732. 57.

18 Dic

57. Ma, a parte il piacere di ammirare il nostro bamboccione americano in mise diportiva, proprio non si scorgeva in quelle immagini nessun impiego men che edonistico: una conferma alle mie convinzioni, insomma, ma che mi colse – non so come dire – in parte impreparato, o che mi sorprese; ingenerando in me una sensazione inaspettata, mi mise definitivamente di fronte alla consapevolezza che non era questione di contenuto delle immagini, quanto delle immagini per se, del fatto che la mia generale sufficienza nel considerare il materiale visivo in mio possesso non era affatto dettata – o sì, poteva anche essere, ma non era questo il punto vero e proprio – da una mia maggior dimestichezza, per abitudine formazione indole, con lo scritto o con le parole in genere, ma da un limite delle immagini, di tutte quante le immagini prodotte producibili riproducibili in sé: in un mondo in cui una delle principalissime manifestazioni dell’assoluto Male è il divorzio, tragico, irrimediabile, tra intenzione e atto, le immagini, ovvero ciò che si vede, mai e poi mai potranno superare – e dico questo in proposito di qualsiasi immagine, di tutte le immagini – il loro limite e la loro ambiguità fondamentale, quella che rende quasi ogni processo, a suo modo, essendo fondato su un’evidenza fattuale che nella quasi totalità dei asi è fondata a sua volta su una verifica de visu del fatto o dei fatti, un’ingiustizia forse no, ma certamente una forzatura – credo sempre, in fondo, eccedente il tollerabile – del reale; e, a parte il fatto che a noi non interessava affatto istruire processi nei Suoi confronti, né stabilire Sue responsabilità – tolta la ricerca e l’attribuzione delle responsabilità, qualunque dato visivo sbiadisce, come documento, toltone chiaramente il caso di uno spettacolo, che non deve e non può dimostrare altro che la bontà di una regìa, le capacità di attori e cantanti, e danzatori la bellezza dei costumi e delle scene e quant’altro –, quanto ci è reso visibile della sua vita, oltre ad essere di per sé una parte infinitesimale della sua vita dal punto di vista meramente ottico, e nemmeno la più presuntamente significativa, essendo dovuta al suo trovarsi a passare per un luogo piuttosto che per un altro, per I motivi più banali, non ha avuto il potere di comunicarci nulla di essenziale sul Suo conto, perché mai avrebbe potuto: una volta stabilito, sulla base almeno delle immagini in nostro possesso, che in tre casi di rapina a mano armata che La videro coinvolto Ella non fu mai attore, tutto quello per noi diviene materiale muto, inerte, di scarto.

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