754. 79.

18 Dic

79. Una tesi non ha bisogno di starsene nascosta tra le tenebre in cui la coscienza non riesce a spingersi se non quando il pensiero, che è un anfibio tra le tenebre e la luce, vuole nascondere alla coscienza stessa che quello che si va concependo in mezzo a quelle ombre non è una possibile, eventuale forzatura della realtà dei fatti, ma semplicemente una constatazione, una presa d’atto; mentre è vero il contrario: poiché una tesi nasce sotto forma di tentazione a credere, anche quando l’evidenza potrebbe rivelarne tutta la fallacia, in una certa idea; dopodiché il pensiero, prima di lasciar emergere in piena luce la tesi, passa qualche tempo a consultare la memoria, teoricamente vagliando non selettivamente il materiale, di fatto andando a trascegliere tutto quanto può corroborare la tesi stessa, dunque, di fatto, escludendo a priori tutto quanto potrebbe invalidarla; a quel punto la tesi può uscire allo scoperto e mostrarsi nella piena luce, corteggiata da prove senza smentita: ecco, in questo caso la Sua tesi era che tutti gli uomini sono come scatole chiuse, come contenitori che servono, occultando, a fuorviare il riguardante circa il proprio contenuto, dando le viste di contenere una cosa per un’altra, o una cosa che è il contrario di quella che di fatto contengono, o di non contenere nulla quando contengono molto, o di contenere un po’ di tutto quando contengono una cosa sola; o di contenere qualcosa di incomparabilmente più ricco o incomparabilmente più povero di quello che in realtà c’è; dovunque si giri lo sguardo, Si dicev’Ella, insomma, ogni fisionomia, ogni volto, ogni apparenza mente; con lo scopo, evidentissimo, o di proteggere quello che secondo i cristiani è il nascosto talento, a chiunque voglia eventualmente distruggerlo, o saggiarlo, o servirsene o farne chissà che altro uso perverso o sconvolgente: così il reale delle anime si camuffa colla maschera dei volti, pensava, e così il mondo, che a detta dei pragmatici che odiano il chiuso confortevole e artificiale dello studiolo e fanno di tutti i libri e di tanti monumenti degl’ingegni solitarj un fascio d’inanità, è solo una galleria di simulacri, una recita che nasconde una morale talvolta di segno inverso rispetto al rappresentato, talora di segno solamente diverso, una giostra di cavallini e carrozzine che stanno fermi mentre si muovono e mentre si muovono stanno fermi, un’esposizione di statue di cera a cui inutilmente si chiederebbe una parola di risposta, un segno di vita; una stele di geroglifici che ad ogni riga, ad ogni parola richiedono una chiave interpretativa diversa, un’apparenza vana e perfida, uno stagno di acque morte brulicante di vivissimi batterî; una morte galvanizzata e con la maschera mortuaria sopra il teschio inespressivamente ghignante; & cetera.

Esprimi pure (prego) la Tua garbata opinione!

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: