705. 30.

18 Dic

(30). Né l’assenza di una qualsiasi spiega introduttiva, né il silenzio di Josiah van Barnavelt adesso che sullo schermo — uno di quegli schermi di plastica che si srotolano — scorrevano solo fotogrammi fatti di luce macchiata di nero –, interrotto da un assorto «That’s all folks», sottovoce, facevano per la verità supporre che Suo padre avrebbe risposto men che evasivamente, men che meno si può dire invitassero a fare domande, ma in fondo chiedendo non faceva nulla di male, e infatti lo chiese, che cosa fosse quella scatoletta nera in mano alla nonna; ma la risposta (che si trattava di una cosa appartenente alla nonna, che in quell’occasione le era stata
restituita) non fu soddisfacente, perché non diceva nulla che spiegasse la singolarità, se non la stranezza, della scena in sé e per sé: passata una breve sequenza di schermo nero, la nonna appariva d’improvviso, il bel volto di ex-danzatrice che spiccava bianco, e sormontato dalla bianca crocchia voluminosa dei capelli, sopra il velluto nero del vestito severo, e contro la parete dello studio di papà, una parete interamente tappezzata di libri, disposti in modo, diverso rispetto al momento attuale, e sicuramente non tutti gli stessi (cadendo via via in obsolescenza) che adesso facevano mostra di sé sulla parete della casa che entro la fine dell’inverno corrente avreste lasciato: Le parve che la stanza, che di norma era nel caos, e che non era una delle stanze che i Suoi avrebbero mai pensato di far visitare un ospite, fosse pure un intimo, fosse stata messa in ordine (e in fondo Le pareva di poter ricordare una cosa del genere) in via del tutto eccezionale, non perché il filmato comprendesse altre immagini della stanza — di fatto la telecamera era stata fissata su un treppiede, e guardava solo la nonna davanti alla libreria, e nient’altro salvo appunto papà quando entrava nell’inquadratura, prima colla mano, poi col braccio, indi colla faccia, per porgere alla nonna quel nero oggetto non identificato –, ma perché il dorso del Merck’s Index, che di regola non lasciava mai la scrivania, s’intravedeva in alto, a destra, poco sopra la testa della nonna, e la parete di dorsi multicolori si mostrava compattamente senza buchi, quando, che Lei ricordasse, quella stessa parete era di norma crivellata da assenze, e decine di volumi di svariatissimo formato erano stabilmente fuori posto, sparsi per la stanza, spesso aperti ovvero con biette, blocchi d’appunti, riviste e volumi più sottili posti tra le pagine a far da segnalibro.

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