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18 Apr

E’ parecchio che non posto sul blog; questo dipende esclusivamente da motivi tecnici. Mi mancava, fino a poco fa, un buon computer, e avevo avversione ad usare i terminali della biblioteca perché fanno schifo, come la biblioteca in genere, comprese le due ultime assunte, che ovviamente hanno la faccia da ninfomani. Ultimamente ho provato a correggere un passo di un vecchio post, su cui ero capitato per caso, e ho scoperto che non sono fanno schifo, ma, cosa ancor peggiore, non permettono più di postare nulla. Si vede che per azionare il tastino “pubblica” ci vuole un programmìno che i catorcj della biblioteca di merda non prevedono.

La navigazione è poi, anche quando possibile, disturbata da una serie di problemi, dovuti a finestrine popup che chiedono se eseguire il debug, e possono comparire anche a quindici una appresso all’altra, ed a finestre di opera che si aprono automaticamente, come file scaricantisi per default.

Nulla di cui possa capire nulla, se non che i computer sono troppo obsoleti per occorrere ancòra a qualcosa. Tutte le soluzioni alternative mi sembrano troppo macchinose, e non penso proprio di riuscire a saltabeccare da una biblioteca all’altra per postare qualcosa sul blog – non ne vedo una gran necessità, francamente. Non è nemmeno la cosa peggiore che mi potesse capitare.

Anche se per qualche verso c’era anche da aspettarselo. Qualche ora fa, mentre prendevo un caffè alla macchinetta, c’era il ciccione [1] che conversava con una vecchia squinternata che da qualche tempo frequenta la biblioteca (sostenendo di essere qui dal ’58, peraltro, ma questa è un’altra questione – non so esattamente quale, ma è un’altra). Diceva significativamente, l’obeso, di essere contrario alla mess’a disposizione di terminali agli utenti da parte della biblioteca. Dice che internet ormai è diventata un’esigenza primaria anche per quelli che di internet non si fanno un cazzo (?). La signora diceva che in questi casi ci vuole dolcezza, fare opera di persuasione, bisogna far capire alla gente qual è il suo bene. Invece il trippone no, era per la cattiveria, diceva; io sì e tu no, capiva la vecchia? E ha anche fatto una citazione: Dirgli, bisogna, io sì e tu no, perché io sono io e tu non sei un cazzo. Come diceva Sordi in quel film, coso, com’è che si chiama? Quel film, mi ajuti. Coso.

Era il Marchese del Grillo, COGLIONE!!!! Lo vedi che la cattiveria fa partire neuroni?

Poi è tornato in postazione – s’è fatto un ufficetto con tanto di frigobar, dove passa il tempo a tagliarsi le unghie dei piedi, in compagnia di youtube e di un frigobar alimentato con ogni verosimiglianza con i soldi dei contribuenti; quando non sbatte cassetti e non schiaccia bottigliette di plastica, dorme. Mesi fa, quando ancòra la majonese che aveva in circolo gli permetteva d’illudersi di connettere, si addormentava su certi volumi di storia fascista. Adesso non ce la fa più nemmeno a far quello: si addormenta direttamente davanti a youtube, con gli auricolari nelle orecchie. E RUSSA.

Prende 1900 euri al mese.

[1] Si chiama Danilo Rossi.

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