741. 66.

18 Dic

66. Quella mattina del 20 dicembre Ella, pur essendo entrato nel parco con l’idea di lasciarSi andare ad una corsa libera, vale a dire proprio una di quelle corse da cui venivano sempre fuori figurazioni inaspettate – poteva farlo grazie all’espediente di pensare, nel frattempo, a tutt’altro, o di ripassare la lezione per l’interrogazione del giorno dopo; quando si fermava Le appariva in immagine istantanea l’esatto tracciato, e a quel punto decideva se continuare, o se, nel caso di soggetti triviali, abbandonarlo -, dal momento che, nel corso del tempo, da quando quegli esperimenti di disegno e scrittura automatici si erano rivelati così significatìvi, aveva cominciato ad attribuirvi una valenza ambigua, tra la rivelazione del Sé profondo e il medianico-profetico, e in quel caso, avendo che fare con un mistero bello e buono, Le sarebbe stato prezioso avere un ‘indicazione, un segno, un suggerimento dondunque venuto che Le mostrasse una via qualunque – altri si sarebbe servito, se superstizioso o fin troppo razionalista, dei tarocchi, dei dadi, dello YiJing; Lei aveva quel mezzo Suo proprio ed esclusivo: ma è anche uno dei timidi accenni di apertura al sovrannaturale in questi primi vagiti della Sua vocazione; ho perciò caro farvi debito riferimento -, ma, a causa della tensione, molto probabilmente, che Le causava quell’arcano irrisolto, il non essere riuscito ancóra a cavare il ragno dal buco, il non poterlo fare prima dell’arrivo della nonna (con la quale non era in confidenza, motivo per cui avrebbe dovuto fare ricorso a tutta l’astuzia e a tutta la diplomazia di cui era capace), e soprattutto l’idea ricorrente di quel vecchio pirla semisepolto tra le coltri del suo fottuto letto a baldacchino, decise di non fare assolutamente nulla del genere: per oggi l’album di Central Park sarebbe rimasto chiuso, e Lei non avrebbe disegnato alcunché, né scritto epigrammi e citazioni: se la situazione era eccezionale, ogni tentativo di soluzione doveva essere adeguato: dunque si desse il bando ai mezzi tradizionali, e si trovasse un modo, uno qualunque, purché diverso dal solito, di cercare; pensando e ripensando, mentre saltellava nei pressi dell’accesso dall’LXXXVI senza poter ancóra decidere nulla, in una specie di corsa da fermo che impediva al freddo d’intirizzirLa ma non La portava, in tutti i sensi, da nessuna parte, ebbe per un attimo la tentazione di uscire addirittura dal parco e andare a fare un po’ di jogging nel West End, per quanto l’idea Le sorridesse poco, ma l’accantonò quasi sùbito; e infilato un viale, si diresse senz’altro verso uno dei Suoi punti preferiti, un ponticello giapponese presso cui il Suo amico Olu, oriundo nigeriano, teneva un baracchino di bruscolini e hot dogs.

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