703. 28.

18 Dic

(28). Lei aveva visto forse quattro volte e l’una e l’altra, in tutta la sua vita, finora; dalle ultime volte che le aveva viste, non se le sarebbe pi ricordate tanto bene se non ci fossero stati alcuni filmati girati da Josiah van Barnavelt in quelle precedenti occasioni, a rinfrescarLe la memoria: papà, appunto, aveva voluto projettarli due giorni prima dell’arrivo della nonna, e forse della zia (posto che riuscisse, perché al momento era impiccata, era reduce dall’Estremo oriente e aveva gli uomini in casa, dovevano finire di rifare un impiantito e un parquet a lisca di pesce, avevano fatto un lavoro, riferisco, di stramerda ed erano indietro da maledetto), proprio per prepararLa al nuovo incontro, in specie con la nonna – la nonna non era solo in genere più disponibile, e quindi anche a farsi filmare, ma era anche considerata più importante della zia, che era strana e rompiscatole, motivo per cui i tre filmati che papà Le projettò avevano la sola nonna come protagonista; il primo, il più vecchio, girato nel 1975, mostrava l’immagine sfarfallante e mossa di Edgarda Cheevey, ancòra bella donna (e molto visibilmente più giovane, come avrebbe constatato vedendola), mentre La teneva delicatamente in braccio, nell’appartamento newyorkese in cui la Sua famiglia aveva abitato in precedenza, una sequenza piuttosto nojosa, lunga una decina di minuti, alla quale un Suo imprevisto caccone conferiva una modesta capacità di divertimento, con tutte le smorfie che faceva la signora Cheevey che non sapeva se continuare a tenerLa in braccio, appoggiarLa da qualche parte o mollarLa direttamente a pavimento; il secondo filmato si rifaceva ad un’epoca in cui Lei aveva già qualche ricordo, una vacanza alla casetta di Malibu, un posto che Ella già allora non poteva soffrire per una serie di confusi motivi, vacanza durante la quale la nonna, già sfidando qualche acciacco (si era al 1978) e fors’anche un po’ sofferente, aveva affrontato un lungo viaggio in aereo per venire a scaldarsi al sole della California – il viaggio l’aveva però talmente affaticata che qualunque vantaggio si ripromettesse era già sostanzialmente compromesso in partenza, ma fu olimpicamente serena, bianca e affabile, il più delle volte seduta sulla sedia di vimini della veranda a causa delle gambe gonfie, per tutto il tempo: la gran parte delle immagini la mostrava infatti, col suo sorriso dolce e gentile, appunto su quella sedia, altrimenti mentre camminava lentamente sulla spiaggia, riparata da un gigantesco cappello di lino bianco e col supporto di una canna dal manico argentato, sennò a tavola, mentre conversava coi parenti, sempre sorridente, e sotto sotto sottilmente infelice; il terzo spezzone filmato, dalla definizione incomparabilmente migliore dei due precedenti, risaliva al 1980, quando Lei aveva sei anni, e mostrava la nonna, diafana ed elegantissima, avvolta nel velluto nero, nella casa che la Sua famiglia attualmente occupava, mentre riceveva dalle mani di Josiah van Barnavelt una cassettina il cui colore nero facilmente si confondeva con quello del vestito della nonna nel momento in cui quest’ultima, afferratala delicatamente, la traeva a sé e quasi, sì, pareva stringerla al seno, come una cosa gelosa.

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