704. 29.

18 Dic

(29). Le immagini, come le precedenti non accompagnate da audio, erano, ho detto, incomparabilmente più ferme e meglio definite di quelle degli altri due, ma appunto la cassetta che la nonna prendeva tra le mani, nero su nero, eccettuato il bianco delle nervose dita, leggermente deformate, della nonna, non si vedeva affatto bene; e a Lei, che era rimasto un po’ tediato — benché non lo desse a vedere, ci sarebbe mancato — dalle immagini finora viste scorrere, che salvo i soggetti, non si differenziavano minimamente da qualunque altro filmato casereccio mai girato a quello scopo di souvenir e di tortura domestica, sarebbe piaciuto vedere meglio proprio quell’oggetto, quel portagioje, o scrigno, o scatolino, o qualunque fossesi altro tipo di contenitore, in primo luogo perché, ed era una cosa assai curiosa, era coprotagonista accanto alla nonna di queste immagini, una videoregistrazione di non più di un minuto; in secondo luogo, perché la scatoletta, che poi pareva uno di quegli astuccj cinesi chiuso uno dentro l’altro dal più grande al più piccolo, non nella forma forse quanto nel materiale, quasi patentemente legno laccato, nero e lucido, recava sul coperchio, che forse aveva una chiusura a scatto (Le pareva che nel passaggio alle mani di Josiah van Barnavelt a quelle di Edgarda Cheevey [lento quel tanto che bastava a far capire che gli attori erano consapevoli di dover muoversi in favor di telecamera, con Josiah van Barnavelt che nel lasciare lo scrigno alle mani della suocera si voltava verso l’obiettivo e sorrideva, ma anche quell’espressione aveva qualcosa di strano, di tirato, se non di falso] si fosse intravista una cerniera, sul lato), alcunché di figurato, vuoi un’immagine dipinta, vuoi uno stemma, o un simbolo, o una greca o motivo ornamentale: non si capiva, non si scorgeva altro se non una macchia di colore, nelle immagini in movimento nella penombra dell’autorimessa, dove papà aveva attenuato la luce esterna abbassando quasi interamente la serranda a ghigliottina, sicché adesso l’Encyclopaedia Harmonica era confusa in un biancore indistinto e l’in via di preparazione ultima casetta per l’albero era una macchia scura non identificabile in un angolo, ma a differenza degli oggetti circostanti non c’era modo di illuminarla meglio, quell’immagine, e di vederla più nel particolare — non sarebbe mai stato tanto rozzo da dichiarare che la nonna Le interessava molto meno della cassetta che la stessa reggeva tra le mani in quei pochi fotogrammi, nemmeno a Sé stesso (anche se avrebbe potuto giustificarSi, attenuando la brutalità dell’affermazione col dire che tra breve la nonna sarebbe stata lì, in carne & ossa), ma la nonna non destava in Lei alcuna curiosità, ovviamente, mentre mentre la misteriosa cassettina sì; e, in generale, il fatto che Suo padre avesse voluto dedicare un filmato, per quanto breve, a quell’informale e insieme, a modo suo, solenne cerimonia della consegna.

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