699. 24.

18 Dic

(24). C’erano, & è vero, delle stravaganze; ma Ella le teneva per sé, in primis, senza nasconderle e senza farne pompa, ma, come concetti e nozioni che non hanno luogo nella normale conversazione, senza forzare la mano affinché trasparissero in alcun modo; alla fine dei conti nessuno era in grado di valutare la natura, la vastità e la profondità dei Suoi interessi, essendo che nessuno nel Suo ambiente ne coltivava di simili: ciò da una parte Le consentiva di progseguire indisturbato nei Suoi studj a latere di quelli regolari e di dovere, ma avrebbe potuto destare, e forse in qualche caso destò, perplessità il fatto che, benché Le mancassero completamente scambj con chiunque in merito, il Suo interesse per queste complesse e torbide materie non diminuisse, stando almeno al continuo accumularsi di volumi dalle intitolazioni peregrine, delle dispense polverose e degli ammennicoli dall’incerto impiego, beute, sestanti, boccette dal contenuto imprecisabile anche per le assai più pratiche competenze di Josiah van Barnavelt, tavole con sopravi disegni simili a pentacoli, strumenti identificabili come misuratori (ma chi avrebbe potuto dire di che cosa, tra Suo padre e Sua madre?), panoplia di discipline remote dagli scaffali più frequentati della biblioteca delle scienze, di per sé suggestiva e un po’ inquietante, ma priva almeno di quei pezzi da collezione che, magari unitamente all’adesione a qualche moda vagamente necrofila, avrebbero saputo identificare le Sue passioni come romantiche cialtronerie, se non come accessi morbosi e perversi: quando, naturalmente, tra i componenti al paragone tutto sommato anodini, e fino a prova contraria del tutto scientifici, del Suo composito strumentario avessero fatto capolino ghigliottine in miniatura, mani-di-gloria, zampe di scimmia, scheletri, portapenne in forma di sarcofago, paralumi in forma di teschio, olisbi chiodati, videocassette con snuff-movies, armi da taglio, pornografia s/m, cylum, polveri aromatiche e dagli effetti riprovevoli, fruste & cilizj, bottiglie di alcoolici, preservatìvi, album di gruppi dark, non sussiste dubbio che i signori van Barnavelt avrebbero saputo ricondurLa con ferma sollecitudine ed amorevole rigore alla ragione, a costo di sbattere ogni cosa nell’inceneritore; ma non ce n’era motivo, perché la sua stanza conteneva, è vero, molto di più di quanto normalmente ci si aspetta di trovare nella cameretta di un adolescente, ma quell’in più non comprendeva nulla di malsano, maleodorante, illegale o pericoloso; e, nei limiti del possibile per un adolescente normale, la stanza era pure ordinata.

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