725. 50.

18 Dic

(50). Immediatamente chiuso il rubinetto delle lagrimosità a cui la precedente clausola avrebbe voluto dare la stura, mi permetto di continuare ad importunarLa sempre su quest’argomento, perché rimane una questione da eviscerare pienamente, e che nonostante la mia prolissità ancòra non è stata lumeggiata a dovere: vale a dire quella della qualità — come medium, per intenderci — della documentazione in mio possesso, e, dunque, di conseguenza, sul taglio della narrazione; e Le dico, o ricordo — dato che più sù ho fornito qualche parziale indicazione in merito –, che la totalità dell’informazione di cui faccio tesoro in queste pagine consiste in materiale scritto: avendo Lei lasciato traccia di Sé specialmente per iscritto, in rade e in fondo secondarie occasioni ricorrendo all’audiovisivo, o al figurato, per esprimere o per comunicare, questo è in fondo ovvio; ma il fatto che, almeno per quanto posso, credo piuttosto lecitamente, inferire io, il materiale scritto che in qualche modo parla di Lei sia la schiacciante maggioranza del materiale disponibile sul Suo conto non implica affatto che non ci sia stato dell’altro: oltre al materiale da Lei filmato, e che La coinvolge, esiste in effetti, soprattutto dal ’95, mettiamo, in poi una quantità piuttosto nutrita che scarsa di videoregistrazioni, quelle di servizio nei luoghi pubblici e nei pubblici esercizj, che La riguardano; esistono alcuni filmati girati da Suo padre, a Lei come a tutto il resto della famiglia, del tipo dei video di Sua nonna Edgarda sopra descritti, e sussiste moltissimo materiale fotografico, quello dovuto alla sollecitudine di Suo padre ad immortalare ogni occasione di primaria, secondaria & infima importanza con i suoi tre apparecchj digitali, un cumulo di svariate migliaja d’istantanee che rendono esatto e folto conto della Sua crescita e dei Suoi più bei (?) momenti  dagli 0 ai 19 anni d’età; dopodiché il materiale fotografico si fa meno corposo, o semplicemente più sparso e disperso, eccettuati alcuni periodi, come per l’anno 1999, in cui Norman Smullyan  L’ebbe come soggetto quasi esclusivo per una serie praticamente interminabile di pose; taccio del rimanente materiale visivo, che in totale non è poco; e passo a precisare, a riguardo del materiale visivo tutto, che nulla di esso, mai, è stato da me richiesto (salvo quei fortunosi frammenti dai suoi ultimissimi ed isolati esperimenti teatrali, che chiaramente m’interessavano e m’interessano non perché ritenga sia loro attribuibile un valore documentario), pochissimo è pervenuto in mano mia e nulla mai è stato impiegato da me a scopo conoscitivo: questo per tutta una serie di ragioni che poi si riconducono sostanzialmente ad una, che è il motivo di questa mia.

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