695. 20.

18 Dic

(20). Notavo quanto sia peculiare il Suo rapporto con la poesia, o furibonda pratica versificatoria, proprio perché, quasi ilaremente, stavo poc’anzi chiedendomi quale sarebbe l’effetto che la lettura di queste pagine potrebbe avere sull’ingenuo lettore, una persona che non conoscesse né me né Lei e si trovasse di fronte a tante promesse di soluzione circa basilari questioni identitario-esistenziali (ma si potrà dir così? L’obsolescenza delle espressioni per me più congeniali mi pone sovente di fronte a scelte nomenclatorie stridenti, e probabilmente anche gosse, data la mia pronunciata ignoranza in merito a qualunque terminologia esuli dal consueto formulario legale) mescolate a tante osservazioni in materia di poetica, & specialmente in merito alla Sua propria poetica: per quell’ingenuo lettore — ed è scaramanzia, da parte mia, poiché auspico anzi che queste gelose privatissime carte non siano sottoposte ad alcun occhio estraneo; & a questo proposito è certamente inutile che io Le faccia presente che quanto qui Le scrivo deve rimanere tra me e Lei, ed essere calato appena letto nella muta tomba della Sua riservatezza — dovrei indugiare in spieghe, e precisare la natura, rarissima o unica, del nostro caso: e specificare che in questo, cioè il Suo, Quintiliano, la vocazione è stata segno dell’insorgere di un’altra recondita inclinazione; che la Sua produzione di versi, questa selva foltissima di letterati componimenti, quest’Africa lussureggiante di metriche fioriture, quest’Asia molle di ritmi complicàti, questo mondo intricato di prosodiche prodezze, oltre al valore intriseco, che Le amicherà certamente gl’intendenti, che per speciale crudeltà dei tempi sono oggimai sventuratamente pochi, furono per lei in realtà il vagito di continenti e mondi nuovi, l’incubazione, lenta ma inarrestabile, di un’altra inclinazione, alla quale fa ultimo s’è tuttavia accompagnata, compenetrandosene e compenetrandola, e creando un’unione stravagante, forse più bella di quanto sarebbe stato quando la Sua natura fosse stata sin dall’inizio libera di esprimersi, sicuramente bizzarra e difficile da portare con sé in mezzo agli uomini (un caso al Suo abbastanza simile, ma per altre cause, che riguardano il triste andamento delle cose da questa sponda dell’Oceano, mi è noto, ma non ci riguarda direttamente, e dunque non ne parlerò), causa evidente del suo crescente isolamento — lo stesso isolamento che questa mia, ora, si proporrebbe alla fine di spezzare.

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