702. 27.

18 Dic

(27). Nell’inverno del 1988 a casa Sua furono ospiti due anziane parenti, la nonna, Edgarda Cheevey, madre di Sua madre Norma, e la di lei sorella, la prozia Alinda: due parenti che Lei, per varj motivi soprattutto inerenti alle difficoltà di spostamento della prima – malata alle gambe da ormai molti anni – e ai continui viaggj a cui la seconda, più in gamba di salute anche se non più giovane, non aveva tuttora la minima intenzione di rinunciare; notazioni, queste, insufficienti a lumeggiare, certo, le personalità dell’una e dell’altra come si converrebbe, ma bastanti a rilevarne le reciproche differenze di carattere: nonna Edgarda pareva infatti il ritratto in vecchio di mamma van Barnavelt, era una signora – cioè – alta, ossuta, dal carattere dolce solo occasionalmente soggetto a qualche tratto imperioso, la zia Alinda invece era piuttosto bassa che alta di statura, aveva tratti somatici singolarmente marcati e aguzzi per essere della famiglia, ed era detentrice irredenta di un carattere discretamente pestilenziale: ironica, sarcastica, a tratti sferzante, piena di curiosità e di molte letture, non aveva mai trovato un uomo all’altezza, e dopo una serie di convivenze sciagurate s’era ritrovata sola, senza figlj, e più felice d’esser sola e senza figlj che sposata per la vita a uno stronzo (definizione che, a rigor di termini, non si attagliava a nessuno dei suoi ex-compagni, ma Lei ricorderà quale speciale connotazione desse zia Alinda a questa parola), e con figlj magari somiglianti a lui; l’una, insomma, donna anticonformista, intelligente e capace ma in genere, anche esulando dai rapporti con l’altro sesso, poco propensa ai rapporti umani approfonditi, piuttosto schiva, solitaria e distante anche coi parenti; l’altra una brava madre di famiglia, ex-brava moglie (il marito, gen. Cheevey, dell’Esercito americano, nell’ ’88 era morto da vent’anni, e Lei non aveva fatto in tempo a conoscerlo), una brava (ex-, anche, volendo, ora che Norma e Philip erano più che cresciuti), una brava parente, una brava vicina di casa, un a brava parrocchiana, a suo tempo una brava figlia e una brava fidanzata; una brava cittadina, una brava persone, verosimilmente una brava nonna, sol che avesse modo di dimostrarlo (inviava sempre dolci e regali, per natale e le altre feste occasioni di scambj di dolci e regali; la zia Alinda invece [testualmente] non mandava mai un cazzo), ma, tirando le fila, di quelle persone, perlopiù donne, che di per sé non sono sostanzialmente niente, e non sussistono e non consistono (eccetto che nei meri termini della legge d’incompenetrabilità dei solidi) se non in funzione di qualcun altro, e di qualcos’altro.

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