726. 51.

18 Dic

(51). La mia missiva non ha nessun valore di biografia, nello stretto significato del termine: essa non vuol dare, di Lei, una sorta di ritratto, né in piedi, né seduto, né en silhouette, né in altro modo proprio al genere, se non in quanto torni utile a definire il nostro livello di conoscenza per quanto riguarda la Sua persona; di là da questo, una Sua biografia sarebbe stata per me impossibile da scrivere, col tipo di materiale di cui dispongo, almeno quando avessi voluto fare un lavoro rigoroso; inoltre Le sarebbe stato perfettamente inutile, perché suppongo Lei sia perfettamente a giorno degli eventi della Sua propria vita, anche se il retroscena Le è totalmente ignoto. scopo del mio lavoro non è riportare annaloisticamente la successione dei fatti suoi, infatti (anche se dalla somma delle mie annotazioni potrà sicuramente ricavare anche un’idea “storica” di Sé, ma appunto, di là dall’esercizio di reminiscenza, Lei è l’ultimo ad averne bisogno), un ricostruire, molto più specificatamente, l’insorgere di una vocazione; il suo confuso manifestarsi; il definirsi via via; inoltre, enucleare quei molti punti oscuri, e riguardo alla Sua vocazione, e riguardo al Suo destino, che è giunta ormai l’ora d’illuminare pienamente: tutte cose che avrei potuto naturalmente, volendo — chi me lo impediva? –, corredare di belle foto, ma le immagini avrebbero potuto solo illustrare a Lei che è stato un bel bambino, e poi un bel ragazzo, e poi quel bell’uomo che abbiamo detto, con un po’ di barba e gli occhj profondi, e anche un po’ pesti — scusi la petulanza, ma non resisto: faccia di tutto, ragazzo mio, per riguardarSi –, ma a parte il fatto che, almeno limitatamente al presente, allo scopo Le basta lo specchio, a chi Le scrive l’aspetto fisico Suo, come quello delle persone che frequentato in vita Sua, come anche il visibile dei luoghi che ha frequentato e delle case in cui ha abitato e degli spazj che ha attraversato appajono totalmente secondarj rispetto all’assunto; e anche quanto di descrittivo si rinverrà in queste pagine, o vi è entrato per necessità assoluta di cose, o deriva da quello che Ella stesso ha scritto o descritto, e serve a rievocare la Sua percezione delle cose nelle varie fattispecie. la mia, essendo una disamina ostinatamente intenzionale della Sua vita, riguardando, negl’intenti, i Suoi stessi intenti, e l’esplicarsi, non ancòra compiuto e di soccorso esterno necessitoso, della gran Questione della Sua vita, dalle immagini e dalla loro analisi poteva solamente derivare dispersione, e una diffusione decupla rispetto quella, già insostenibile, onde minaccia rimaner gravata: col che, naturalmente, s’intende che nessuna ricerca di illusione di realtà o di realismo isterico ispirerà queste stesse pagine, rendendone — me ne rendo conto; e infatti ho detto dispiacermene — la lettura affaticata da passi ora troppo ragionatìvi, ora troppo dialogati, ora troppo in particolare interpretati.

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