Per trovare nomi femminili quadrisillabi per un certo mio progettìno mi sono valso de I nomi di persona in Italia. Dizionario storico ed etimologico, 2 voll. di Alda Rossebastiano ed Elena Papa, ambe dell’Università di Torino, UTET, Torino 2005. Pubblicazione per i miei scopi comunque utile, ma devo dire che durante la lettura, peraltro assai selettiva, m’è caduto lo sguardo su diverse cose perplettenti, di cui ho preso in alcuni casi nota (sicuramente i casi altrettanto, e anche più, dubbj saranno cinquanta volte tanti, ma non vado a cercarli):

DANTES (M6) Variante di Dante, si registra in modo sporadico a partire dal 1911. Le rare attestazioni, sparse in varie regioni, non consentono di approfondire le ragioni della scelta. | L’unico riferimento plausibile può essere il personaggio di Edmond Dantès, protagonista del popolarissimo romanzo di Alexandre Dumas padre Il conte di Montecristo (1844-45), anche se, trattandosi di una figura negativa, resta un modello dubbio. EP.

Ma non è una figura negativa. Chi lo dice?

ERNESTO (M62609) […] Contribuì ad imporlo anche il romanzo di Oscar Wilde, L’importanza di chiamarsi Ernesto (1895), dove un ruolo importante gioca l’ambiguità del titolo qui proposto (The importance of being Earnest) […].

A parte la formulazione oscura, non si tratta affatto di un romanzo, ma di una commedia.

ABDELKADER (M12) […] Attestato per la prima volta nel 1950.

Non è possibile. Lo studioso Abdelkader Salza, che incrociò le spade tra l’altro con Carlo Calcaterra, è nato molto prima, nella seconda metà dell’ ‘800.

ADDAMIANO (M9) e ADDAMIANA (F9). Tipico della Puglia, è una variante di Damiano che riflette la pronuncia locale, dove solitamente i nomi sono preceduti da una vocale vocativa con un conseguente raddoppiamento consonantico (A-‘Ddamiano). Non risulta attestato oltre il 1962.

L’unica affermazione affidabile, ma solo in mancanza di prove contrarie, è contenuta nell’ultima frase. Ma si potrà?

Karl Paulovic Brjullov. Ritratto della Contessa Giulia Samojloff con la figlia adottiva Amazilla Pacini (1830–’40). San Pietroburgo, Museo Russo.

Accanto ad ALASIA non trovo il dantesco Alagia (poi anche nome della figlia dell’avv. Malinconico, come qualcuno ricorderà). Non si dice che originariamente, e sempre in spagnolo, l’accento di ALVARO era sulla prima sillaba, e la lezione parossitona è conseguente alla Forza del destino (1862) di Verdi, pure citata.  Di AMASILIA s’ignora la derivazione dal messicano Amazily (nel Fernand Cortès di Spontini la primadonna veste i panni di un’Amazily). Oriunda messicana, ai tempi dell’imperatore Massimiliano, la figlia adottiva di una gentildonna, chiamata Amazilla, e protagonista con la madre adottiva di una tela pompier dell’epoca. A proposito di Amazil[l]a e di Pacini, il compositore catanese che porta questo cognome (e il nome Giovanni) è autore di un’opera in un atto (1826) dal titolo Amazilia, libretto di Giovanni Schmidt, non d’ambientazione esattamente messicana anche se la location è in “Florida, nell’America settentrionale”, confinante per un pezzo col Golfo che dal Messico prende il nome. 

Non considerata l’Anaide rossiniana (Mosè, vers. francese). Gustose certe notazioni personali, come a proposito di

ANGOLINA (F6) Rarissimo, disperso nel tempo (1922-1950) e sul territorio, risulta oggi fortunatamente fuori uso [corsivo mio]. Probabile etnico da collegarsi con lo stato africano dell’Angola. AR.

Apparentemente un altro errore, e anche piuttosto grosso, a proposito di un nome che tuttavia mi ha toccato corde profonde:

ARMIDORO (M56) Letterario, fu inventato dal Marino che così chiamò uno dei personaggi dell’Adone (1605) [SIC!!! Ammenoché, però, non si riferisca ad una delle redazioni intermedie; ma dubito assai], chiarendone il significato attraverso la glossa ‘detto il valente’. Lo rilanciarono poi Francesco Provenzale col melodramma Stellidaura (1674; libretto di Andrea Perrucci) e Nicolò Piccinni con l’opera buffa La Cecchina o la buona figliola (1760; libretto di Carlo Goldoni). Don Armidoro compare anche nella commedia La donna bizzarra di C. Goldoni. | Tipicamente abruzzese (36 occorrenze), risulta in uso saltuariamente fino al 1991. AR.

Errore o no, un nome schiettamente marinistico che finisce col caratterizzare l’onomastica abruzzese, con tutto il suo splendore melocavalleresco, è assolutamente toccante, trovo. Di conio del Marino è anche un profumatissimo nome di donna, Alinda, che però non trovo su esso dizionario, perché, evidentemente, non attestato.

Comunque sia, l’uso che dovevo farmene era prettamente ludico; era uno scherzetto in cui mi ero – si fa per dire – già anni fa cimentato. Ne vien fuori questo:

1. Abbondonza,
Sei proprio una stranza,
Mi consumi, e mai nulla ne avanza.
Abbondanza,
Sei proprio una stronza.
2. Abelonza,
Sei proprio una strarda
– Ve’ se ascolta! Nemmeno mi guarda.
Abelarda,
Sei proprio una stronza.
3. Abelonza,
Sei proprio una strinda,
Che a mie spese s’addobba, & s’agghinda.
Abelinda,
Sei proprio una stronza.
4. Achillonza,
Sei proprio una strea,
Che del darmi il tormento si bea;
Achillea,
Sei proprio una stronza.
5. Acidonza,
Sei proprio una stralia,
Ed è un fatto che sa tutta Italia.
Acidalia,
Sei proprio una stronza.
6. Adabonza,
Sei proprio una strella.
No, tesoro: non ho detto “stella”.
Adabella,
Sei proprio una stronza.
7. Adalbonza,
Sei proprio una strerta.
Se far schifo è una scienza, se’ esperta.
Adalberta,
Sei proprio una stronza.
8. Adalgonza,
Sei proprio una strisa,
Che le macchine riga, apre, sfrisa.
Adalgisa,
Sei proprio una stronza.
9. Adamonza,
Sei proprio una strella:
Quanto fuori, di dentro sei bella.
Adamella,
Sei proprio una stronza.
10. Adanonza,
Sei proprio una strella,
Svuota il frigo, lei, e arrivedella!
Adanella,
Sei proprio una stronza.
11. Adeonza,
Sei proprio una stralma,
Per cui mai ho un minuto di calma.
Adealma,
Sei proprio una stronza.
12. Adelonza,
Sei proprio una straide,
Con le mosse tue torbide, & laide.
Adelaide,
Sei proprio una stronza.
13. Adelonza,
Sei proprio una strasia,
Ti venisse un bel giorno l’afàsia!
Adelasia,
Sei proprio una stronza.
 
&c.
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