751. 76.

18 Dic

76. Lei aveva faticato parecchio a trattenerSi dal fantasticare su un personaggio le cui doti concorrevano in pari misura al mistero che lo circondava ad attrarLa: e nel gioco analogico che aveva cominciato a fare tra Sé e Sé e che ormai aveva irretito tutti i suoi pensieri, concepì l’idea di Olu come quella, a sua volta, di un contenitore, ovvero uno di quei Sileni a cui Socrate era stato equiparato: solo che l’involucro di questo Sileno Le pareva bellissimo, e l’interno oscuro, forse nei due sensi, e perché non manifesto, e perché in qualche modo inquietante e sinistro: anche nel caso di Olu, si disse, l’interesse che provava era dovuto in primo luogo a quello che, riposto nascosto negato rimosso recondito, non vedeva e non sapeva: Olu dai gesti precisi e dal sorriso di lupo sarebbe stato solo bello da vedere, con il suo fisico affusolato, al sua fisionomia nervosa; ma l’attrazione prepotente che esercitava su Lei era dovuta al fatto che quel fisico, con quelle caratteristiche, fasciava racchiudeva escludeva allo sguardo cose sconosciute – e che potevano non essere belle: la segreta speranza di trovare conferma di un passato del tutto confacente alla sua figura gradevole, metafisica, slanciata, una sequela veloce di vicende intricate, avventure che ne esaltassero, tra le tortuosità di un percorso tutto accidentato, tutto sfide, tutto prove concrete, il suo vivacissimo umorismo, la sua puntutissima arguzia, il retrogusto soavemente acidulo dei suoi sfottò, La portavano talora a disperderSi in devanei versicolori, appunto, che tuttavia tentava di dissipare con la ragione: nel caso di Olu non avrebbe mancato di trovare malsano un esercizio paragonabile a quello fino a mo svolto circa la scatoletta nera di nonna Edgarda, e infatti non aveva la minima intenzione di passare dalle illazioni su un oggetto inanimato alle illazioni sul Suo sconosciutissimo miglior amico: la scatoletta, in primis, era un’ambasciatrice neutrale, una latrice insensibile, impassibile, una cosa morta il cui eventuale orribile segreto, una volta scoperto, l’avrebbe lasciata esattamente qual era; Olu, come uomo, poteva avere non solo una storia da occultare, ma anche da difendere, una massa di fatti, di azioni compiute, di intenzioni non mensurabile né gestibile che lo stesso contenitore poteva decidere se rendere manifesti o no – ma pareva assodato che no, almeno per il momento –, e, se sì, in che forma, integra o parziale, sincera o interessata, letterale o viziata: soprattutto, qualunque cosa nascondesse la scatola non avrebbe mai implicato una valutazione morale sulla scatola stessa, se non per transività capricciosa o vezzo animistico; nel caso di Olu, invece, valeva l’esatto contrario.

Annunci

Esprimi pure (prego) la Tua garbata opinione!

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: