747. 72.

18 Dic

72. Ciò non spiegava affatto se Olu avesse orecchie così nobilmente piccole allo scopo di raccogliere solamente le più elette armonie, tralasciando i suoni molesti, rimbombanti & grossolani; ma certamente aveva il potere di sollevarLe un gran peso dal cuore, e di consentirLe di passare a considerare altre parti del corpo di Olu, come per esempio le mani, le quali a loro volta contrastavano con la complessione generale per la loro graziosa enormità; graziosa, perché avevano le dita leggermente noderose, e affusolatissime, tanto da far pensare ai figuranti delle mani maschili, i granchi, sennonché non rosei o bianchi, ma bronzei, del più scuro pigmento che si riscontri su epidermide umana, non eburnei ma d’ebano, con ogni dito terminante in una spatoletta appuntita, di forma esattamente triangolare, come l’una terminazione della ganascia d’una pinza, e in apparenza altrettanto forte; ecco, anche le sue mani, del colore della notte, sul dorso, e lunghe, e larghe di ventaglio come le mani d’un’ombra della sera, incantevolmente rapide nell’afferrare pacchetti di bruscolini e perette di salse industriali, e nell’approntare panini, e nell’afferrare delicatamente cartamoneta o moneta, nel pescare dalla cassa per dare i resti, nel tracciare ideogrammi nell’aria, nello schematizzare un concetto, nel vergare righe di parole anch’esse affusolate e sottili agli estremi, come robuste di corpo, anche quelle mani, dicevo, erano della famiglia dei suoi occhî e della sua bocca, perché erano fatte per ricevere tutta una quantità di oggetti, e per restituire altrettanto, in cambio o semplicemente di conseguenza; e forse non è nemmeno di mestieri il dire che corrispondevano a quelle superiori anche le estremità inferiori, i piedi che macinavano con regolarità di passo chilometri di strade, e di parco, talvolta fuorviando, anche – s’è visto – con rischio di tutto quello che sopra essi si reggeva, e per i quali non potevano convenire tragitti men che eccezionalmente lunghi: come lunghi erano essi, 10 e ½ nella misura americana, 49 per la nostra europea, una base del tutto più che sufficiente, se non eccessivamente estesa e quasi sproporzionata, per uno sviluppo verticale di un metro e ottantacinque centimetri, sennonché, come mostravano nelle calure staterecce sandali e ciabatte, erano talmente sottili, allungati e gentili da non parere troppo grandi, e trovavano comunque con tutte le altre teoriche sproporzioni una finale armonia, conferendo slancio, grazia e un’eleganza tutta spirituelle alla sua complessione di lemure.

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