748. 73.

18 Dic

73. Quando Ella, infatti, pensava ad Olu come ad un altro Sé stesso, non doveva essere, almeno in teoria, in senso fisico: di fatto, la complessione singolarissima del Suo amico, la sua fisionomia per sé così incredibilmente arguta ed eletta, in cui un’accozzaglia di sproporzioni sembrava voler dare luogo ad uno spettacolo in cui la bellezza, libera dalle pastoje di armonie sempre pedissequamente debitrici ad un modello, e pertanto tutte simili tra loro – i belli sono tutti intercambiabili –, volesse superare sé stessa disfacendosi della sua ovvietà conformista, innanzitutto, non era nulla che Le appartenesse, né prometteva di appartenerLe nemmeno nel giro di qualche anno: Lei era bello in primo luogo della beltà che si dice dell’asino, come può essere un ragazzo (bello, non necessariamente asino), e sarebbe diventato bello come uomo perché così doveva essere, ma non aveva, non ha, alcun carattere spiccato, o così spiccato da costringere, come nel caso del Suo amico, ad ammettere che fa caso a Sé: e tuttavia, a dispetto dell’evidenza, dal momento che al Suo riferirsi ad Olu come ad un altro Sé tra qualche anno non era estranea nemmeno qualche considerazione di ordine men che spirituale o elettiva, alla lunga aveva finito col confondere un po’ l’idea dei Suoi proprî tratti con quelli dell’amico, e, benché il renderSi spiattellatamente conto delle strane tortuosità di percorso seguìte in ciò dal Suo pensiero L’avrebbe lasciata del tutto stupefatta, nel pensare a Sé tra qualche anno Si trovava di fatto a pensare a un Sé non dissimile da una mescolanza di Sé e di Olu, vedendo un uomo color cioccolatte, dai tratti delicati salvo gli occhî e la bocca in teoria troppo grandi: perché così, anche se non Le era chiaro, sarebbe voluto essere, tanto tra qualche anno come ora, sùbito, adesso; se solo, ahiLei, fosse stato possibile, e non era, e se solo Le fosse stato possibile avere diciannove anni, una cultura ancóra più stravagante irregolare eclettica composita di quella di cui disponeva, un passato in gran parte misterioso ma assai ricco di eventi, anche dolorosi, le radici in quell’altra parte del mondo, un’estrazione molto meridionale, subtropicale, assolata, un baracchino di barrette di sesamo, Coca cola, dolciumi di cocco, würstel – tanto un mestiere sostanzialmente disgraziato Le appariva affascinante, dato che affascinante era per Lei l’uomo che lo esercitava –, nessuna apparente ambizione, un sorriso lento ed enorme, abbagliante come un lampo tra nubi tempestose, uno sguardo come il fondo dell’inferno in un mare di latte, una voce di velluto bruno, mani di seta nera, e un’infinità di piccole attività collaterali a cui dedicarSi, un ordine sparso d’impegni, chiusure anticipate, tornosùbito, corse trafelate su un furgone scassato in direzioni mai troppo precise, interminabili riparazioni di motorette in un cortile squallido e fuori mano, e, spesso, un pajo di occhiaje profonde ad oscurare e a rendere, se possibile, ancóra più spirituel uno sguardo che era già l’esprit fatto sguardo: era, egli, un altro Lei, sì; ma Lei era infelice perché non era un altro Lui – non ancóra.

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