755. 80.

18 Dic

80. Tutte immagini deprimenti e grandiose a cui Le piaceva pensare, forse non prive di qualche fondamento reale o verosimile ma di per sé meri riflessi della conseguita consapevolezza che al mondo nulla è certo e nulla si lascia conoscere con facilità; consapevolezza che tuttavia, come sempre avviene in questi casi, non schiudeva di per sé nessuna possibilità di avviarsi a qualche indagine coronabile da successo – e che aveva una sola, un’unica eccezione, che poi in quel momento era la sola cosa che Le premesse e Le stesse in cuore, vale a dire l’esatta corrispondenza di un corpo spirituel e uno spirito spirituel (in totale, tre quarti di esprit e uno solo di corps) nel Suo amico baracchinista Olu; che, al termine d’un vialetto, sullo sfondo di un ponticello giapponese e una siepe stecchita che levava le branche dalle terminazioni multiple e sottili come fili di ragnatela, ora Le si rendeva visibile, dietro lo scatolone di vetro trasparente infrangibile che conteneva tutta la sua mercanzia, mentre, intento, con aria totalmente assente, o contava il denaro nella cassa o sceglieva un nastro da mettere nel registratore o faceva qualsiasi altra cosa potesse impegnarlo in quel momento: e anche quei semplici gesti al riparo dagli occhî del pubblico, in effetti, Le parve confermare sostanzialmente quello a cui aveva pensato fino a quel momento: una scatola, chiusa al riguardante, era il baracchino di Olu, e in parte occulto era il suo contenuto, perché davanti erano disposti in bell’ordine hot dogs con würstel di majale e di tacchino, panini con presciutto e cheddar, tramezzini tonno panna e funghi, Coca cole, Pepsi cole, orangine, brasilene, acque toniche, barrette di sesamo e miele, schiacciata di albicocche, e duemila altre cose all’incirca – mentre dietro la mercanzia c’era una fila di Penguins consunti, classici soprattutto, il Dictionary of Poetry di Princeton, un manuale di analisi matematica da un anno ormai continuamente abbandonato e ripreso, due stradarî di New York, alcune boccettine dal contenuto non precisato, un piccolo mangianastri a pile con accanto diverse cassette (tra cui si segnalavano il Wohltemperierte Clavier, “Fandango & Other Sonatas of padre Solér”, e alcune novità – di allora – di musicisti che non conosco, gli “Slayer” e i “Judas Priest”, con due titoli recentissimi, South of Heaven e Ram it Down; & altro), il “NYTimes” del giorno, di solito, almeno Newsweek e lo Scientific American, cataloghi di mostre, crema per le mani, un elenco telefonico dell’anno prima, una moca italiana, un barattolo di caffè.

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