696. 21.

18 Dic

(21). Correva dunque il 1987; Ella in quel periodo (aveva, ricordiamo, 13 anni), lasciate le scuole primarie frequentava il primo anno del liceo: il riconoscimento dei docenti alle Sue belle capacità si concretava in bei voti, a cui facevano riscontro i risultati non meno esaltanti nelle attività ginniche e diportive che, specialmente ora, praticava con tanta apparente passione e con proporzionali esiti anche in senso agonistico: e i Suoi genitori, sig.ri van Barnavelt, non potevano non considerarsi fortunati avendo un figliolo che, senza necessità di troppi incoraggiamenti, coercizioni non se ne parli nemmeno, si dimostrava capace non solo di snocciolare senza impaperarsi tutti gli articoli della Costituzione, tutta la teoria dei Presidenti degli Stati Uniti, tutta la sequenza degl’Imperatori romani, ma anche di portare a casa da trionfatore la coppa di tolla dorata spettante alla squadra I classificata nel torneo di pallanuoto (la vittoria era stata quasi tutta merito Suo), e la medaglia per il I arrivato all’annuale Corsa su Terreni Argillosi; un ragazzo esemplare, per il cui sapere i registri scolastici si smascellavano in A stuporosi, che frequentava ogni tre mesi una brava ragazzina diversa; un ragazzo normale, che di tanto in tanto usciva con pochi ma fidàti amici, aveva messo via saviamente i risparmj per comprarsi le Adidas, riconosceva senza sforzo le canzoni di Madonna e degli U2 quanto le passavano per radio, e, ciò ch’era più importante, senza scambiarli gli uni per l’altra o viceversa, e all’ultima recita scolastica aveva declamato la parte del padre, con tanto di barba bianca, in She Stoops to Conquer con accento chiaro e scandito; un ragazzo leale e cavalleresco, che difendendo una ragazza importunata da un bullo s’era buscato uno sganassone in un occhio ma ne aveva mollti tre, stendendo il competitore a pavimento; un ragazzo coscienzioso, che alla faccia della superficialità ormai dilagante, insensibile ai richiami illecebrosi e alle bellette infide di una società edonista, brilluccicante e pervertita, non aveva negato una firma di sostegno ad un Comitato antirazzista della sua classe (sciolto l’anno seguente per sopravvenuta mancanza di coloured da difendere) e aveva acconsentito a sostituire per ben due turni alla casa di riposo Petunia’s l’amico infortunato Jerrold Fletcher, molto impegnato nel volontariato a livello di parrocchia; un ragazzo sagace, che aveva riconosciuto dei truffatori in due fantomatici addetti al controllo del contatore gas, sgominandoli con la semplice minaccia di una denuncia alla società; un ragazzo giudizioso, maturo, responsabile, cortese, affidabile, dalle maniere inappuntabili e dalle frequentazioni irreprensibili: un ragazzo di che andare orgogliosi.

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