698. 23.

18 Dic

(23). C’erano, è vero, delle stravaganze; ma non era nulla di sconveniente per sé, tanto per cominciare, quali sarebbero potute essere, poniamo, anomalie fisiche, cioncature, sproporzioni, spariglj di spalle o di gambe, o anche solo sgraziatezze e disarmonie, come la bocca troppo grossa, il naso eccessivamente saliente, gli occhj a palla, le sopracciglia folte, spettinate e saldate insieme, o i capelli impettinabili; anzi, per quanto riguarda il fenotipico, Ella appariva come il risultato anche un po’ prevedibile di una selezione genetica assennata e conformista, come i Suoi modi in genere e il Suo generale tenore di vita: senza eccessi, anche in questo, né quell’apparenza o languida o macilenta o vagamente ascetica facilmente ricscontrabile nei giovani troppo dotati in qualcosa molto spesso a scapito di tutto il resto; non pallido, non smunto, non gracile, dal gestire privo di quegli sgradevoli ticchj maniacali sovente osservabili nei ragazzi cerebrali, quali lo strabuzzamento degli occhj, la torsione compulsiva del collo, gli scatti ossessivi delle giunture, le mani e i piedi in perpetuo movimento; e nemmeno quegl’inconvenienti fisici che si accompagnano a un’attività troppo specializzatamente intellettuale, quali gonfiezza di stomaco, gravezza di capo, pigrizia intestinale, fiacchezza delle membra, dolori di schiena; nulla di tutto questo La toccava, dato che la Sua attività non si restringeva ad un campo solo ma si estendeva a tutte le discipline alle quali volgono la sollecitudine dei più anziani e il dovere: non sembrava che la biologia molecolare o l’acustica Le levassero i sonni al punto di trasformarLa in un fantasma farfugliante formule e tabelle; come non era tanto assorbito dall’esercizio fisico che l’esercizio della mente ne fosse ostacolato, così la Sua inclinazione verso le più astruse materie, anche se a vederLa mentre volgeva pagine zeppe di cifre e parole incomprensibili pareva di scorgerLe sempre in volto una scontentezza così profonda da far temere sempre d’essere sul punto d’alienarsi completamente, non sembrava alla fin dei conti rubarLe il tempo indispensabile alla coltivazione delle amicizie, ai normali divertimenti della sua età, agli amoretti senza impegno e senza conseguenze — e una certa tepidezza nei Suoi rapporti col mondo, nonché l’assenza di qualunque volontà di apparire, unitamente ai caratteri di quella che si definisce una personalità completa, non dando appiglio per poterLa definire più in un senso che in un altro, facevano di Lei un perfetto piccolo ometto senza qualità.

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