717. 42.

18 Dic

(42). Chissà perché Se lo raffigurava come un vecchietto grinzoso, tremuto, con la papalina in testa, semiaffondato tra le coltri e i piumoni di un letto a baldacchino, mentre con gli occhj a palla, spauriti in un musetto da mustelide secolare, seguiva spasmodicamente la cerimonia della consegna su un decrepito Telefunken a quindici canali per ottanta pollici, in bianco e nero; come la mano robusta, cosparsa sul dorso di peluria rossa che sullo schermo appariva, era giocoforza, grigio chiara, depositava la cassetta tra le mani fragili, sottilissime e appuntite, diafane, della nonna, il povero vecchino deficiente balzava, o quasi, a sedere sul suo iperbolico letto a baldacchino, ed eccitandosi tutto, anfanando e sbavando, batteva pateticamente le manine simili alle granfe di una pojana centenaria, mentre gli occhioni ossessi si facevano lucidi come lampioni in una notte d’inverno; dopodiché afferrava un telecomando dalle dimensioni di una scatola di scarpe, e armeggiando, abbastanza penosamente (che fosse un povero vecchio mentecatto era ormai abbondantemente assodato, e poi era visibile, anzi vistoso), coi labbruzzi semischiusi e le palpebre strizzate si dava a pestare sui tasti finché lo schermo si oscurava e un suono di turbina segnalava il riavvolgimento del nastro: dopo pochissimi secondi un tonfo secco, annunciando il completo riavvolgimento, faceva oscillare un vaso pieno di mortelle posto sopra il televisore, dopodiché il vecchio scemo, intento, farfugliando come una beghina alla messa, pigiava l’avvio, e la breve scena ripartiva da capo, dipanandosi davanti agli occhj infinitamente preoccupati del disturbato nonnino, che, probabilmente dimentico del fatto che quelle immagini ormai potevano solo deteriorarsi, non cambiare, seguiva ogni movimento, ogni momento, con la stessa ansiosa partecipazione della primissima volta, tornando a battere le scheletriche manine, lagrimando di gioja e sbavando dalla contentezza, quando si vedeva Edgarda Cheevey prendere la cassetta nera; e così via, per un bel po’ di volte, finché o le immagini sbiadivano, o il nastro si grippava, o il videoregistratore faceva cortocircuito, o si fulminava il tubo catodico, o sopravveniva un black out, o tagliavano la luce per morosità, o il vaso delle mortelle esplodeva tirando giù l’intera ala della casa, o il vecchietto moriva nell’incendio fortuito del suo fottuto letto a baldacchino: un minus habens, quel vecchio, un povero rincoglionito, che allietava in quel modo pietoso alcuni dei disperati istanti che gli restavano prima di esalare l’ultimo respiro.

Annunci

Esprimi pure (prego) la Tua garbata opinione!

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: