729. 54.

18 Dic

(54). Chi Le scrive, Le scrive, forse non per nulla, dalla città in cui secondo i dettàmi della scienza, o dell’ignoranza, d’allora perse il ben dell’intelletto colui che abbracciò il cavallo: atto tutt’altro che privato, perché l’affettuoso amplesso non ebbe naturalmente teatro la sala necessaria ma la pubblica via, dove in molti videro compiere quest’atto innocente, e in molti, purtroppo, lo deprecarono o male intesero; ma non ci si dimentichi che una delle prove più decisive del manifestarsi della follia fu raccolta dal suo medico spiando dal buco della serratura del bagno: laddove Nietzsche, in quel momento nudo, ballava seguendo il ritmo di una musica da lui solo intesa, senza sapere di star dando spettacolo: con l’abbondanza di telecamere che oggi ci fa ricchi una cosa del genere non sarebbe mai potuta capitargli, perché sarebbe dimostrabile, con poco sforzo, tutta una quantità di casi del tutto affini: la telecamera democratizza a tal punto una condizione un tempo ritenuta appannaggio di pochi privilegiati, anche per la scomodità che comportava un tempo lo spionaggio di celebrità in atti indecorosi — pensi Lei se tutti gli psicoterapeuti del mondo dovessero prendersi la briga di controllare quello che fanno i loro pazienti al cesso, spiando dal buco della serratura! –, che in primis, oggi come oggi, non ci appare più così lesiva della nostra intimità, anche perché il materiale trato da tutto questo filmare è talmente soverchiante da essere quasi inutilizzabile, se non per gli scopi mirati della polizia; ragion per cui, al termine di un lungo periodo di suicidj per vergogna e di autoinduzioni alla prostituzione in séguito alla diffusione di materiali compromettenti specialmente in Rete, fatto il callo all’idea che certe cose possono succedere, probabilmente senza nemmeno rendercene troppo conto, come avviene per tutti i cambiamenti, in fondo, davvero epocali, tutta una serie di strategie preventive, che ci fanno esercitare un’assoluta economia di gesti, sincopizzando sui movimenti fino all’anodinità, anche mentre sciogliamo i visceri sulla coppa, senza confabulare con noi stessi, e nemmeno canticchiando, per tema di passare per schizofrenici qualora non si riuscisse a distinguere parlato da cantato per qualche motivo tecnico; ed è un gran peccato, secondo me, poiché questo dà un contributo di rilevanza pressoché incalcolabile alla nostra progressiva spersonalizzazione, o alienazione, da una parte, costringendoci sempre a tener presente che qualcuno può star guardando — ammenoché non si ricorra regolarmente al cesso di casa propria, cosa che a me, per esempio, non è sempre possibile, perché spesso sono in giro e devo far riferimento al Roma, o al Bar Blu, locali che lei non conosce, non sono lontani dallo studio, ma non posso rientrare tutte le volte appositamente, ho le gambe affaticate e non posso permettermi, per motivi d’età, indugj fatali al mio decoro — è più forte di me, non mi fido più di fare la ginnastica facciale allo specchio, e mi manca molto.

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